Il Sole 24 Ore e 24Ore Podcast lanciano dal 20 luglio 2026, sul sito del quotidiano, su 24orepodcast.com e sulle principali piattaforme audio, “Freud. La scoperta dell’inconscio”, una serie in sette episodi dedicata a Sigmund Freud nel 170esimo anniversario della nascita, per raccontare al grande pubblico la vicenda umana e intellettuale del padre della psicoanalisi.
“Freud. La scoperta dell’inconscio”, il nuovo podcast di History Telling
La nuova serie entra nel catalogo di History Telling, il format monografico del Sole 24 Ore che ricostruisce figure ed eventi della storia contemporanea con un taglio narrativo, documentato e accessibile. A firmare il podcast sono Paolo Colombo, professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica di Milano, e Paolo Gomarasca, professore ordinario di Filosofia morale nello stesso ateneo.
Il progetto, spiegano dal gruppo editoriale, nasce in occasione dei 170 anni dalla nascita di Freud, nato a Freiberg il 6 maggio 1856 e morto a Londra nel 1939, dopo l’esilio imposto dall’avanzata del nazismo. Sette puntate, a cadenza settimanale, seguiranno il medico viennese dentro il suo tempo: la Vienna fin de siècle, le trasformazioni della medicina, la crisi delle certezze ottocentesche, poi le guerre e le fratture politiche del Novecento. Non una biografia scolastica, insomma. Piuttosto un racconto costruito per capire perché certe parole — inconscio, sogno, desiderio, rimozione — siano ancora oggi nel linguaggio comune.
Dal giovane medico di Vienna alla nascita della psicoanalisi
Il podcast prende le mosse dal 1883, quando il giovane Sigmund Freud, ventiseienne, comincia a lavorare come medico. In quel momento, nulla lascia prevedere che quel professionista formato tra laboratorio, neurologia e clinica diventerà una delle figure più discusse della cultura occidentale. Eppure proprio da lì, dai corridoi degli ospedali e dagli studi sui disturbi nervosi, prende forma un percorso destinato a cambiare il modo di guardare alla mente.
Il racconto segue Freud negli anni della formazione, nei primi studi di medicina e nei lavori sull’isteria, terreno allora incerto, spesso segnato da diagnosi approssimative e da un forte pregiudizio sociale. Centrale, in questa fase, è l’incontro con esperienze cliniche che mettono in crisi l’idea di una coscienza pienamente padrona di sé. La parola, l’ascolto, il ricordo: elementi apparentemente fragili, quasi quotidiani, diventano strumenti terapeutici. Solo allora comincia a emergere il nucleo della futura psicoanalisi, fondata sull’ipotesi che una parte decisiva della vita psichica resti fuori dalla consapevolezza.
Charcot, Breuer, Jung: incontri e rotture nella vita di Freud
Nel viaggio proposto da “Freud. La scoperta dell’inconscio” compaiono alcune figure decisive, a partire da Jean-Martin Charcot, il neurologo francese che a Parigi studiò l’isteria e l’ipnosi, influenzando profondamente il giovane Freud. C’è poi Josef Breuer, legato al caso di Anna O., spesso indicato come uno degli snodi iniziali della terapia attraverso la parola. Accanto a loro, più avanti, entrano in scena Carl Gustav Jung e Sándor Ferenczi, alleati, interlocutori e, in modi diversi, protagonisti di fratture teoriche e personali.
Il podcast non evita le controversie. La storia di Freud, infatti, è anche una storia di dispute, separazioni, accuse e ripensamenti. Dai casi clinici più noti, come Dora e Anna O., fino alle tensioni interne al movimento psicoanalitico, il percorso restituisce un ambiente intellettuale vivo, spesso attraversato da conflitti duri. “Freud non è soltanto un autore da manuale”, è il senso del racconto proposto da Colombo e Gomarasca: è un uomo immerso nelle contraddizioni del proprio tempo, capace di intuizioni forti ma anche esposto a critiche che ancora oggi alimentano il dibattito.
Sogni, transfert e desiderio: perché Freud parla ancora al presente
Tra i passaggi centrali della serie c’è la nascita dei concetti che hanno reso riconoscibile il lessico freudiano: interpretazione dei sogni, libera associazione, transfert, complesso di Edipo, pulsioni di vita e di morte. Termini entrati prima nella pratica clinica, poi nella filosofia, nella letteratura, nel cinema, nella conversazione quotidiana. Non sempre con precisione, certo. Ma con una diffusione che misura l’impatto del pensiero di Freud ben oltre il campo medico.
La serie di 24Ore Podcast prova così a tenere insieme biografia, storia delle idee e contesto culturale. Freud viene raccontato sullo sfondo della modernità europea, tra fiducia nella scienza e inquietudine, emancipazione e crisi, famiglia borghese e nuove domande sulla sessualità, sulla fede religiosa, sulla memoria. È in questo intreccio che la scoperta dell’inconscio assume il suo peso: non come una formula astratta, ma come una frattura nel modo in cui l’individuo occidentale aveva pensato se stesso.
Disponibile dal 20 luglio sul sito del Sole 24 Ore, su 24orepodcast.com e sulle piattaforme audio, “Freud. La scoperta dell’inconscio” si rivolge quindi sia a chi conosce già la psicoanalisi sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a una figura complessa, spesso citata e non sempre letta. Sette episodi per rimettere ordine, con passo narrativo, in una storia che continua a interrogare medicina, cultura e vita privata. Anche oggi, a distanza di più di un secolo dalle prime sedute viennesi.
