Liquida, il festival di letteratura giornalistica, torna dal 30 luglio al 2 agosto a Codrongianos, nel Sassarese, con il palco allestito accanto alla basilica di Saccargia per quattro serate dedicate a geopolitica, libertà di stampa, democrazia, tecnologia e conflitti, in un’edizione — l’ottava — che riunisce giornalisti, studiosi e scrittori italiani e internazionali.
Liquida 2026 a Codrongianos, quattro giorni tra libri e attualità
Il festival, nato nel piccolo centro del Coros, conferma anche quest’anno una formula ormai riconoscibile: incontri serali, libri al centro e un confronto diretto con il pubblico su temi che attraversano la cronaca quotidiana. La cornice è quella, familiare e insieme solenne, della basilica romanica di Saccargia, uno dei luoghi più noti del nord Sardegna, dove il palco verrà montato a pochi metri dall’area monumentale.
Dal 30 luglio al 2 agosto, Liquida porterà a Codrongianos nomi come Ilan Pappé, Ramzy Baroud, Riccardo Luna, Maria Elena Delia, Emanuela Pala, Giovanni Mari, Carlo Verdelli, Laura Silvia Battaglia, Pino Arlacchi, Victoria Karam, Sara Lucaroni, Pino Casamassima, Lorenzo Tecleme, Goffredo Buccini ed Elena Testi. Un programma fitto, costruito intorno a una domanda che torna spesso nei dibattiti pubblici: come leggere un presente segnato da guerre, nuove autocrazie, crisi della rappresentanza e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide.
Medio Oriente, Cina e democrazie sotto pressione al centro del festival
L’apertura, fissata per il 30 luglio alle 20, sarà affidata a un confronto sul Medio Oriente con lo storico israeliano Ilan Pappé, autore del libro “La fine di Israele”, e il giornalista palestinese-americano Ramzy Baroud, autore de “L’ultima terra”. Al centro dell’incontro ci saranno il conflitto israelo-palestinese, le possibili vie per una soluzione politica e il peso che la guerra continua ad avere sugli equilibri regionali.
Non sarà, nelle intenzioni degli organizzatori, una serata di slogan. Piuttosto un tentativo di mettere in fila storia, responsabilità politiche e prospettive diplomatiche, con due voci che da anni intervengono nel dibattito internazionale. Il pubblico, come nelle edizioni precedenti, potrà seguire il dialogo nello spazio all’aperto vicino alla basilica, in un contesto che negli ultimi anni ha richiamato lettori e appassionati da diversi centri dell’Isola.
Il programma toccherà poi altri nodi della politica globale: il ruolo della Cina negli equilibri internazionali, la crisi dei sistemi democratici davanti alla crescita di nuove forme di autoritarismo, le distorsioni del capitalismo contemporaneo. Temi complessi, certo, ma affrontati con l’impostazione del festival: partire dai libri, arrivare ai fatti, senza perdere il contatto con le conseguenze concrete sulle vite delle persone.
Libertà di stampa e querele temerarie, il confronto con l’Assostampa
Il 31 luglio sarà la volta di “Libertà di stampa vigilata”, tavola rotonda curata dall’Associazione Stampa Sarda e dedicata allo stato della professione giornalistica. Sul tavolo ci saranno le pressioni sui cronisti, i rischi di censura, le difficoltà economiche delle redazioni e il tema delle querele temerarie, spesso indicate dagli organismi di categoria come uno degli strumenti usati per intimidire chi svolge inchieste o racconta vicende delicate.
A confrontarsi saranno, tra gli altri, il giornalista e saggista Giovanni Mari, autore di “Fascistissima”, e la presidente dell’Assostampa Simonetta Selloni. L’incontro, nelle intenzioni degli organizzatori, servirà anche a riportare il dibattito sulla libertà d’informazione fuori dagli addetti ai lavori, dentro una comunità di lettori che chiede strumenti per orientarsi tra notizie, propaganda e comunicazione politica.
Spazio anche ai temi dell’inclusione sociale e dell’impatto della tecnologia, due fronti che attraversano ormai tanto il giornalismo quanto la vita pubblica. Dall’intelligenza artificiale alla circolazione delle notizie online, dalle disuguaglianze digitali alla rappresentazione delle minoranze, il festival proverà a tenere insieme linguaggi diversi. Non solo analisi. Anche testimonianze, esperienze, domande dal pubblico.
Scanu e Budroni: “Un punto di riferimento per la cultura giornalistica”
“Il festival si conferma punto di riferimento per la cultura e la comunicazione giornalistica in Sardegna e non solo”, ha detto Giovanni Scanu, consigliere del Comune di Codrongianos con delega alla Cultura e ideatore di Liquida. Scanu ha richiamato la capacità della manifestazione di portare nel paese “un vasto pubblico interessato a comprendere le dinamiche del nostro presente, non sempre facili da decifrare”.
Il sindaco Cristian Budroni ha invece sottolineato il lavoro collettivo che sostiene la rassegna. “Un traguardo reso possibile dalla collaborazione tra l’associazione Lìberos, che ne cura la progettazione, il personale del Comune, la cooperativa Comes, il sistema bibliotecario Coros Figulinas, l’Associazione Stampa Sarda, la Pro Loco e tutti gli altri partner”, ha spiegato il primo cittadino.
Per Codrongianos, poche migliaia di abitanti alle porte di Sassari, Liquida rappresenta anche un modo per legare il patrimonio culturale del territorio a un dibattito di respiro internazionale. La basilica sullo sfondo, le sedie disposte davanti al palco, il pubblico che arriva prima del tramonto: dettagli semplici, ma ormai parte dell’identità del festival. E da lì, per quattro sere, passeranno alcune delle domande più urgenti del presente.
