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Teatro Comunale di Modena, una stagione da vivere con undici opere e undici concerti

Interno di teatro d’opera con palchi dorati, poltrone rosse e palco con leggii, sedie e pianoforte Il palco del Teatro Comunale di Modena allestito per una prova, con orchestra pronta e sala vuota, per raccontare la stagione 2026-2027.

Il Teatro Comunale di Modena ha presentato oggi, martedì 7 luglio 2026, a Modena, la stagione 2026-2027 con undici titoli d’opera e undici concerti, costruendo il cartellone attorno alle celebrazioni per i 125 anni dalla morte di Giuseppe Verdi e al ciclo “Beethoven 200”, dedicato ai due secoli dalla scomparsa del compositore tedesco. Una stagione ampia, pensata per tenere insieme repertorio, riscoperte e nuove scritture, con un’attenzione evidente alla produzione contemporanea e ai giovani interpreti. Il teatro, nella linea illustrata durante la presentazione, punta su un equilibrio non sempre semplice: parlare al pubblico abituale senza chiudere la porta a chi entra in sala per la prima volta.

Verdi al centro della stagione del Teatro Comunale di Modena

Il filo verdiano attraversa la nuova programmazione con due nuove produzioni, Macbeth e Simon Boccanegra, titoli che riportano il pubblico dentro due mondi teatrali diversi ma ugualmente centrali nella parabola del compositore. La scelta arriva dopo la Messa da Requiem e il Gala lirico-sinfonico del Modena Belcanto Festival, quasi a prolungare un percorso già avviato nella città emiliana. Non è solo un omaggio celebrativo, hanno spiegato dal teatro durante la presentazione, ma un modo per rimettere Verdi al centro del lavoro di palcoscenico: voci, regia, orchestra, tempi teatrali. Accanto ai due titoli verdiani, tornano in cartellone anche opere meno frequentate, come Siberia di Umberto Giordano, proposta in un nuovo allestimento, e L’Olandese volante di Richard Wagner, presenza che allarga il respiro della stagione verso il grande repertorio europeo.

Opera contemporanea, prime assolute e omaggi a San Francesco e Lucio Dalla

Una parte consistente della stagione d’opera 2026-2027 guarda alla musica di oggi, con quattro nuove opere e tre prime assolute. In programma ci sono L’esecuzione del compositore Salvatore Passantino, Veleno di Gaia Aloisi e Vanishings – Disparition(s), progetto firmato da Lukas Hemleb e Laurent Cuniot che intreccia musiche di Leoš Janáček e Thomas Adès. È una scelta che dice qualcosa sulla direzione del teatro: non solo riprendere titoli conosciuti, ma chiedere al pubblico di seguire anche percorsi meno battuti, più esposti, forse più rischiosi. Torna inoltre I salvatori della mezzanotte di Daniele Furlati, in una nuova versione pensata per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Nel cartellone trova spazio anche L’anno che verrà, opera pop costruita sulle canzoni di Lucio Dalla, con arrangiamenti e direzione di Roberto Molinelli: un ponte, dichiarato, tra teatro musicale e memoria popolare. Sul versante del repertorio brillante, il Comunale ripropone dal vivo La Cenerentola di Rossini, già realizzata durante la pandemia, e affida Le convenienze e inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti ai giovani del Corso di alto perfezionamento del teatro.

Beethoven 200 apre la stagione concertistica con Gibboni e Yoshida

La stagione concertistica si aprirà il 4 novembre con la Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, diretta da Hirofumi Yoshida, e con il violinista Giuseppe Gibboni impegnato nel Concerto op. 61 di Beethoven. È il primo tassello del ciclo “Beethoven 200”, che accompagnerà la ricorrenza dei due secoli dalla morte del compositore. La Filarmonica modenese sarà presente in altri tre appuntamenti, confermando un ruolo non di cornice ma di asse portante dell’intera programmazione. In sala, ha confidato chi ha seguito la costruzione del cartellone, l’idea è stata quella di alternare grandi nomi internazionali e identità locale, senza trasformare la stagione in una semplice passerella. Il riferimento a Beethoven resta centrale, ma non chiuso in una celebrazione museale: il suo repertorio viene messo in dialogo con orchestre, solisti e direttori di generazioni diverse, dentro un calendario che guarda a pubblici differenti.

Da Pappano a Kissin, fino a Kent Nagano con Mahler

Tra gli ospiti annunciati figurano Antonio Pappano, alla guida della Chamber Orchestra of Europe con Alexandre Kantorow, ed Evgeny Kissin, protagonista di un recital solistico dedicato a Beethoven. Il cartellone ospiterà anche Alexander Lonquich, Philippe Herreweghe con l’Orchestre des Champs-Élysées, la Stuttgart Philharmonic Orchestra e il Quartetto Prometeo, impegnato in un omaggio a Salvatore Sciarrino. La chiusura della stagione, il 24 aprile, sarà affidata a Kent Nagano, che dirigerà la Filarmonica Toscanini nella Quarta Sinfonia di Mahler. Non mancheranno due appuntamenti ormai riconoscibili per il pubblico modenese: il Concerto di Capodanno e il Concerto della memoria e del dialogo, dedicato alla Shoah e ai conflitti contemporanei. Una scelta, quest’ultima, che tiene insieme musica e responsabilità civile, senza proclami: solo il palco, l’orchestra, e quel silenzio che in certi momenti pesa più degli applausi.

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