A Firenze, nel pomeriggio di martedì 7 luglio 2026, Rete ferroviaria italiana ha completato la rimozione del vecchio impalcato del cavalcaferrovia stradale di Ponte al Pino, intervento centrale nei lavori sul nodo ferroviario fiorentino avviati per sostituire la struttura e garantire, nelle prossime settimane, il varo del nuovo ponte.
Ponte al Pino, rimossa la vecchia struttura
La prima fase del cantiere di Ponte al Pino procede, secondo quanto comunicato da Rfi, nel rispetto del cronoprogramma fissato prima dell’avvio dei lavori. La conclusione di questa finestra operativa è prevista alle 4 di venerdì 9 luglio, dopo giornate di attività continue nell’area del cavalcaferrovia, uno dei punti più delicati della viabilità e della rete ferroviaria cittadina. Il vecchio impalcato è stato tagliato in tre conci e poi sollevato con una gru di grandi dimensioni, arrivata dagli Stati Uniti via mare al porto della Spezia e trasferita successivamente a Firenze con un trasporto eccezionale. Una macchina da circa 2mila tonnellate, con capacità di sollevamento fino a 1.600 tonnellate: numeri che spiegano, da soli, la complessità dell’operazione. In cantiere, raccontano fonti tecniche, ogni movimento è stato calcolato “al centimetro”, con squadre distribuite tra l’area stradale e quella ferroviaria. Nel frattempo è stata riaperta la passerella pedonale, un collegamento atteso dai residenti della zona, che in questi giorni hanno dovuto fare i conti con percorsi modificati e tempi più lunghi.
Demolizioni e nuova fase dei lavori a fine luglio
Dopo la rimozione dell’impalcato, sono partite le demolizioni delle spalle esistenti, passaggio necessario per preparare le nuove opere di sostegno e arrivare al varo della nuova struttura. La seconda finestra dei lavori è già fissata: partirà alle 23 di domenica 26 luglio e terminerà, nelle previsioni, alle 11 di giovedì 30 luglio. Sarà quello il momento dell’installazione del nuovo ponte, una fase attesa anche perché segnerà l’avanzamento più visibile dell’intervento. Prima, però, resta da completare una serie di lavorazioni meno appariscenti ma decisive: demolizioni, pulizia dell’area, verifiche sulle sedi di appoggio e predisposizione delle nuove componenti. Rfi ha confermato che l’avanzamento delle attività dovrebbe consentire la riapertura di via degli Artisti entro la mattina di mercoledì 8 luglio, con un graduale ripristino della circolazione locale. Non tutto tornerà subito alla normalità, spiegano dal cantiere, ma il primo alleggerimento del traffico è atteso già nelle prossime ore.
Settanta tecnici al lavoro nel nodo di Firenze
Nel cantiere del cavalcaferrovia di Ponte al Pino sono impegnate circa 70 persone, tra tecnici, operai specializzati e addetti alla movimentazione, appartenenti a imprese italiane attive nei settori delle costruzioni e del sollevamento eccezionale. È un lavoro di squadra, scandito da turni, verifiche e comunicazioni continue con i responsabili della sicurezza. Le lavorazioni, spiega Rete ferroviaria italiana, richiedono competenze molto specifiche, perché si svolgono in un punto dove si incrociano viabilità urbana, infrastrutture ferroviarie e aree abitate. In questi casi, anche una variazione minima nei tempi può avere effetti a catena. Per questo il cantiere è stato organizzato con finestre operative definite e con la sospensione programmata della circolazione ferroviaria. “La priorità è chiudere ogni fase in sicurezza”, viene ribadito da ambienti tecnici vicini all’intervento. Una frase asciutta, ma che restituisce bene il clima di queste ore: pochi margini, molte procedure, attenzione costante.
Treni deviati e disagi per i passeggeri
I lavori di sostituzione del ponte di Ponte al Pino hanno comportato l’interruzione della circolazione nel nodo ferroviario di Firenze, con effetti sia sui treni ad alta velocità, compresi Frecciarossa e Italo, sia sul trasporto regionale. I disagi per i passeggeri ci sono stati, tra cambi di orario, deviazioni e servizi sostitutivi; nelle stazioni, soprattutto nelle fasce più frequentate, non sono mancati malumori e richieste di informazioni ai desk. Secondo Rfi, però, il piano predisposto per ridurre l’impatto sulla circolazione sta funzionando: molti convogli ad alta velocità sono stati instradati lungo la linea Tirrenica, mentre l’offerta è stata rimodulata per mantenere i collegamenti programmati. La società ha spiegato che “la rimodulazione dell’offerta e i servizi sostitutivi consentono di garantire i collegamenti programmati nel nodo ferroviario fiorentino”, aggiungendo che è in corso un monitoraggio costante dei flussi dei viaggiatori e dell’andamento della circolazione. La prova più delicata arriverà con la seconda finestra di fine luglio. Solo allora il cantiere entrerà nella fase del nuovo varo.
