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Braccio fuori dal finestrino alla guida: il gesto che può costare fino a 344 euro

Braccio del conducente fuori dal finestrino di un’auto in coda, con agenti di polizia stradale sullo sfondo Un automobilista guida con il braccio fuori dal finestrino mentre, più avanti, si intravede un controllo della polizia stradale.

Guidare con il braccio fuori dal finestrino può costare una multa agli automobilisti italiani, soprattutto nei mesi estivi, perché il Codice della Strada impone al conducente di mantenere sempre il pieno controllo del veicolo e la libertà di movimento necessaria per reagire agli imprevisti. Il gesto, comune nelle giornate calde e spesso liquidato come un’abitudine senza conseguenze, può invece portare a sanzioni da 42 a 344 euro, alla perdita di punti sulla patente e, in caso di incidente, anche a contestazioni da parte dell’assicurazione.

Braccio fuori dal finestrino, il gesto estivo che può diventare una violazione

Non c’è un articolo del Codice della Strada che vieti, parola per parola, di guidare con il gomito appoggiato fuori dal finestrino. La norma, però, arriva da un principio più ampio: chi è al volante deve poter compiere in ogni momento una manovra rapida, sicura, senza impedimenti. E con un braccio fuori dall’abitacolo, questa libertà si riduce.

È una scena frequente, sulle strade urbane come sulle provinciali: finestrino abbassato, aria calda, mano sinistra che scivola fuori dalla portiera. Un’abitudine, appunto. Ma per gli agenti che effettuano un controllo può essere il segnale di una guida non pienamente conforme alle regole, specie se il conducente tiene il volante con una sola mano in un tratto trafficato o a velocità sostenuta.

La questione non riguarda solo la postura. Riguarda la sicurezza stradale. Una frenata improvvisa, un pedone che attraversa, una bicicletta che cambia traiettoria: in quei pochi secondi, avere entrambe le mani disponibili può fare la differenza. Ed è proprio su questo punto che si fonda l’eventuale contestazione.

Cosa dicono gli articoli 141 e 169 del Codice della Strada

Il riferimento principale è l’articolo 141 del Codice della Strada, che impone al conducente di conservare sempre il controllo del proprio veicolo. La norma stabilisce che chi guida deve essere in grado di compiere “tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza”, compreso l’arresto tempestivo davanti a un ostacolo prevedibile. Tradotto: le mani devono essere pronte, la posizione di guida adeguata.

A questo si aggiunge l’articolo 169, meno citato ma rilevante in casi come questo. Il primo comma prevede che il conducente debba avere la “più ampia libertà di movimento” per effettuare le manovre necessarie alla guida. Il quarto comma, poi, stabilisce che sui veicoli a motore — esclusi motocicli e ciclomotori a due ruote — conducente e passeggeri non devono determinare sporgenze dalla sagoma trasversale del veicolo.

È qui che il braccio oltre il finestrino diventa un problema. Anche se si tratta di pochi centimetri, quella parte del corpo sporge dalla sagoma dell’auto. In caso di sorpasso ravvicinato, incrocio stretto o passaggio accanto a un ostacolo, il rischio non è solo teorico. “La norma serve a evitare comportamenti che riducono il controllo del mezzo”, spiegano spesso gli operatori di polizia stradale durante le campagne di prevenzione.

Le multe previste: da 42 a 344 euro e un punto sulla patente

Sul piano delle sanzioni, la contestazione può arrivare su più fronti. Per la violazione dell’articolo 141, l’automobilista rischia una multa da 42 a 173 euro, con la possibile decurtazione di un punto dalla patente. Non una cifra enorme, certo, ma sufficiente a trasformare un gesto distratto in una seccatura concreta.

Se viene contestata anche la violazione dell’articolo 169, legata alla sporgenza dalla sagoma del veicolo, la sanzione può salire: in questo caso si parla di importi da 87 a 344 euro. La valutazione, come spesso accade, dipende dalle circostanze rilevate dagli agenti: tipo di strada, velocità, traffico, posizione del conducente, eventuale pericolo creato per gli altri utenti.

Non è automatico che ogni automobilista con il braccio fuori dal finestrino venga multato. Ma la possibilità esiste. E in caso di controllo, sostenere che “lo fanno tutti” difficilmente basta a evitare il verbale. Il punto, per la legge, non è l’abitudine diffusa: è la capacità di mantenere sempre una guida sicura e pronta.

Assicurazione e incidenti: perché il risarcimento può ridursi

Il tema diventa più delicato in caso di incidente stradale. Se dagli accertamenti emerge che il conducente guidava con un braccio fuori dall’abitacolo, la compagnia assicurativa potrebbe valutare quel comportamento come un elemento di negligenza. Non significa, in automatico, perdere ogni diritto al risarcimento. Ma può aprire una contestazione.

In presenza di lesioni, danni al veicolo o responsabilità da ricostruire, ogni dettaglio pesa: testimonianze, rilievi, immagini di telecamere, posizione dei mezzi. Se la postura del conducente viene considerata rilevante nella dinamica, l’assicurazione può chiedere una riduzione dell’indennizzo o, nei casi più complessi, opporsi al pagamento integrale. Solo allora un gesto apparentemente banale assume un altro peso.

Secondo i dati diffusi dall’Istat, la distrazione alla guida rientra stabilmente tra le principali cause degli incidenti sulle strade italiane. E anche se il braccio fuori dal finestrino non coincide sempre con una distrazione, segnala comunque una guida meno pronta, meno composta. Per evitare multe e problemi, la regola resta semplice: finestrino aperto, sì, ma mani sul volante. Almeno quando l’auto è in movimento.

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