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Tavolara premia Enrico Borello: il cinema sostenibile conquista l’Ecomov

Giovane uomo riceve una statuetta durante un festival di cinema all’aperto al tramonto, con pubblico e mare sullo sfondo Premiazione durante un festival di cinema all’aperto su un’isola, con pubblico e schermo di proiezione sullo sfondo.

Enrico Borello, attore torinese tra i volti più seguiti della nuova scena italiana, ha ricevuto in questi giorni al festival di Tavolara, in Sardegna, il premio Ecomov per la sua interpretazione in 40 secondi di Vincenzo Alfieri e per un percorso artistico che, tra cinema e serie tv, lo sta portando verso un nuovo progetto crime per Netflix ispirato al furto delle cassette di sicurezza nel caveau del Tribunale di Roma, avvenuto a Piazzale Clodio nel luglio 1999.

Enrico Borello premiato a Tavolara per 40 secondi

La motivazione del festival di Tavolara, organizzato dall’associazione Argonauti, parla di “talento, sensibilità e autenticità” e riconosce a Enrico Borello la capacità di costruire, passo dopo passo, un’identità precisa dentro la nuova cinematografia italiana. Il riferimento centrale è alla sua prova in 40 secondi, film diretto da Vincenzo Alfieri, nel quale l’attore ha confermato una presenza scenica asciutta, poco incline agli eccessi, ma capace di restare addosso allo spettatore.

Borello, già visto in Familia, Supersex e protagonista de La città proibita di Gabriele Mainetti, è arrivato a Tavolara in un momento di forte esposizione professionale. Sul palco, davanti al pubblico dell’isola, ha mantenuto un profilo misurato, quasi laterale. “Questo premio mi fa piacere perché arriva da un luogo dove il cinema si guarda ancora insieme”, avrebbe confidato a margine della serata, tra strette di mano, fotografie e qualche domanda sul futuro.

La motivazione del festival e il legame con il pubblico

Nelle parole ufficiali del premio Ecomov, Borello viene indicato come “una delle più promettenti rivelazioni” del cinema italiano recente. Una formula ampia, certo, ma sostenuta da un dato concreto: negli ultimi anni l’attore ha alternato ruoli diversi, passando da produzioni seriali a film d’autore, senza legarsi a una sola maschera. È lì, forse, che sta la sua forza.

Il presidente dell’associazione Argonauti, Marco Navone, ha spiegato che la presenza di Borello al Festival di Tavolara “ha saputo incarnarne pienamente lo spirito”, sottolineando la sua partecipazione con “generosità, curiosità e sincero desiderio di incontro e condivisione”. Parole non di rito, almeno nel contesto della manifestazione: a Tavolara, tra proiezioni all’aperto e incontri ravvicinati con gli spettatori, il rapporto tra artisti e pubblico resta una parte centrale del programma. E Borello, in quel clima, si è mosso senza distanza.

Il nuovo progetto Netflix con Vincenzo Alfieri

Secondo quanto si apprende, Enrico Borello tornerà presto sul set con Vincenzo Alfieri per una nuova serie crime Netflix. Il progetto, ancora avvolto da un certo riserbo produttivo, dovrebbe ispirarsi al cosiddetto furto del secolo: l’assalto alle cassette di sicurezza custodite nel caveau del Tribunale di Roma a Piazzale Clodio, nel luglio del 1999. Una vicenda rimasta nella memoria giudiziaria e criminale della Capitale, anche per ciò che non è mai stato chiarito.

Al centro della storia ci sarebbe l’operazione attribuita a Massimo Carminati, figura di primo piano della criminalità romana, ex militante dei Nar e poi coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale. In quel furto vennero aperte cassette appartenenti, secondo le ricostruzioni dell’epoca, a magistrati, avvocati e funzionari dello Stato. Il contenuto non è mai stato recuperato né ricostruito con certezza. Documenti, denaro, carte riservate: ipotesi, più che certezze. Ed è proprio questa zona grigia, tra cronaca giudiziaria e racconto criminale, a rendere il materiale adatto a una narrazione seriale.

Dal cinema italiano alla serialità crime

Per Borello, il nuovo lavoro con Alfieri rappresenterebbe un ulteriore passaggio dentro una carriera costruita senza strappi, ma con scelte riconoscibili. Dopo Supersex, dove il confronto con una produzione internazionale ha allargato il suo pubblico, e dopo il percorso nel cinema con Mainetti e Alfieri, l’approdo a una storia legata alla Roma criminale degli anni Novanta lo porterebbe in un territorio più cupo, fatto di potere, silenzi e ambiguità istituzionali.

Intorno all’attore, intanto, resta anche una curiosità più privata: da tempo alcuni rumors lo indicano vicino a Matilda De Angelis, ma sul punto non ci sono conferme ufficiali. Borello, almeno pubblicamente, continua a tenere il baricentro sul lavoro. A Tavolara ha incassato il riconoscimento, salutato gli organizzatori, parlato con il pubblico. Poi, quasi subito, lo sguardo è tornato al set. Per un attore della sua generazione, oggi, è lì che si misura tutto: nella continuità, nei ruoli scelti, nella capacità di non bruciarsi troppo in fretta.

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