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Sorpassometro, il dispositivo che controlla i sorpassi e può costare caro

Strada extraurbana con doppia linea continua, due auto in curva e palo con telecamere di controllo a bordo carreggiata Un palo con telecamere monitora i sorpassi su una strada extraurbana con doppia linea continua, tema del sorpassometro.

Il sorpassometro, dispositivo elettronico usato per controllare i sorpassi vietati sulle strade italiane, può rilevare oggi una manovra irregolare anche lontano da una pattuglia, grazie a telecamere e sensori installati nei tratti autorizzati dalle Prefetture per ragioni di sicurezza stradale. Non è un autovelox, né un sistema pensato per misurare la velocità: serve a documentare, con immagini e filmati, il superamento della linea continua o l’invasione della corsia opposta nei punti dove il Codice della Strada vieta il sorpasso.

Cos’è il sorpassometro e dove può essere installato

Il sorpassometro è uno strumento di controllo remoto che registra le manovre di sorpasso azzardato nei tratti considerati a rischio, soprattutto su strade extraurbane, carreggiate a doppio senso e punti in cui curve, dossi o incroci rendono ridotta la visibilità. La sua presenza non dipende da una scelta libera del Comune o dell’ente proprietario della strada: l’installazione deve essere autorizzata dal Prefetto, sulla base di valutazioni legate all’incidentalità e alla conformazione del tratto.

Il principio è semplice, almeno per chi guida: se un veicolo oltrepassa la linea continua per superare un altro mezzo, il sistema può attivarsi e raccogliere le immagini della manovra. Dietro, però, c’è una procedura precisa. La tecnologia viene collocata dove il rischio è già noto alle autorità, spesso dopo segnalazioni, rilievi della Polizia Locale o dati su incidenti ripetuti nello stesso punto. Non, dunque, “dietro ogni albero”. E questo è un passaggio non secondario.

Come funziona il sistema con telecamere e sensori

Il funzionamento del sorpassometro si basa sull’uso combinato di telecamere ad alta definizione e sensori, che possono essere inseriti nella sede stradale oppure integrati nei pali di supporto ai margini della carreggiata. Quando il sistema rileva un veicolo che invade la corsia opposta per effettuare un sorpasso, registra una sequenza video della manovra, di solito della durata di circa 15 secondi.

Il filmato viene poi trasmesso alla centrale operativa competente, dove non è una macchina a decidere la multa. A valutare le immagini è un agente, “in carne e ossa”, come spiegano spesso i comandi locali quando illustrano questi dispositivi ai cittadini. Solo dopo il controllo umano, se la manovra risulta davvero in violazione dell’articolo 148 del Codice della Strada, può essere confermato il verbale. È un passaggio essenziale, perché consente di distinguere un sorpasso vietato da situazioni diverse: ad esempio un ostacolo improvviso, un veicolo fermo o una deviazione obbligata.

Negli ultimi anni la tecnologia è stata aggiornata. Il modello SV3, approvato nel 2024, utilizza algoritmi di analisi delle immagini più avanzati rispetto alle versioni precedenti e può essere installato su strade con limite fino a 90 km/h. Il suo compito resta lo stesso: fornire una prova visiva della condotta, non sostituire il controllo dell’operatore.

Multe, punti patente e sospensione: cosa rischia chi supera la linea continua

Le conseguenze per chi viene sanzionato con il sorpassometro sono quelle previste dal Codice della Strada per il sorpasso vietato. L’articolo 148 stabilisce, nei casi ordinari, una multa da 167 a 665 euro, oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente. Una perdita pesante, soprattutto per chi usa l’auto ogni giorno per lavoro.

La sanzione sale quando la manovra avviene in punti più pericolosi, come curve, dossi o incroci, dove il sorpasso espone gli altri utenti della strada a un rischio maggiore. In queste situazioni l’importo può arrivare fino a 1.308 euro, secondo quanto previsto dalla normativa. Per i neopatentati, poi, il quadro è ancora più rigido: la ripetizione della stessa violazione nell’arco di un biennio può portare alla sospensione della patente.

Diverso è il caso del superamento parziale della linea continua senza un vero sorpasso. In base alle ricostruzioni applicate dagli organi di controllo, la violazione può essere trattata in modo meno grave, con sanzione ridotta e decurtazione di 2 punti. Ma la valutazione dipende dal comportamento concreto del conducente, dal tratto di strada e dalle immagini disponibili.

Perché il controllo remoto cambia le abitudini alla guida

La diffusione del sorpassometro modifica soprattutto una percezione molto comune tra gli automobilisti: l’idea che, in assenza di una pattuglia visibile, una manovra vietata resti senza conseguenze. Non è più così in tutti i tratti monitorati. Il controllo può avvenire a distanza, con una registrazione che arriva agli agenti anche dopo il passaggio del veicolo.

Il punto, per le amministrazioni che ne chiedono l’installazione, è ridurre i comportamenti più rischiosi nei luoghi dove un sorpasso può trasformarsi in uno scontro frontale. Non si tratta di controllare ogni manovra, ma di presidiare alcuni punti già considerati critici. E per chi guida, la regola resta quella più semplice: rispettare la segnaletica orizzontale, evitare il superamento della linea continua e rinunciare al sorpasso quando la visibilità non consente margini sicuri. Anche se la strada sembra vuota.

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