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La Lav presenta un quadro desolante sul commercio illegale di cuccioli

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La Lav (Lega antivivisezione) festeggia quest’anno i suoi 40 anni di attività e ha diffuso in questi giorni al ministero della Salute il rapporto dei dati sulle vendite e trasporto illegale di cuccioli di animale e ha presentato il secondo manuale di “Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti”, realizzato dalla stessa Lav insieme al ministero della Salute e alla Fnovi, Federazione nazionale ordini veterinari italiani. Il manuale è stato pensato per favorire la comprensione delle numerose norme che regolano gi scambi commerciali di cani e gatti tra i Paesi membri della UE.

Sono ben 300mila le persone che il settore impiega solo nella vendita degli animali, la quale genera un guadagno stimato in 1,3 trilioni di euro all’anno (un trilione corrisponde a mille miliardi, cifre da capogiro). Stiamo parlando di commercio legale di cani e gatti e lo studio evidenzia che ogni mese vengono movimentati  circa 46mila cani tra gli Stati membri, ed evidenzia anche che le normative di ogni Paese in materia di allevamento, sistema di identificazione e registrazione dei cuccioli siano diverse tra loro. Da qui è facile comprendere come tutto ciò non sia altro che una vera e propria culla per l’illegalità.

Infatti, a fronte del commercio regolare, c’è un fortissimo commercio illegale di cuccioli, che vengono acquistati a circa 60 euro e rivenduti a prezzi 20 volte superiori (1200 euro, per capirci bene), dopo aver trasformato la loro nazionalità. I Paesi maggiori “produttori” di questi esserini indifesi sono Ungheria, Slovacchia, Romania e Repubblica Ceca (infatti vengono solitamente  definiti “cani dell’est”).

Sappiamo di non descrivere purtroppo nulla di nuovo continuando a riportare quello che evidenzia il Rapporto e cioè che dietro a questo business ci sono truffatori organizzati (ogni settimana 8mila cuccioli soprattutto di cane entrano illegalmente in Italia), i documenti dell’animale vengono falsificati e i piccoli, dopo un viaggio in condizioni estenuanti e infernali, senza cibo e acqua, precocemente sottratti alle madri vengono imbottiti di antibiotici per essere venduti presentandoli all’acquirente come cani sani e vivaci. I loro occhioni parlano da soli e anelano una carezza. Le madri stesse vengono considerate macchine da parto e passano la vita praticamente sempre incinte per essere poi abbattute quando non fanno più figli.

Viene fatto notare dal rapporto Lav come i destinatari dei cuccioli illegali siano non solo negozi ma anche allevatori e ci asteniamo da ulteriori commenti. Vengono mostrati all’acquirente falsi genitori del cucciolo e pazienza se dopo pochi giorni, settimane o mesi quest’ultimo morirà, magari con  atroci sofferenze.

Esiste una forte flessione nel numero di sequestri per traffico di animali, ma questo non è da imputare a una diminuzione del fenomeno. E’ invece da imputare a una diminuzione drastica dei controlli. Per esempio, con estremo candore, il Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia – una regione strategica per il passaggio del traffico – ha dichiarato di non aver effettuato controlli nell’anno 2015/2016.

Il sottosegretario alla Salute Davide Faraone ha sottolineato che «il manuale movimentazione comunitaria di cani e gatti è il  primo passo per contrastare il traffico illecito di cuccioli» e prosegue dicendo che istituirà «entro giugno un primo gruppo di coordinamento coinvolgendo le forze dell’ordine per realizzare programmi di controlli mirati con prassi operative condivise».

Ci sarà quindi un maggior impegno di risorse e personale per stroncare un fenomeno tristissimo fonte di lauti guadagni illeciti e fondamentale sarà l’impegno dei cittadini che dovrà essere più consapevole e preferire l’adozione dell’animale in uno dei tanti canili a disposizione che tra l’altro spesso fanno fatica ad aiutare tanti animali. Un cucciolo non è un giocattolo, la sua adozione deve essere ponderata attentamente. E l’animale non può e non deve essere abbandonato. Mai.
 

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