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Torino, cadavere trovato in casa: al via gli esami per dare un nome alla vittima

Cortile di palazzina con nastro di sequestro all’ingresso, cassette della posta piene e carabinieri in servizio Carabinieri e nastro di sequestro all’ingresso di una palazzina, durante accertamenti dopo il ritrovamento di un corpo in un appartamento.

Un uomo è stato trovato morto lunedì mattina, poco dopo le 9.30, in un appartamento del quartiere Lucento a Torino, dove i carabinieri del Comando provinciale, coordinati dalla procura del capoluogo piemontese, stanno indagando anche per omicidio dopo il ritrovamento del corpo in avanzato stato di decomposizione e con una ferita al cranio: a dare l’allarme è stato un vicino, preoccupato dall’assenza prolungata dell’inquilino, dalla posta accumulata e dal forte odore proveniente dall’alloggio.

Torino, cadavere trovato in un appartamento a Lucento

Il ritrovamento è avvenuto in una palazzina di edilizia popolare dell’Atc, l’Agenzia Territoriale per la Casa, in un interno cortile del quartiere Lucento, nella zona nord di Torino. L’appartamento si trova al secondo piano dello stabile ed è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria subito dopo i primi rilievi. Una misura necessaria, spiegano fonti investigative, per preservare ogni elemento utile a ricostruire che cosa sia accaduto all’interno dell’alloggio.

Secondo le prime informazioni, il corpo era in condizioni tali da rendere difficile una identificazione immediata. Per questo saranno necessari gli accertamenti medico-legali e gli esami disposti dalla procura. Gli investigatori dovranno stabilire se il cadavere appartenga davvero alla persona che risultava residente in quell’alloggio dal 2021, oppure se si tratti di un’altra persona. Un passaggio non formale. Da lì, infatti, partirà la ricostruzione delle ultime ore — o forse degli ultimi giorni — della vittima.

L’allarme del vicino: posta accumulata e cattivo odore

A chiamare i soccorsi, poco dopo le 9.30 di lunedì, è stato un vicino di casa. Da giorni, ha riferito agli investigatori, non vedeva più l’uomo che abitava nell’appartamento. Poi la posta accumulata nella cassetta, il silenzio dietro la porta, quell’odore sempre più forte che arrivava dal pianerottolo. “Non era una cosa normale”, avrebbe raccontato, secondo quanto emerso nelle prime ore. Solo allora è scattata la segnalazione.

Quando i carabinieri sono arrivati nella palazzina, l’area è stata isolata. Nel cortile interno, per alcuni minuti, i residenti sono rimasti affacciati alle finestre, qualcuno in ciabatte, altri fermi vicino al portone. Poche parole, molte domande. In un contesto di case popolari, dove ci si incrocia spesso anche senza conoscersi davvero, l’assenza di un vicino può passare inosservata per qualche giorno. Poi, però, alcuni dettagli iniziano a pesare. La porta chiusa. Nessun rumore. La buca delle lettere piena.

Indagini per omicidio, decisiva la ferita al cranio

La presenza di una ferita al cranio ha spinto gli inquirenti a procedere con cautela e ad aprire accertamenti anche per omicidio. Al momento, in base alle prime ricostruzioni, non viene esclusa alcuna ipotesi: dalla morte violenta a un possibile incidente domestico, fino ad altre circostanze che dovranno essere verificate attraverso l’autopsia e i rilievi tecnici. La procura di Torino coordina l’attività investigativa, mentre i militari dell’Arma stanno raccogliendo elementi nell’appartamento e nello stabile.

Gli specialisti dovranno valutare la natura della lesione, la sua compatibilità con una caduta oppure con un colpo inferto da terzi. Non è un dettaglio secondario. In casi come questo, soprattutto quando il cadavere viene trovato in avanzato stato di decomposizione, il tempo trascorso dalla morte rende più complesso distinguere i segni traumatici e ricostruire la dinamica. Gli esami medico-legali serviranno anche a stabilire l’epoca del decesso, altro punto centrale per verificare movimenti, contatti e possibili presenze nell’alloggio.

L’appartamento sequestrato e i prossimi accertamenti

L’appartamento sequestrato sarà passato al setaccio nelle prossime ore. I carabinieri verificheranno eventuali segni di effrazione, tracce biologiche, impronte, oggetti spostati o mancanti. Saranno controllati anche i contatori, il telefono, eventuali documenti presenti in casa e i rapporti dell’inquilino con vicini, conoscenti e servizi territoriali. In queste prime fasi, fanno sapere ambienti investigativi, la priorità resta dare un nome certo alla vittima e capire se qualcuno sia entrato nell’alloggio prima del ritrovamento.

Gli accertamenti riguarderanno anche la posizione della persona che risultava residente dal 2021 nell’alloggio Atc. Bisognerà capire se vivesse stabilmente lì, se avesse parenti o contatti frequenti, se negli ultimi giorni qualcuno lo avesse cercato. Nel quartiere, intanto, la notizia si è diffusa rapidamente. “Lo vedevamo ogni tanto, non parlava molto”, ha confidato un residente della palazzina, senza voler aggiungere altro. Frasi brevi, dette a bassa voce, davanti a un portone che lunedì mattina è diventato il centro di un’indagine delicata. Adesso saranno l’autopsia e i rilievi della scientifica a chiarire se quella morte sia il risultato di un’aggressione, di una caduta o di una dinamica diversa, ancora tutta da ricostruire.

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