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Esplosione in fabbrica a Chieti: un morto e un ferito

Mezzi di soccorso e vigili del fuoco davanti al cancello di un impianto industriale, con nastro di sicurezza e lieve fumo Mezzi di soccorso e forze dell’ordine davanti a un impianto industriale dopo una deflagrazione nel Chietino.

Una esplosione si è verificata nella mattinata di giovedì, intorno alle 8, all’interno della Sabino Esplodenti di Casalbordino, in provincia di Chieti, durante attività legate allo smontaggio e alla disattivazione di munizioni militari: secondo le prime informazioni, la deflagrazione ha provocato un morto e un ferito, mentre sul posto sono intervenuti elisoccorso, vigili del fuoco e carabinieri per mettere in sicurezza l’area e avviare i rilievi.

Esplosione alla Sabino Esplodenti di Casalbordino: un morto e un ferito

La giornata lavorativa era cominciata da poco nello stabilimento della Sabino Esplodenti, azienda che opera nel settore del recupero, dello smontaggio e della neutralizzazione di materiale bellico, quando una deflagrazione ha scosso l’area industriale di Casalbordino, nel Chietino. Erano circa le 8 del mattino. In pochi minuti, secondo quanto riferito dalle prime ricostruzioni, il personale presente ha dato l’allarme e la zona è stata raggiunta dai mezzi di soccorso.

Il bilancio, al momento, parla di una persona deceduta e di un’altra rimasta ferita. Le generalità delle vittime non sono state diffuse nelle prime fasi dell’intervento, anche per consentire le comunicazioni ai familiari. Il ferito sarebbe stato assistito dal personale sanitario del 118 e valutato per il trasferimento in ospedale, mentre l’elisoccorso è atterrato nei pressi dell’impianto. «Abbiamo sentito un boato secco, poi il via vai dei mezzi», ha raccontato un residente della zona, ancora scosso, a chi era arrivato nei pressi dei cancelli.

Soccorsi e messa in sicurezza dell’area industriale

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale sanitario, con un dispositivo di emergenza attivato in tempi rapidi. La priorità, nelle prime ore, è stata verificare l’eventuale presenza di altri ordigni o materiali instabili nell’area coinvolta dalla esplosione, un passaggio necessario in un sito dove si lavora quotidianamente su munizioni militari e residuati bellici.

I vigili del fuoco hanno delimitato la zona interessata e avviato i controlli tecnici, procedendo con cautela. Non si tratta, in casi come questo, solo di spegnere focolai o rimuovere detriti: ogni movimento deve essere valutato, perché il rischio di ulteriori reazioni non può essere escluso fino alla conclusione delle verifiche. I carabinieri, intanto, hanno raccolto le prime testimonianze e acquisito elementi utili a ricostruire la sequenza dell’incidente. Solo allora sarà possibile capire in quale reparto sia avvenuta la deflagrazione e quale lavorazione fosse in corso.

La viabilità nei pressi dello stabilimento è stata controllata per consentire l’accesso ai mezzi di emergenza. Davanti ai cancelli, nel corso della mattinata, sono arrivati colleghi, tecnici e alcuni familiari dei dipendenti, in attesa di notizie più precise. Poche parole, telefoni in mano. E un silenzio pesante.

Le indagini sulla deflagrazione nello stabilimento del Chietino

Le cause della esplosione alla Sabino Esplodenti sono ancora in fase di accertamento. Gli investigatori dovranno stabilire se la deflagrazione sia avvenuta durante una procedura di disattivazione di munizioni, durante una movimentazione interna o in un’altra fase del ciclo di lavorazione. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali definitive sulla dinamica, e le autorità mantengono il massimo riserbo.

In base ai rilievi dei carabinieri e dei tecnici intervenuti, saranno esaminati i protocolli di sicurezza, i registri di lavorazione, la tipologia del materiale trattato e le condizioni dell’area al momento dell’incidente. È un lavoro che richiede tempo, anche perché lo stabilimento tratta materiale ad alto rischio e ogni dettaglio può avere un peso. Una valvola, un urto, un residuo instabile. A volte basta poco, ma dirlo ora sarebbe prematuro.

La Procura competente sarà informata sugli esiti dei primi accertamenti e potrà disporre ulteriori verifiche, compresi eventuali sequestri dell’area interessata. L’obiettivo è ricostruire con precisione ciò che è accaduto nella mattinata di giovedì e capire se tutte le procedure previste siano state rispettate. «Stiamo lavorando per avere un quadro chiaro», hanno spiegato fonti investigative, senza aggiungere altri particolari.

Un sito già noto per la lavorazione di ordigni e residuati bellici

La Sabino Esplodenti di Casalbordino è un nome conosciuto nel settore della bonifica e del trattamento di materiale esplosivo. L’impianto si occupa di attività delicate, legate allo smontaggio e alla neutralizzazione di ordigni, munizioni e residuati militari, operazioni che richiedono personale formato e procedure rigide. Proprio per la natura del lavoro, ogni incidente in stabilimenti di questo tipo richiama l’attenzione delle autorità di sicurezza e degli enti di controllo.

La comunità di Casalbordino, centro del litorale chietino, segue con apprensione l’evoluzione della vicenda. La notizia si è diffusa rapidamente tra il paese e le aree vicine, anche perché molti conoscono qualcuno che lavora o ha lavorato nello stabilimento. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti sulle condizioni del ferito e sull’identità della persona deceduta, mentre proseguiranno i rilievi per chiarire l’origine della deflagrazione.

Resta, per ora, il dato più grave: un lavoratore ha perso la vita durante il turno del mattino e un altro è rimasto ferito in un luogo dove il margine di errore è ridotto al minimo. Le verifiche diranno il resto. Ma a Casalbordino, già dalle prime ore dopo l’incidente, il peso della tragedia era chiaro a tutti.

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