Economia 

Fondazioni bancarie, Acri denuncia l’aumento della pressione fiscale nella manovra

Fondazioni bancarie e fisco: Acri denuncia l'aumento della pressione fiscale nella manovra Acri allarma su aumento pressione fiscale fondazioni bancarie nella manovra 2027: tra 60-70 milioni di euro di impatto sul finanziamento del terzo settore.

Alla Giornata mondiale del risparmio del 30 ottobre 2026, organizzata da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Italiane), il tema che ha dominato il dibattito non è stato il tradizionale appello alla cultura del risparmio, ma un allarme preciso e documentato: la manovra di bilancio 2027 prevede misure che aumentano la pressione fiscale sulle fondazioni bancarie, con un impatto stimato tra i 60 e i 70 milioni di euro e ricadute dirette sul finanziamento del Terzo Settore e dei programmi sociali.

Fondazioni bancarie e tasse: cosa prevede la manovra 2027

Le fondazioni di origine bancaria sono soggetti giuridici autonomi che, nel corso degli anni, hanno assunto un ruolo centrale nel sostenere iniziative di welfare, cultura, ricerca e coesione sociale sul territorio italiano. Non sono enti pubblici, ma non sono nemmeno imprese ordinarie: si collocano in uno spazio istituzionale peculiare, con obblighi di destinazione delle risorse a finalità di pubblica utilità.

La manovra di bilancio attualmente all’esame del Parlamento introduce misure che, secondo Acri, si traducono in un aggravio fiscale significativo per questi enti. La stima comunicata in occasione della Giornata mondiale del risparmio indica un peso compreso tra i 60 e i 70 milioni di euro. Si tratta di risorse che, in assenza di questo prelievo aggiuntivo, sarebbero state destinate a erogazioni nei territori di riferimento delle fondazioni.

Il tema delle fondazioni bancarie e delle tasse non è nuovo nel dibattito italiano, ma questa denuncia si distingue per il momento scelto — un evento istituzionale pubblico — e per la specificità della cifra indicata, che consente di misurare concretamente l’entità del problema. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha risposto alle preoccupazioni del settore bancario e delle fondazioni con la dichiarazione che «siamo tutti sulla stessa barca», senza tuttavia annunciare modifiche alla manovra.

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Perché 60-70 milioni di euro pesano sul sociale

Per comprendere le conseguenze di questo aumento della pressione fiscale sulle fondazioni bancarie, occorre partire da cosa fanno concretamente questi enti. Le fondazioni di origine bancaria erogano risorse a organizzazioni del Terzo Settore — associazioni di volontariato, cooperative sociali, enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS — e finanziano direttamente progetti nei campi della salute, dell’istruzione, dell’inclusione e della coesione territoriale.

Secondo quanto denunciato da Acri alla Giornata mondiale del risparmio, l’aumento della pressione fiscale colpisce in modo diretto i programmi rivolti a persone con disabilità e a giovani NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero i soggetti più vulnerabili e meno coperti dai sistemi di welfare ordinario. Non si tratta, dunque, di una questione che riguarda esclusivamente i bilanci delle fondazioni: riguarda la tenuta di una rete di protezione sociale che in molti territori svolge funzioni che il welfare pubblico non riesce a garantire pienamente.

La logica del finanziamento filantropico delle fondazioni bancarie è strutturalmente diversa da quella dei trasferimenti pubblici: è selettiva, rapida, capace di raggiungere bisogni emergenti prima che il sistema istituzionale li riconosca formalmente. Ridurre le risorse disponibili per questa funzione non equivale semplicemente a tagliare un bilancio privato: equivale a ridurre la capacità di risposta sociale di un sistema che integra, e spesso anticipa, l’intervento pubblico.

La posizione di Acri e il confronto con il governo

L’intervento di Acri alla Giornata mondiale del risparmio non si è limitato a segnalare un problema contabile. L’associazione ha posto una questione di coerenza delle politiche pubbliche: da un lato il governo dichiara di voler sostenere il Terzo Settore e rafforzare il welfare di comunità; dall’altro, attraverso la manovra di bilancio, aumenta la pressione fiscale sulle fondazioni bancarie, che sono tra i principali finanziatori privati di quel sistema.

Questa contraddizione è al centro del confronto tra le fondazioni e l’esecutivo. La risposta del ministro Giorgetti — che ha evocato la solidarietà comune di fronte alle difficoltà di bilancio — non ha dissipato le preoccupazioni del settore. Le fondazioni bancarie e le organizzazioni del Terzo Settore che da loro dipendono attendono ora di capire se il percorso parlamentare della manovra porterà modifiche alle misure contestate.

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Va ricordato che le fondazioni di origine bancaria non sono enti del Terzo Settore in senso tecnico: sono soggetti con una propria disciplina, derivata dalla legge Ciampi del 1999 e successive modificazioni. Non si iscrivono al RUNTS e non ricevono risorse pubbliche per il proprio funzionamento. Il prelievo fiscale aggiuntivo previsto dalla manovra si abbatte quindi su enti che già operano in un quadro normativo specifico e che destinano per statuto le proprie risorse a finalità di interesse generale.

Le conseguenze per il Terzo Settore e le comunità locali

Il nesso tra fondazioni bancarie, tasse e welfare territoriale è diretto. Ogni euro di maggiore prelievo fiscale sulle fondazioni è un euro in meno disponibile per i bandi che finanziano cooperative sociali, centri diurni per persone con disabilità, programmi di orientamento al lavoro per giovani NEET, interventi di contrasto alla povertà educativa.

In molte province italiane — soprattutto nelle aree interne e nei territori meno coperti dai grandi fondi europei — le fondazioni bancarie rappresentano la principale fonte di finanziamento privato per il welfare di comunità. Un taglio indiretto di 60-70 milioni di euro complessivi sull’intero sistema delle fondazioni non si distribuisce in modo uniforme: si concentra nei territori dove la presenza delle fondazioni è più forte e dove, spesso, la rete pubblica di servizi è più fragile.

Per consultare la composizione del sistema delle fondazioni di origine bancaria e i dati sulle loro erogazioni è possibile fare riferimento al sito ufficiale di Acri, che pubblica annualmente il rapporto sulle attività del settore.

L’esito del confronto tra Acri, il governo e il Parlamento nelle prossime settimane — mentre la manovra di bilancio 2027 prosegue il suo iter — determinerà se quei 60-70 milioni di euro resteranno nel circuito del finanziamento sociale o se saranno assorbiti dalle esigenze di cassa dello Stato. La risposta avrà conseguenze concrete per migliaia di organizzazioni e per le persone che da esse ricevono servizi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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