Giovedì 29 ottobre 2026, dalle ore 10.30 alle 13.15, il mondo del non profit italiano si riunisce a Roma per l’assemblea del Forum Terzo Settore, appuntamento annuale che quest’anno mette al centro un tema quanto mai concreto: il rapporto tra organizzazioni della società civile, democrazia e partecipazione. La scelta di portare all’assemblea forum terzo settore la voce del Vicepresidente della Corte Costituzionale segnala che il dibattito non si fermerà alle questioni interne al settore, ma investirà il quadro dei diritti e delle istituzioni del Paese.
Un’assemblea aperta al confronto istituzionale
L’evento si tiene presso l’Eurostars Roma Aeterna, in Via Casilina 125. Il titolo scelto — Democrazia e partecipazione: il ruolo del Terzo settore — non è una cornice generica: indica una precisa intenzione di ragionare su cosa significhi oggi, per le organizzazioni di terzo settore, contribuire alla vita democratica del Paese, non soltanto erogare servizi.
A tenere la relazione di apertura sarà Luca Antonini, Vicepresidente della Corte Costituzionale. La presenza di un esponente di vertice della giustizia costituzionale a un’assemblea di enti del Terzo Settore — sigla con cui si indicano gli enti iscritti o iscrivibili al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) — non è frequente e pesa: porta nella discussione la prospettiva dei diritti fondamentali e del quadro costituzionale entro cui operano associazioni, cooperative sociali, fondazioni e organizzazioni di volontariato.
La seconda relazione è affidata a Paolo Venturi, Direttore dell’AICCON Research Center, centro studi specializzato in economia civile e cooperazione. Venturi porterà presumibilmente una lettura più analitica del posizionamento del terzo settore nei processi partecipativi, anche alla luce delle trasformazioni in corso nel welfare e nelle politiche pubbliche.
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Chi siede al tavolo del dibattito
Dopo le relazioni, il programma prevede un dibattito moderato da Chiara Ludovski, giornalista di Vita. Al confronto partecipano alcune delle figure più rappresentative del panorama associativo e cooperativo italiano.
Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore, rappresenta la voce unitaria di una rete che aggrega realtà molto diverse tra loro: dalle organizzazioni di volontariato (ODV) alle associazioni di promozione sociale (APS), dalle cooperative sociali alle fondazioni. Il Forum è la principale piattaforma di rappresentanza del terzo settore a livello nazionale.
Tra gli altri partecipanti al dibattito figurano:
- Marta Battioni, Vicepresidente di Legacoopsociali, la lega delle cooperative sociali aderente a Legacoop;
- Stefano Granata, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà, federazione che riunisce le cooperative sociali di ispirazione cattolica;
- Emiliano Manfredonia, Presidente delle Acli, associazione storica di lavoratori cattolici con una radicata presenza territoriale;
- Walter Massa, Presidente dell’Arci, una delle più grandi reti associative di promozione sociale e culturale del Paese.
La composizione del tavolo riflette la pluralità interna al Forum: cooperative sociali, associazionismo laico e cattolico, promozione sociale, volontariato organizzato. Non è una lista omogenea, e questo è esattamente il punto: l’assemblea forum terzo settore serve anche a trovare una posizione comune su temi che attraversano trasversalmente forme giuridiche e tradizioni culturali diverse.
Perché il tema democrazia riguarda anche il Terzo Settore
La scelta di dedicare l’assemblea al rapporto tra terzo settore e democrazia risponde a una domanda che negli ultimi anni si è fatta più urgente: in un contesto in cui la partecipazione civica si riduce — calo dell’affluenza elettorale, indebolimento delle forme tradizionali di associazionismo, frammentazione del tessuto comunitario — qual è il ruolo concreto delle organizzazioni della società civile?
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Il tema non è solo teorico. Il Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017) riconosce agli enti del Terzo Settore una funzione di interesse generale, e strumenti come la coprogettazione e la coprogrammazione con le pubbliche amministrazioni sono già previsti normativamente. Ma tra il riconoscimento formale e la partecipazione reale ai processi decisionali c’è ancora una distanza significativa, che dipende sia dalla capacità delle organizzazioni di strutturarsi come interlocutori, sia dalla volontà delle istituzioni di aprire spazi di confronto effettivo.
L’intervento di un magistrato costituzionale come Antonini può contribuire a chiarire i confini di questo spazio: cosa garantisce la Costituzione in termini di libertà associativa e partecipazione, e dove si collocano le organizzazioni di terzo settore nel sistema dei diritti.
Un’assemblea dei soci con funzione pubblica
Va precisato che si tratta formalmente di un’assemblea dei soci del Forum Terzo Settore, non di una conferenza aperta al pubblico generico. Questo non riduce la rilevanza pubblica dell’evento: le decisioni e le posizioni che emergono da un’assemblea del Forum orientano le scelte di rappresentanza di una rete che comprende milioni di persone coinvolte, a vario titolo, in organizzazioni non profit su tutto il territorio nazionale.
Il formato scelto — due relazioni di alto profilo seguite da un dibattito tra presidenti di organizzazioni nazionali — suggerisce un’assemblea che vuole produrre non solo delibere interne, ma una riflessione condivisa da portare nel confronto con le istituzioni. Dettagli aggiuntivi sul programma sono disponibili sul sito ufficiale del Forum Terzo Settore.
Quello che emerge dalla composizione del tavolo e dalla scelta del tema è che l’assemblea forum terzo settore del 29 ottobre non si limita a fare il punto sulla vita interna della rete: prova a rispondere a una domanda più larga su cosa significhi, oggi, essere parte attiva della democrazia italiana — non come soggetto ausiliario del welfare pubblico, ma come protagonista della vita civile del Paese.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.





