Ospedale cinese

Pubblicato il 6 gennaio 2016

In Cina un vecchio ospedale diventa una casa di accoglienza per malati

Dall’oriente – esattamente siamo in Cina nella provincia di Wuyi – arriva una storia piuttosto triste ma che al contempo esalta valori universali quali umanità e solidarietà.
Un ospedale costruito negli anni ’70, l’ospedale di Yangjia, e nel tempo lasciato in stato di incuria e abbandono, è oggi diventato una vera e propria casa destinata a ospitare i malati terminali affetti da silicosi insieme ai propri familiari fino al difficile momento del trapasso.

La silicosi è una grave malattia polmonare con larga diffusione presso i miniatori ed è causata dall’inalazione di polvere contenente biossido di silicio; un’esposizione costante nel corso del tempo porta il polmone, o entrambi, ad ammalarsi e attualmente non esiste una cura contro questa patologia se non blandi palliativi.

In Cina la silicosi è tra le malattie più diffuse e rappresenta una vera e propria piaga per la popolazione orientale.
Durante gli anni ’70 l’ospedale di Yanigija ospitava i pazienti affetti da tale patologia ma, in seguito al fallimento verificatosi nel 2000, la struttura è stata gradualmente abbandonata fino a diventare quasi del tutto inutilizzabile.

Allo scopo di permettere ai malati di sopravvivere in maniera dignitosa, la struttura è diventata una residenza in grado di ospitare i pazienti e i loro familiari, con cure a costo ridotto contrariamente a quanto accade nelle altre strutture ospedaliere del resto del Paese dove la sanità prevede prezzi elevati.

La realizzazione di quest’opera di grande rilievo umano si deve a Fu Jianghua, un medico che lavorò in quello stesso ospedale durante gli anni ’80 e che oggi, complessivamente, si occupa della cura di 30 persone piuttosto anziane il cui corso della vita è stato interamente condizionato dalla silicosi.

L’ospedale è divenuto una sorta di comunità autosufficiente all’interno della quale i familiari dei malati possono dedicarsi a coltivare la terra, consumare quanto prodotto ed essere vicini alle necessità dei propri cari.

Tuttavia stiamo parlando di una struttura che avrebbe bisogno di manutenzione, messa in sicurezza, opere di edilizia importanti. Per questa ragione il direttore Fu Jianghua ammette sconsolato che ogni anno diventa sempre più complesso lasciare aperte le porte della casa di accoglienza.

Timore, il suo, fondato e condivisibile.

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