Gabriel Perez, operatore del teleprompter di Donald Trump alla Casa Bianca, è stato sospeso senza stipendio a Washington dopo che la Commodity Futures Trading Commission ha avviato accertamenti su scommesse piazzate nei mesi scorsi sulla piattaforma Kalshi, dove avrebbe incassato oltre 100mila dollari puntando sulle parole contenute nei discorsi presidenziali che poteva leggere in anticipo. Il caso, emerso nelle ultime ore e rilanciato da media americani tra cui Abc News, ha aperto un nuovo fronte sulle informazioni riservate usate nei mercati predittivi, un settore in crescita negli Stati Uniti e già finito più volte sotto la lente delle autorità.
Chi è Gabriel Perez, l’uomo del gobbo finito sotto indagine
Per anni Gabriel Perez è stato una presenza discreta ma vicina al centro del potere: l’addetto al gobbo elettronico che accompagna Donald Trump nei comizi, negli interventi ufficiali e nelle cerimonie pubbliche. Secondo le ricostruzioni degli investigatori federali, Perez avrebbe avuto accesso in anticipo a una serie di testi preparati per il presidente e, in alcuni casi, sarebbe stato tra gli ultimi a controllarli prima della lettura.
Il suo ruolo, spiegano fonti citate dai media statunitensi, non era soltanto tecnico. Perez seguiva le modifiche dell’ultimo minuto, interveniva sul testo quando Trump chiedeva correzioni e conosceva quindi parole, passaggi e riferimenti destinati a comparire nei discorsi. Un dettaglio non secondario, perché proprio su quei termini si basavano le puntate effettuate su Kalshi, piattaforma autorizzata negli Stati Uniti per contratti legati a eventi futuri.
La vicenda ha assunto subito un peso politico. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, durante il briefing con i giornalisti, ha confermato che Perez è stato sospeso dal servizio senza stipendio. Trump, informato del caso, avrebbe parlato di “una vergogna”, secondo quanto riferito dalla stessa amministrazione. Una frase secca, da corridoio della West Wing.
Le puntate su Kalshi e il mercato “Mentions”
Il meccanismo al centro dell’indagine riguarda il mercato “Mentions” di Kalshi, dove gli utenti possono scommettere sulla presenza di determinate parole, frasi o temi in un intervento pubblico. Non si punta dunque sull’esito di una partita o di un’elezione, ma su elementi testuali: se un presidente dirà “dazi”, se citerà “Cina”, se userà un’espressione precisa durante un discorso.
Secondo la Commodity Futures Trading Commission, Perez avrebbe sfruttato la conoscenza anticipata dei testi per piazzare puntate su circa una dozzina di interventi di Donald Trump nell’arco di tre mesi. Il guadagno complessivo, in base alle prime verifiche, avrebbe superato i 100mila dollari. Non una vincita casuale, sostengono gli investigatori, ma una sequenza di operazioni collegate a informazioni non disponibili al pubblico.
La segnalazione sarebbe partita dalla stessa Kalshi, che avrebbe rilevato movimenti anomali e li avrebbe comunicati all’autorità di vigilanza. È un passaggio delicato: le piattaforme di mercati predittivi, per funzionare dentro un quadro regolato, devono dimostrare di saper individuare condotte sospette. E in questo caso il sospetto, molto concreto, portava a un dipendente della Casa Bianca.
Dallo Stato dell’Unione a Davos: i discorsi nel mirino
Tra gli interventi su cui Gabriel Perez avrebbe scommesso ci sarebbe il discorso sullo Stato dell’Unione dello scorso febbraio, insieme ad altri appuntamenti pubblici del presidente. Gli investigatori citano anche l’intervento di Donald Trump al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, e una cerimonia per la consegna della Medaglia d’Onore. Eventi diversi, contesti diversi, ma lo stesso schema.
Il punto, raccontano fonti vicine al dossier, era la capacità di Perez di anticipare non solo il contenuto generale dei discorsi, ma anche singole parole. In alcune occasioni, quando Trump decideva di andare a braccio o saltava una parte del testo, l’operatore avrebbe “chiuso” la posizione durante l’intervento, uscendo dalla scommessa prima che diventasse perdente. Una mossa rapida, da chi stava seguendo il discorso con il copione davanti agli occhi.
La Casa Bianca prova intanto a prendere le distanze. La portavoce Bianca Davis Ingle ha spiegato che l’amministrazione ha “rigide linee guida etiche” e si aspetta che vengano rispettate da personale e funzionari. Parole misurate, ma il messaggio è chiaro: l’episodio viene trattato come una violazione grave del perimetro fiduciario attorno al presidente.
Le trattative con le autorità e il nodo delle informazioni privilegiate
Secondo Abc News, Gabriel Perez si sarebbe presentato nei mesi scorsi a un colloquio con le autorità di regolamentazione e avrebbe ammesso alcune operazioni. La procura federale di Manhattan, in base alle informazioni disponibili, avrebbe scelto di non aprire un’indagine penale. La partita resta quindi, almeno per ora, sul piano amministrativo e regolatorio.
La Commodity Futures Trading Commission avrebbe avviato contatti con Perez per arrivare a un accordo extra-giudiziale. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbero la restituzione dei profitti ottenuti con le puntate e il divieto di effettuare altre operazioni simili. Nessun dettaglio definitivo è stato comunicato, e l’autorità non ha ancora chiuso formalmente il fascicolo.
Il caso riaccende il dibattito sui mercati predittivi e sul confine, spesso sottile, tra abilità informativa e uso di dati riservati. Negli Stati Uniti il settore è cresciuto rapidamente, attirando utenti, investitori e anche funzionari con accesso a informazioni sensibili. Qui, però, la materia è più scivolosa: non si parla di un’indiscrezione politica qualsiasi, ma dei testi ufficiali del presidente degli Stati Uniti. E questo, a Washington, basta a far tremare più di una scrivania.
