UlisseFest 2026 ha chiuso domenica 12 luglio a Genova la sua nona edizione, portando nel capoluogo ligure 20.000 presenze in tre giorni, dal 10 al 12 luglio, con l’obiettivo di raccontare il viaggio attraverso incontri, musica, letteratura e dialoghi internazionali. La Festa del Viaggio di Lonely Planet, dedicata quest’anno al tema “Elogio della Fuga”, ha coinvolto piazze, palazzi e luoghi simbolo della città, confermando — secondo gli organizzatori — il legame tra Genova e la sua vocazione naturale all’esplorazione.
UlisseFest a Genova, 20.000 presenze in tre giorni
La prima edizione genovese di UlisseFest si è chiusa con numeri che raccontano un’affluenza ampia e distribuita: 20.000 presenze complessive, oltre 150 ospiti e 70 appuntamenti tra incontri, concerti, reading e percorsi sonori. Il festival, arrivato alla nona edizione, era stato anticipato da tre appuntamenti con Paolo Giordano, Pablo Trincia e Julian Marley, che avevano già acceso l’attesa nei giorni precedenti.
Il tema scelto, “Elogio della Fuga”, ha attraversato il programma in forme diverse: la fuga come partenza, come ricerca, come necessità o semplice desiderio di cambiare prospettiva. Nelle sale e negli spazi all’aperto si sono alternati, tra gli altri, Tony e Maureen Wheeler, fondatori di Lonely Planet, Cecilia Sala, Bill de Blasio, Iaia Forte, Fabio Genovesi, Stefano Mancuso, Gabriella Greison, Erika Fatland, Enrico Brizzi, Gloria Campaner, Moni Ovadia e Antonio Spadaro. Un programma fitto, a tratti serrato, che ha richiamato pubblici diversi. Famiglie, lettori, viaggiatori, studenti. E molti curiosi.
Musica, albe e paesaggi sonori tra porto e città
Accanto agli incontri, la parte musicale ha avuto un ruolo centrale nel racconto di UlisseFest Genova. I concerti di Francesco Gabbani e dei Negramaro hanno richiamato pubblico nelle serate principali, mentre le albe sull’Isola delle Chiatte, affidate alla voce di Micah P. Hinson e alla kora di Seckou Keita, hanno offerto uno dei momenti più riconoscibili del festival: il porto ancora quieto, le prime luci, la musica a pochi metri dall’acqua.
Dentro questa cornice si sono inseriti anche i Paesaggi Sonori curati da Federico Sacchi, Raffaele Costantino, Alessio Bertallot e Valerio Corzani, quattro percorsi musicali pensati per attraversare geografie, culture e tradizioni differenti. Non solo intrattenimento, dunque, ma una mappa ascoltata più che letta, costruita con vinili, racconti e memorie sonore. In diversi appuntamenti, secondo quanto riferito dagli organizzatori, il pubblico è rimasto anche dopo la fine degli incontri, a parlare con gli ospiti o a fermarsi negli spazi del festival. Una scena semplice, ma significativa.
Lonely Planet e Comune guardano alla decima edizione
Il direttore di Lonely Planet Italia, Angelo Pittro, ha legato il successo della manifestazione alla scelta, compiuta dalla guida, di inserire Genova tra le migliori destinazioni del mondo da visitare. “Quando Lonely Planet ha inserito Genova tra le migliori destinazioni del mondo da visitare, non stava semplicemente consigliando una città: stava riconoscendo la sua naturale vocazione al viaggio”, ha detto Pittro. Poi l’apertura al futuro: “Il prossimo anno UlisseFest festeggerà la sua decima edizione. Ci piacerebbe celebrarla qui, a Genova”.
La sindaca Silvia Salis ha raccolto pubblicamente l’invito, definendo l’arrivo del festival “il riflesso naturale” di una città che da secoli vive come porto aperto sul mondo. “Tra la città e il festival è scoccata una scintilla”, ha spiegato la sindaca, aggiungendo che Genova è pronta a ospitare anche l’edizione del prossimo anno. Sulla stessa linea l’assessora comunale al Turismo, Tiziana Beghin, che ha parlato di “scommessa vinta” e di una città capace di accogliere il racconto del viaggio nelle sue forme più diverse.
Anche la Camera di Commercio di Genova, attraverso il presidente Luigi Attanasio, ha sottolineato il valore culturale dell’evento. UlisseFest, ha osservato Attanasio, ha portato in città una proposta capace di raccontare il viaggio “non come consumo di prodotti e servizi, ma come scoperta e incontro”. Una formula che, nel capoluogo ligure, sembra aver trovato terreno favorevole.
Numeri digitali in crescita e pubblico trasversale
Il bilancio di UlisseFest 2026 non si ferma alle presenze fisiche. Sul fronte digitale, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, la copertura totale ha raggiunto 3,2 milioni di persone, con una crescita del 26,7% rispetto all’edizione 2025. Le interazioni sono salite a 78.400, pari a un aumento del 325% sull’anno precedente, mentre le visualizzazioni complessive tra Facebook e Instagram hanno superato quota 7,3 milioni.
Durante le giornate del festival sono stati prodotti oltre 80 contenuti, in prevalenza video, con il coinvolgimento di 7 content creator chiamati a raccontare l’evento in tempo reale. Una scelta che ha allargato la platea oltre gli spazi fisici di Genova, portando online frammenti di incontri, concerti e passeggiate urbane. Nei vicoli e nelle piazze, intanto, la manifestazione ha incrociato persone di età diverse: viaggiatori abituali, lettori di guide, appassionati di musica, cittadini arrivati anche solo per vedere cosa stesse accadendo.
Il prossimo passaggio, ora, riguarda la decima edizione di UlisseFest. Nessun annuncio formale oltre alle aperture già espresse, ma il messaggio arrivato da Lonely Planet e dal Comune di Genova è chiaro: il festival potrebbe tornare nel capoluogo ligure nel 2027. Dopo tre giorni di incontri e pubblico diffuso, l’ipotesi non sembra più soltanto un auspicio.
