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Incendio al deposito BRT di Milano, cosa dicono i dati ARPA sull’aria e sulle cause

Vigili del fuoco spengono i focolai in un deposito logistico bruciato, con fumo nero e camion danneggiati I Vigili del Fuoco raffreddano l’area di un deposito logistico dopo un vasto incendio, mentre una colonna di fumo si alza sullo sfondo.

Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato poco prima delle 19.30 di mercoledì 8 luglio nel deposito BRT di Milano Bovisa, in via Don Giovanni Minzoni 10, coinvolgendo un capannone per lo smistamento pacchi, uffici e mezzi parcheggiati, mentre oggi, giovedì 9 luglio, i Vigili del Fuoco stanno completando le operazioni di spegnimento e raffreddamento per mettere in sicurezza l’area e chiarire le cause del rogo.

Incendio al deposito BRT di Milano Bovisa, fumo visibile in città

Le fiamme hanno interessato un capannone di circa 8.000 metri quadrati, una superficie superiore a quella di un campo da calcio, all’interno del deposito BRT, società di spedizioni ancora conosciuta da molti milanesi con il vecchio nome Bartolini. Il rogo, secondo le prime ricostruzioni, si è sviluppato nell’area logistica e si è poi propagato agli uffici amministrativi e ad alcuni mezzi di trasporto fermi nel cortile.

La colonna di fumo nero si è alzata rapidamente sopra la zona di Bovisa, visibile da diversi quartieri di Milano, da Dergano fino all’area nord della città. In serata molti residenti hanno chiamato i soccorsi, preoccupati dall’odore acre e dalla nube che, a tratti, copriva il cielo sopra via Don Minzoni. Nessuna persona, secondo quanto riferito dai soccorritori, è rimasta ferita.

Nell’area si trovano altri insediamenti sensibili: un grande operatore della logistica, il campus Bovisa del Politecnico di Milano, un centro sportivo e alcune attività commerciali. Anche per questo, fin dai primi minuti, l’intervento è stato orientato a contenere il fronte del fuoco e a impedire che le fiamme raggiungessero depositi e strutture vicine.

Vigili del Fuoco al lavoro tutta la notte, rogo domato al 95%

Sul posto sono intervenuti circa 50 Vigili del Fuoco, provenienti dai comandi di Milano e Monza, con un dispositivo ampio: sei autopompe serbatoio, quattro autobotti pompa, tre autoscale, un carro aria, il nucleo droni SAPR e un mezzo per interventi in quota. Le operazioni sono state coordinate dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano.

Il lavoro è proseguito senza interruzioni per tutta la notte. Solo nella mattinata di giovedì il rogo è stato considerato domato per circa il 95%, anche se la situazione non è stata chiusa. A creare problemi, in particolare, sono due container carichi di bici elettriche con batterie agli ioni di litio, che continuano a bruciare e richiedono lunghe operazioni di raffreddamento.

Le batterie al litio, se danneggiate o surriscaldate, possono alimentare reazioni interne capaci di generare nuovo calore, anche senza una fiamma esterna. “Serve tempo, bisogna raffreddare e controllare ogni possibile ripresa”, ha spiegato un operatore impegnato nell’area. Una procedura lenta, fatta di verifiche continue, getti d’acqua mirati e monitoraggi a distanza.

Arpa Lombardia monitora l’aria: primi dati non critici

Già nella serata di mercoledì i tecnici di Arpa Lombardia hanno raggiunto il deposito BRT di via Don Minzoni per effettuare i primi rilievi sulla qualità dell’aria con la strumentazione disponibile sul posto. Le misure eseguite attorno al perimetro aziendale hanno rilevato inquinanti tipici della combustione, ma senza valori critici per le sostanze monitorabili direttamente nell’area.

Secondo l’Agenzia, le concentrazioni non risultano preoccupanti anche per effetto della dispersione dei fumi in atmosfera. Nella notte, però, è stato installato un campionatore ad alto volume in via Baldinucci, in una posizione individuata sulla base della mappa previsionale di ricaduta della nube elaborata dal gruppo specialistico di contaminazione atmosferica.

Il primo filtro del campionatore dovrebbe essere ritirato nel pomeriggio di oggi, 9 luglio, e inviato al laboratorio di Milano. Le analisi serviranno a cercare eventuali microinquinanti, in particolare diossine, furani e IPA, cioè idrocarburi policiclici aromatici. Risultati più completi arriveranno solo dopo gli esami di laboratorio, hanno precisato le fonti tecniche.

Nel frattempo il Comune di Milano, sulla base dei rilievi speditivi effettuati da Arpa nel corso della mattinata, ha diffuso indicazioni rivolte ai residenti nel raggio di 500 metri da via Don Minzoni 10. L’invito è a non utilizzare spazi verdi pubblici, evitare attività fisica all’aperto, non consumare verdure coltivate su balconi o orti e, per scuole e nidi, limitare l’uso degli spazi esterni.

Procura di Milano apre un’indagine sulle cause del rogo

La Procura di Milano ha aperto un’indagine per ricostruire l’origine dell’incendio e verificare eventuali responsabilità. Al momento, in base alle prime informazioni raccolte, il rogo potrebbe essere partito da un container probabilmente rivestito in poliuretano, per poi estendersi al capannone destinato allo smistamento dei pacchi. Si tratta, però, di un’ipotesi ancora da confermare.

Gli accertamenti dovranno chiarire anche la sequenza con cui le fiamme hanno raggiunto i rimorchi degli autocarri collegati alle rampe di carico. In un deposito logistico, con materiali d’imballaggio, colli accatastati e mezzi in movimento o in sosta, la propagazione può essere rapida. Ma saranno i rilievi tecnici, insieme alle immagini delle telecamere e alle testimonianze, a fissare tempi e cause.

Per ora resta il bilancio principale: nessun ferito e un’area ancora presidiata dai soccorritori. A Bovisa, tra l’odore di bruciato e i mezzi dei Vigili del Fuoco fermi davanti ai cancelli, la giornata procede con cautela. Prima la messa in sicurezza, poi le risposte.

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