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Manovra 2027: il welfare degli anziani non autosufficienti rimane senza nuovi investimenti

Manovra 2027: il welfare degli anziani non autosufficienti rimane senza investimenti La Manovra 2027 non stanzia risorse per rafforzare l'assistenza agli anziani non autosufficienti, riguardando 10 milioni di italiani. Il Patto per un Nuovo Welfare chiede

Il disegno di legge di Bilancio 2027, attualmente in discussione in Parlamento, non contiene interventi strutturali per rafforzare l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Una lacuna che riguarda direttamente circa 4 milioni di anziani e, allargando il perimetro a familiari e lavoratori dell’assistenza, un insieme di circa 10 milioni di persone. La scelta del Governo di non stanziare risorse aggiuntive per questo settore ha già suscitato la reazione di decine di organizzazioni del Terzo Settore, che chiedono un’inversione di rotta prima che la manovra diventi legge.

Cosa prevede — e cosa non prevede — la Manovra 2027 per la non autosufficienza anziani

Il testo del disegno di legge di Bilancio 2027 non include misure destinate a rafforzare in modo strutturale il sistema di assistenza per gli anziani non autosufficienti. L’unico intervento specifico in questo ambito è la proroga fino al 31 dicembre 2027 della Prestazione universale per gli anziani non autosufficienti, con uno stanziamento di 136 milioni di euro. Si tratta di una misura sperimentale già in vigore, non di un ampliamento del sistema: la proroga evita l’interruzione di uno strumento esistente, ma non risponde alla domanda di una riforma organica che il settore attende da anni.

La Prestazione universale è stata introdotta come strumento pilota per offrire un’alternativa più flessibile alla tradizionale indennità di accompagnamento, consentendo agli anziani non autosufficienti di scegliere tra un contributo economico e servizi di assistenza personalizzata. Prorogarla senza espanderla significa mantenere invariata la platea dei beneficiari e il livello delle risorse disponibili, in un contesto demografico che va nella direzione opposta.

Il Patto per un Nuovo Welfare chiede 500 milioni

Di fronte a questa manovra, il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza — una coalizione che riunisce tra le 60 e le 61 organizzazioni tra associazioni, cooperative sociali, enti del Terzo Settore e sindacati — ha chiesto esplicitamente al Governo di stanziare almeno 500 milioni di euro nella Legge di Bilancio 2027 per gli anziani non autosufficienti.

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La richiesta non nasce da una posizione ideologica, ma da una lettura precisa del bisogno. In Italia, circa 4 milioni di anziani vivono in condizione di non autosufficienza: persone che non riescono a svolgere autonomamente le attività quotidiane fondamentali e che dipendono da una rete di cura composta per larga parte da familiari — spesso donne, spesso senza tutele adeguate — e da assistenti familiari, i cosiddetti badanti, che lavorano in un mercato ancora largamente informale.

Il Patto sottolinea che senza investimenti adeguati il sistema di long-term care — ovvero l’insieme dei servizi di cura di lungo periodo — rimane frammentato, diseguale nei territori e insufficiente rispetto alla domanda reale. La cifra di 500 milioni non coprirebbe l’intero fabbisogno, ma costituirebbe un segnale politico e una base finanziaria per avviare una riforma credibile.

Il peso invisibile sui caregiver familiari

Dietro i numeri della non autosufficienza c’è un sistema di cura che regge in larga misura grazie al lavoro non retribuito delle famiglie. Quando si dice che le persone coinvolte dalla non autosufficienza anziani sono circa 10 milioni, si include questa rete silenziosa: figli adulti che riducono o abbandonano il lavoro, coniugi anziani che si prendono cura di partner ancora più anziani, fratelli che si dividono turni di assistenza senza alcun riconoscimento economico o previdenziale.

Il carico di cura non è distribuito in modo uniforme. Ricade prevalentemente sulle donne, con conseguenze documentate sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro, sulla salute psicofisica dei caregiver e sulla qualità stessa dell’assistenza prestata. Senza servizi domiciliari adeguati e senza un sostegno strutturato ai caregiver, il welfare per la non autosufficienza si regge su un pilastro fragile e invisibile alle statistiche ufficiali dell’occupazione.

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Una riforma della non autosufficienza che si limitasse a prorogare strumenti esistenti senza investire nei servizi domiciliari, nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e nel riconoscimento del lavoro di cura familiare non affronterebbe le cause strutturali di questa fragilità.

La distanza tra riforma attesa e risorse disponibili

Il contesto normativo rende ancora più evidente il contrasto tra le aspettative e le scelte della manovra. Negli ultimi anni il Parlamento ha approvato una delega per la riforma della non autosufficienza, che prevedeva la costruzione di un sistema integrato di assistenza. L’attuazione di quella delega richiede però risorse che, nella Manovra 2027, non sono state allocate in misura sufficiente.

La proroga da 136 milioni della Prestazione universale è una risposta parziale: mantiene uno strumento sperimentale in vita, ma non finanzia la transizione verso un sistema maturo. Le organizzazioni del Patto per un Nuovo Welfare sottolineano che ogni anno di ritardo ha un costo reale: famiglie che si impoveriscono per sostenere le spese di assistenza, anziani che ricevono cure inadeguate, lavoratori del settore che operano in condizioni di precarietà.

La discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio 2027 è ancora aperta. Le organizzazioni del Terzo Settore, le cooperative sociali e le associazioni che compongono il Patto hanno dichiarato di voler continuare a fare pressione per ottenere emendamenti che portino lo stanziamento almeno vicino alla soglia dei 500 milioni richiesti. La posta in gioco non è solo finanziaria: riguarda la scelta di quale modello di welfare voglia costruire il Paese per una popolazione che invecchia e che ha bisogno di risposte concrete, non di rinvii.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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