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Dolomiti, ritrovati vivi dopo cinque giorni i due escursionisti marchigiani

Soccorritore aiuta due escursionisti stanchi su rocce alpine, con elicottero di soccorso sullo sfondo Soccorso alpino in azione sulle Dolomiti: due escursionisti assistiti e recupero con elicottero in area impervia.

Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi, marito e moglie di Osimo, nelle Marche, sono stati ritrovati vivi oggi sulle Dolomiti, nella zona di Col Cadorin tra le province di Pordenone e Belluno, dopo cinque giorni senza contatti dal pomeriggio di giovedì 2 luglio, quando durante un’escursione avevano perso il sentiero e l’orientamento in un’area senza copertura telefonica.

Ritrovati vivi a Col Cadorin dopo cinque giorni

La notizia è arrivata nelle ultime ore, dopo giornate di ricerche difficili e attese pesanti per familiari e soccorritori: Davide Cesaroni, 41 anni, e Chiara Pesaresi, 38, sono stati individuati dai tecnici del Soccorso alpino in una zona impervia di Col Cadorin, al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. La coppia, secondo le prime informazioni raccolte sul posto, era molto provata ma viva e non avrebbe riportato ferite gravi.

Le operazioni di recupero sono state avviate con l’impiego di un elicottero, necessario per raggiungere un’area complicata, fatta di pendii, salti di roccia e passaggi poco battuti. “Sono coscienti, ma stanchi”, avrebbe riferito uno dei soccorritori nelle prime comunicazioni operative. Solo allora, dopo ore in cui ogni minuto sembrava pesare, la tensione si è allentata.

L’ultima traccia telefonica a Domegge alle 17.46

Di Davide e Chiara non si avevano più notizie da giovedì 2 luglio, quando i loro telefoni avevano smesso di risultare raggiungibili. L’ultima indicazione utile, in base ai dati acquisiti durante le ricerche, era arrivata da una cella telefonica agganciata alle 17.46 nel comune di Domegge di Cadore, nel Bellunese.

Da quel momento, il silenzio. In quella porzione di montagna, hanno spiegato i soccorritori, la copertura di rete è assente o molto debole, e questo ha reso più complesso ricostruire gli spostamenti dei due escursionisti. Un dettaglio tecnico, certo, ma decisivo: senza segnale, nessuna chiamata, nessun messaggio, nessuna posizione aggiornata. E per cinque giorni la famiglia ha potuto soltanto aspettare, seguendo da lontano — poi sempre più da vicino — il lavoro delle squadre impegnate sul campo.

Il sentiero perso e la notte in montagna

Secondo le prime ricostruzioni, la coppia marchigiana avrebbe incontrato difficoltà nel proseguire lungo l’itinerario previsto, finendo fuori dal sentiero e perdendo progressivamente l’orientamento. In montagna, soprattutto in zone come quelle tra Pordenone e Belluno, basta una deviazione breve, un tratto coperto dalla vegetazione o un passaggio interpretato male per trovarsi in un ambiente più severo del previsto.

Non è ancora chiaro dove i due abbiano trascorso le notti e in quali condizioni siano riusciti a resistere fino all’arrivo dei soccorsi. Le verifiche, anche sanitarie, serviranno a ricostruire meglio quelle ore. La coppia, riferiscono fonti operative, è stata trovata illesa, ma affaticata dalla permanenza prolungata all’aperto, dalla mancanza di punti di riferimento e dalla difficoltà di muoversi su un terreno definito “molto complicato” da chi conosce la zona.

Quattro elicotteri e centinaia di soccorritori impegnati

La macchina dei soccorsi si era messa in moto con un dispiegamento ampio: quattro elicotteri, squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, vigili del fuoco e militari della Guardia di finanza, oltre a unità impegnate nelle perlustrazioni a terra. Centinaia di persone hanno battuto l’area, incrociando le informazioni disponibili con mappe, tracce telefoniche e possibili itinerari escursionistici.

Dopo il ritrovamento, Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi sono stati trasferiti verso Cimolais, dove erano previste valutazioni mediche più approfondite e l’incontro con alcuni parenti arrivati dalle Marche per seguire le ricerche. “Volevamo solo riportarli a casa”, ha confidato una persona vicina alla famiglia, rimasta in contatto con le squadre durante le ore più difficili. La prudenza resta, perché i controlli sanitari devono completare il quadro, ma la notizia attesa è arrivata: i due escursionisti dispersi sulle Dolomiti sono stati ritrovati vivi.

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