Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato a Roma i primi indirizzi operativi per autorizzare i nuovi data center attraverso il procedimento unico Pucd, chiarendo tempi, pagamenti e modalità di invio delle domande mentre crescono le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale. Il documento, atteso dagli operatori del settore dopo il decreto Bollette, arriva in una fase di forte pressione sul sistema: secondo i dati indicati da Terna, al 30 giugno le richieste di connessione dei centri dati hanno raggiunto quota 96,28 gigawatt.
Data center, il Mase conferma il procedimento unico in dieci mesi
Il punto centrale degli indirizzi operativi del Mase riguarda i tempi: il procedimento unico per i centri dati, indicato con la sigla Pucd, dovrà chiudersi entro dieci mesi dalla verifica della completezza della documentazione presentata. È la stessa durata fissata dal decreto Bollette, ora ribadita in un atto amministrativo che prova a dare un primo ordine alle richieste arrivate dagli operatori.
Nel testo, firmato dalla responsabile del dipartimento Sviluppo sostenibile, Laura D’Aprile, e dal capo del dipartimento Energia, Federico Boschi, vengono fornite le prime risposte ai quesiti trasmessi dalle imprese. Il ministero chiarisce anche il dimezzamento dei tempi per le valutazioni di impatto ambientale, passaggio decisivo per progetti che richiedono grandi superfici, consumi energetici rilevanti e connessioni complesse. Una cornice più rapida, dunque. Ma non priva di condizioni.
Oneri istruttori e pagamenti: cosa deve allegare il proponente
Gli operatori che presenteranno un’istanza per un nuovo data center dovranno allegare, già al momento del deposito, le attestazioni dei versamenti previsti per il rilascio della Via e dell’Aia, cioè la valutazione di impatto ambientale e l’autorizzazione integrata ambientale. Dovranno inoltre essere inserite le quietanze relative agli oneri istruttori richiesti dalle autorità competenti per gli altri titoli da acquisire dentro il procedimento unico.
Gli indirizzi operativi indicano anche i riferimenti da utilizzare per il versamento del contributo, che dovrà essere intestato alla Tesoreria Centrale. È un dettaglio tecnico, certo, ma non secondario: negli ultimi mesi diversi operatori avevano chiesto al ministero indicazioni più puntuali proprio sulle modalità di pagamento e sulla corretta composizione del fascicolo. “Serve evitare che le pratiche si fermino per errori formali”, ha spiegato una fonte amministrativa seguendo il dossier.
Modulistica online entro il 30 luglio sul portale del ministero
Il prossimo passaggio è fissato entro il 30 luglio, quando la Direzione generale valutazioni ambientali renderà disponibili sul portale valutazioni e autorizzazioni ambientali del Mase il modello per la presentazione dell’istanza e le specifiche tecniche per organizzare la documentazione. Il ministero precisa che una modalità pienamente online per acquisire gli atti dei Pucd è “in fase di sviluppo”, formula che lascia intendere una transizione ancora da completare.
Nel frattempo, la procedura seguirà un doppio binario. Se la documentazione complessiva non supera i 50 MB, l’istanza potrà essere trasmessa tramite Pec; oltre quella soglia, invece, il deposito dovrà avvenire brevi manu, su hard disk o altro supporto informatico. Una soluzione provvisoria, un po’ tradizionale, ma utile a non bloccare l’avvio delle pratiche in attesa della piattaforma digitale.
Richieste di connessione a 96,28 gigawatt, il nodo della rete elettrica
Il nuovo percorso autorizzativo arriva mentre il tema dei data center entra con forza nel dibattito su energia, territorio e infrastrutture digitali. Le richieste di connessione alla rete nazionale, secondo Terna, sono arrivate a 96,28 gigawatt al 30 giugno: un valore che fotografa l’interesse degli investitori, ma anche la dimensione della sfida per il sistema elettrico italiano.
I centri dati servono a sostenere cloud, intelligenza artificiale, servizi pubblici digitali e piattaforme private, ma consumano energia e richiedono autorizzazioni coordinate tra più amministrazioni. Proprio per questo il procedimento unico Pucd punta a concentrare in un solo iter pareri, nulla osta e autorizzazioni. Resta da capire, nei prossimi mesi, se la nuova procedura riuscirà davvero a ridurre i tempi senza alleggerire i controlli ambientali. È qui che si giocherà la partita.
