Pubblicato il 23 settembre 2015

Sindrome di Brugada: in arrivo una cura

Buone notizie in arrivo in tema di salute: presto si potrà guarire dalla Sindrome di Brugada. Un gruppo di ricercatori italiani e spagnoli, guidati da Carlo Pappone e da Josep Brugada, scopritore della malattia che può portare a morte improvvisa, ha messo a punto una tecnica che consentirebbe di eliminare la patologia.

Si tratta di una sindrome che, seppur non molto frequente, è responsabile di circa il 15-20% delle morti improvvise nei pazienti di età inferiore ai 40 anni e che finora era curabile solo attraverso l’impianto di un defibrillatore, quando possibile. Ebbene lo studio dell’equipe italo-iberica ha dimostrato che alcuni pazienti già sottoposti all’impianto di un defibrillatore, una volta sottoposti all’ablazione di una regione particolare del ventricolo destro, sono guariti senza mostrare, dopo 6 mesi, alcun segno della malattia. Una tecnica di ablazione “al bersaglio”, che con una corrente elettrica a radiofrequenza brucia selettivamente le cellule cardiache responsabili della patologia genetica ereditaria, dopo averle individuate attraverso un mappaggio elettromagnetico del ventricolo.

La sperimentazione è stata effettuata finora su quattordici pazienti già portatori di un defibrillatore impiantabile che dal giorno dell’intervento presentano un elettrocardiogramma normale e possono sperare nell’espianto del defibrillatore dopo almeno un anno senza sintomi.

Lo studio è stato ideato e realizzato dapprima presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) e concluso presso il Policlinico di San Donato Milanese.

Foto di copertina: il cardiologo Joseph Brugada.

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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