Economia 

Rai lancia Italiana e V/BE, Rossi respinge le accuse su Telemeloni

Sala teatrale con pubblico e telecamere rivolte a un palco con tavolo di relatori e grande schermo Giornalisti e operatori seguono una presentazione istituzionale in teatro, con relatori al tavolo sul palco.

La Rai ha presentato oggi, 3 luglio 2026, al Teatro delle Muse di Ancona i palinsesti autunnali 2026-2027, annunciando due nuovi canali — Italiana e V/BE — per rafforzare il servizio pubblico e recuperare pubblico tra territori, giovani e piattaforme digitali. La giornata, però, non è rimasta confinata alla televisione: sul palco e a margine della presentazione, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha difeso la gestione aziendale, respinto l’etichetta di “Telemeloni” e definito “un errore” la mancata nomina di Simona Agnes alla presidenza.

Rai, ad Ancona la presentazione dei palinsesti 2026-2027

Al Teatro delle Muse di Ancona, davanti a dirigenti, volti di rete e addetti ai lavori, la presentazione dei palinsesti Rai 2026-2027 è diventata qualcosa di più di una semplice vetrina televisiva. In un clima segnato dallo scontro politico sulla governance del servizio pubblico, Giampaolo Rossi ha rivendicato la linea seguita dall’azienda, assicurando che le tensioni istituzionali attorno alla Commissione parlamentare di Vigilanza non bloccheranno l’operatività di viale Mazzini.

Il punto, per l’ad, è tenere insieme missione pubblica e trasformazione dei consumi. La televisione lineare pesa ancora, certo, ma il pubblico cambia abitudini, si sposta sulle piattaforme, guarda contenuti brevi e sceglie tempi diversi. Da qui la scelta di lavorare su nuovi canali Rai pensati anche come marchi multipiattaforma, non soltanto come frequenze del digitale terrestre. “Non dobbiamo limitarci a rincorrere la tv commerciale”, ha spiegato Rossi, indicando la necessità di una Rai riconoscibile, più radicata e insieme capace di parlare a pubblici meno fedeli.

Italiana sul canale 57: territorio, produzioni e identità locali

La prima novità annunciata è Italiana, il canale che debutterà il 1° ottobre 2026 e occuperà il tasto 57 del digitale terrestre. Sarà dedicato al racconto del territorio, delle produzioni, delle culture locali e delle identità che compongono il Paese, con una programmazione costruita per circolare anche fuori dalla tv tradizionale. Non solo documentari o magazine, dunque, ma un progetto che punta a valorizzare storie, imprese, comunità e patrimoni regionali.

Rossi lo ha presentato come un tassello della missione del servizio pubblico. “Italiana nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive”, ha detto l’amministratore delegato, parlando di una narrazione “identitaria e moderna” e di una fruizione crossmediale. Poi l’accento sul posizionamento: secondo l’ad, la Rai è già “tra i primi in Europa nel racconto del territorio” e il nuovo canale dovrà rendere questa vocazione più visibile. Una scommessa non piccola, in un’offerta televisiva già affollata. Ma è lì che viale Mazzini vuole marcare una differenza.

V/BE prende il posto di Rai Gulp: obiettivo ragazzi tra 8 e 14 anni

Il secondo annuncio riguarda il pubblico più difficile da trattenere davanti alla tv: i giovanissimi. Dal 1° gennaio 2027, Rai Gulp lascerà il posto a V/BE, nuovo marchio destinato ai ragazzi tra gli 8 e i 14 anni, collocato al numero 42 del digitale terrestre. La scelta segnala un cambio di linguaggio, oltre che di nome: quella fascia d’età vive già dentro un ecosistema fatto di streaming, social, gaming e contenuti on demand.

Per la Rai, recuperare contatto con quel pubblico significa ripensare format, durata, tono e distribuzione. Non basta più mettere in palinsesto prodotti per ragazzi e aspettare che arrivino. Servono contenuti riconoscibili, condivisibili, capaci di passare dalla tv alle piattaforme senza perdere identità. In questo senso V/BE viene presentato come un progetto più largo del canale lineare, con l’obiettivo di riportare il servizio pubblico dentro le abitudini quotidiane degli adolescenti e dei preadolescenti. Una fascia sfuggente, eppure decisiva per il futuro dell’azienda.

Rossi respinge “Telemeloni” e difende la scelta Agnes

La parte più politica della giornata è arrivata quando Rossi ha affrontato le critiche sulla gestione della Rai. L’etichetta “Telemeloni”, ha sostenuto l’ad, è “solo marketing”, una formula usata nel dibattito pubblico e non una fotografia dell’azienda. Ha respinto l’idea di un servizio pubblico appiattito sul governo e ha rivendicato pluralismo, continuità editoriale e risultati industriali. Parole pronunciate con tono fermo, mentre attorno alla Rai resta aperto il confronto tra maggioranza e opposizione.

Rossi è intervenuto anche sul caso Simona Agnes, la cui nomina alla presidenza non si è concretizzata. “È stato un errore non nominarla presidente”, ha detto, lasciando intendere che quella soluzione, almeno in questa fase, sia ormai alle spalle. La frase pesa, perché arriva nel mezzo di un passaggio delicato per la governance Rai e mentre la Vigilanza vive una fase di forte tensione. L’ad, però, ha provato a riportare il discorso sul piano operativo: i palinsesti, i nuovi canali, la strategia digitale. La politica resta sullo sfondo. Ma ad Ancona, per tutta la mattina, non è mai uscita davvero dalla sala.

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