Economia 

Fondazione CRC stanzia 55 milioni di euro per il 2027, con aumento dell’83% nelle erogazioni

Fondazione CRC: 55 milioni di euro per il 2027, l'83% di aumento nelle erogazioni La Fondazione CRC approva il Programma Operativo 2027 con 55 milioni di euro destinati a erogazioni nel territorio, segnando un incremento dell'83% rispetto al 2026.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha approvato il proprio Programma Operativo 2027 con una dotazione complessiva di 55 milioni di euro destinati ad attività progettuali ed erogative sul territorio. Le risorse previste dalla fondazione crc per le erogazioni 2027 segnano un incremento dell’83% rispetto ai 30 milioni dell’anno precedente, un salto che non ha precedenti recenti nella storia dell’ente cuneese e che ridisegna il perimetro del suo intervento locale.

Un salto di scala che raddoppia quasi il Piano Pluriennale

Passare da 30 a 55 milioni di euro in un solo esercizio non è un aggiustamento di bilancio ordinario: significa rivedere strutturalmente la capacità di incidere su un territorio. Secondo quanto comunicato dalla fondazione stessa, le risorse destinate al 2027 hanno quasi raddoppiato quanto previsto nel Piano Pluriennale di riferimento, il documento strategico che fissa gli orientamenti di medio periodo dell’ente.

Per capire la portata concreta di questo aumento, vale la pena ricordare che le fondazioni di origine bancaria — categoria a cui appartiene la Fondazione CRC — operano come soggetti privati con finalità di utilità sociale, distribuendo risorse derivanti dalla gestione del proprio patrimonio. Non si tratta di fondi pubblici, ma di risorse private orientate al bene comune, in un modello che il legislatore italiano ha definito con il decreto legislativo 153 del 1999, confermato e consolidato da successive pronunce della Corte Costituzionale. La distinzione è rilevante: un aumento di questa entità dipende dalle performance patrimoniali dell’ente e da scelte deliberate del consiglio di amministrazione, non da trasferimenti statali o regionali.

Rigenerazione urbana e sicurezza: i progetti strategici nel Programma Operativo 2027

Il Programma Operativo 2027 della Fondazione CRC individua tra i progetti strategici la Rigenerazione Urbana e il Progetto STARS. Sono due direttrici che, pur nella loro diversità, condividono un orientamento: intervenire su infrastrutture e spazi collettivi per migliorare la qualità della vita delle comunità del territorio cuneese.

→ Leggi anche: Pnrr nelle aree interne: il 70% dei progetti è concluso, ma i comuni fragili restano indietro

La rigenerazione urbana è un campo in cui le fondazioni bancarie hanno progressivamente ampliato il proprio ruolo negli ultimi anni, spesso colmando vuoti lasciati dalla spesa pubblica locale. Recuperare spazi dismessi, riqualificare quartieri, restituire funzione sociale a edifici o aree degradate: sono interventi che producono effetti misurabili non solo sul patrimonio edilizio, ma sulla coesione sociale, sulla percezione di sicurezza e sull’attrattività dei centri minori.

Il Progetto STARS, citato esplicitamente tra le iniziative strategiche, si affianca a interventi più capillari: il programma prevede risorse specifiche per la ristrutturazione delle palestre scolastiche e per il miglioramento della sicurezza di eventi e manifestazioni. Sono voci apparentemente minori, ma che toccano direttamente la vita quotidiana: una palestra scolastica funzionante significa accesso allo sport per bambini e ragazzi, riduzione del rischio di abbandono delle attività fisiche, spazi sicuri per attività extracurriculari. La sicurezza degli eventi pubblici, d’altra parte, riguarda la possibilità stessa di tenere viva la vita culturale e associativa di un territorio.

Le fondazioni bancarie come attori del welfare locale

L’entità delle erogazioni 2027 della Fondazione CRC pone una domanda che va oltre la notizia in sé: quale ruolo svolgono oggi le fondazioni bancarie nel sistema di welfare locale? La risposta non è semplice né univoca.

Da un lato, enti come la Fondazione CRC possono intervenire con velocità e flessibilità che le amministrazioni pubbliche spesso non hanno, finanziando progetti sperimentali, sostenendo il Terzo Settore, co-progettando con i Comuni interventi che i bilanci comunali non riuscirebbero a reggere da soli. Dall’altro, esiste un rischio strutturale: che la crescita della filantropia istituzionale diventi una giustificazione implicita per ridurre la spesa pubblica su servizi che dovrebbero essere garantiti come diritti, non erogati come benefici discrezionali.

→ Leggi anche: PNRR e aree interne: 22 miliardi stanziati, ma i comuni fragili rimangono esclusi

Nel caso del territorio cuneese, la Fondazione CRC opera da anni come interlocutore stabile per enti locali, scuole, organizzazioni del Terzo Settore e istituzioni culturali. Un aumento delle risorse disponibili di questa portata amplia le possibilità di intervento, ma richiede anche una governance attenta alla coerenza con i bisogni reali del territorio, alla trasparenza nella selezione dei progetti e alla valutazione degli effetti prodotti.

Cosa cambia concretamente per il territorio cuneese

Con 55 milioni di euro disponibili per il 2027, la Fondazione CRC si posiziona tra gli attori filantropici più significativi del Piemonte per dimensione delle erogazioni. Per i soggetti del territorio — associazioni, cooperative sociali, Comuni, istituti scolastici — questo significa un contesto in cui le opportunità di finanziamento si ampliano rispetto agli anni precedenti.

I settori che potranno beneficiare delle risorse non sono ancora dettagliati in una ripartizione pubblica, ma i progetti strategici annunciati — rigenerazione urbana, sicurezza degli spazi collettivi, infrastrutture scolastiche — indicano un orientamento verso interventi con ricadute fisiche e comunitarie durature, non verso erogazioni una tantum o sostegno a singoli eventi.

Per chi opera nel Terzo Settore cuneese o negli enti locali del territorio, il Programma Operativo 2027 rappresenta un riferimento concreto da tenere presente nella pianificazione delle proprie attività. La pubblicazione del programma approvato è il punto di partenza: le modalità di accesso alle risorse, i bandi e le scadenze specifiche saranno i passaggi successivi che determineranno chi potrà effettivamente beneficiare di questa crescita straordinaria delle erogazioni.

L’approvazione del Programma Operativo 2027 con 55 milioni di euro è, nei fatti, una decisione che riguarda migliaia di persone nel Cuneese: studenti che usano palestre scolastiche, cittadini che vivono in quartieri da rigenerare, organizzazioni che cercano risorse per sostenere i propri servizi. Capire come queste risorse verranno effettivamente distribuite e con quali criteri sarà il vero banco di prova della qualità di questa scelta strategica.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×