Contender, il più grande squalo bianco maschio mai marcato nell’Atlantico nord-occidentale da OCEARCH, è stato seguito anche oggi, 17 luglio 2026, grazie a un segnale satellitare debole registrato mentre si muoveva lungo la rotta migratoria dalla zona tra Florida e Georgia verso le acque più fredde del Nord, un monitoraggio avviato per studiare gli spostamenti dei grandi predatori marini e proteggere l’equilibrio dell’ecosistema. Il dato non consente di stabilire con precisione dove si trovi, ma conferma che l’animale è vivo. E in viaggio.
Chi è Contender, lo squalo bianco maschio da record
Contender è un maschio adulto di Carcharodon carcharias, stimato tra i 30 e i 32 anni, marcato il 17 gennaio 2025 al largo del confine tra Florida e Georgia, a circa 45 miglia dalla costa, pari a poco più di 72 chilometri. Al momento del tagging, secondo i dati diffusi da OCEARCH, misurava 13 piedi e 9 pollici, cioè circa 4,2 metri, e pesava 1.653 libbre, poco meno di 750 chili.
Il primato riguarda una categoria precisa: Contender è il più grande e pesante squalo bianco maschio mai catturato, marcato e poi rilasciato dall’organizzazione nell’Atlantico nord-occidentale. Non è, quindi, lo squalo bianco più grande mai documentato: le femmine, in questa specie, possono superare anche i 5 o 6 metri. Ma per un maschio adulto il dato resta raro, e per i ricercatori vale molto più della curiosità da social.
Il nome, hanno spiegato dall’organizzazione, è un omaggio a Contender Boats, partner storico di OCEARCH e fornitore delle imbarcazioni utilizzate nelle missioni scientifiche. Una scelta pratica, quasi da bordo nave. Dietro, però, c’è un progetto lungo anni.
La migrazione di Contender tra Outer Banks e Cape Hatteras
Dopo essere stato marcato, Contender ha trascorso i primi mesi tra le acque della Florida e della Georgia, poi ha iniziato a risalire la costa orientale degli Stati Uniti, toccando le rotte al largo della Carolina del Sud e della Carolina del Nord. Tra maggio e giugno 2025 sono stati registrati diversi segnali nella zona di Cape Hatteras e degli Outer Banks, un tratto di mare che gli esperti indicano spesso come area di passaggio e alimentazione.
Secondo OCEARCH, quelle acque funzionano per molti squali bianchi come una sosta intermedia: ricche di prede, permettono agli animali di recuperare energia prima di puntare verso nord. Solo allora, seguendo un comportamento già osservato in altri esemplari, gli squali possono dirigersi verso Cape Cod, in Massachusetts, o verso il Canada atlantico, dove trascorrono parte dell’estate e dell’inizio dell’autunno.
Il richiamo è legato alla presenza di foche e grandi banchi di pesce, ma anche a una dinamica nota agli zoologi come filopatria, cioè la tendenza di un animale a tornare in aree già frequentate per nutrirsi o riprodursi. Per Contender, tuttavia, la prudenza è d’obbligo: l’ultima posizione confermata con coordinate precise risale a fine aprile 2026, al largo degli Outer Banks. L’ipotesi di una risalita verso Cape Cod resta quindi coerente con la rotta della specie, non una localizzazione certa.
Il segnale del 17 luglio e come funziona il tracker satellitare
Il 17 luglio 2026 il sistema ha registrato un ultimo segnale debole, classificato come Z-ping. In termini semplici, significa che il dispositivo ha comunicato con il satellite per un tempo troppo breve per calcolare una posizione esatta, ma sufficiente a indicare che Contender è ancora in movimento. “C’è, ma non sappiamo dove con precisione”, è il senso del dato, come spiegano i ricercatori quando descrivono questo tipo di tracciamento.
Il dispositivo fissato sulla pinna dorsale è un tag SPOT, acronimo di Smart Position or Temperature, progettato per restare attivo per circa cinque anni. Il limite è fisico: il trasmettitore può inviare dati solo quando la pinna dorsale emerge dall’acqua. Se l’emersione dura abbastanza, il sistema riceve più messaggi e calcola una posizione; se arriva un solo contatto, resta appunto uno Z-ping.
È quanto accaduto nelle ultime settimane. Il tracker ha prodotto segnali intermittenti, senza coordinate affidabili. In totale, dal gennaio 2025, Contender avrebbe percorso 11.439,22 chilometri in 545 giorni di spostamenti registrati, secondo i dati disponibili sulla piattaforma pubblica di OCEARCH. Un numero che restituisce solo una parte del viaggio, perché molte immersioni avvengono lontano da qualsiasi contatto satellitare.
Perché seguire un grande squalo bianco aiuta la ricerca
La storia di Contender attira attenzione perché parla di uno “squalo gigante”, ma il punto centrale, per gli scienziati, è un altro: raccogliere dati su rotte migratorie, aree di alimentazione e comportamento stagionale di un predatore apicale. Lo squalo bianco, trovandosi al vertice della catena alimentare marina, contribuisce a mantenere l’equilibrio tra le specie e a regolare la presenza di altri animali negli ecosistemi costieri.
Durante le missioni, OCEARCH non si limita al tracciamento. Quando possibile, i ricercatori raccolgono anche campioni biologici; nel caso di Contender, è stato prelevato materiale urogenitale utile a valutare lo stato riproduttivo dell’esemplare. Sono informazioni difficili da ottenere in mare aperto, e ancora più complesse quando si lavora con animali di queste dimensioni.
Capire dove si muovono gli squali bianchi, quando si avvicinano alle coste e quali aree utilizzano per nutrirsi può aiutare anche la gestione della convivenza con le attività umane, dalla pesca al turismo balneare, in zone molto frequentate come il Massachusetts. Chi vuole seguire il viaggio di Contender può farlo attraverso il tracker pubblico di OCEARCH. Con un’avvertenza: il mare decide i tempi, e spesso lo squalo resta invisibile. Anche ai satelliti.
