Sardegna e Piemonte sono alle prese in queste ore con una doppia emergenza, caldo intenso e incendi, dopo che nel fine settimana le fiamme hanno bruciato centinaia di ettari di vegetazione e costretto squadre di soccorso, volontari e vigili del fuoco a lavorare senza sosta, mentre le previsioni indicano per i prossimi giorni punte fino a 43 gradi nell’Isola e valori vicini ai 40 gradi in Pianura Padana.
Incendi in Piemonte, 900 ettari bruciati e 700 mila alberi distrutti
Il bilancio più pesante, secondo una prima stima della Regione Piemonte, arriva dai roghi che hanno attraversato aree boschive e zone di vegetazione, lasciando a terra circa 900 ettari in cenere. I tecnici regionali parlano di circa 700 mila alberi perduti, un numero che dà la misura dell’impatto ambientale, al di là dell’emergenza delle ultime ore.
La Regione ha definito quanto accaduto una “catastrofe ecologica”, spiegando che le fiamme hanno colpito la biodiversità locale e compromesso equilibri che non si ricostruiscono in pochi mesi. Per il ritorno delle prime specie vegetali, hanno chiarito dagli uffici ambientali, serviranno tra 2 e 5 anni; per rivedere ecosistemi maturi di querce, faggi e conifere d’alto fusto con una struttura simile a quella originaria, i tempi possono allungarsi fino a 50-70 anni. Una ferita lunga. Non solo paesaggistica.
Piogge e soccorsi fermano i fronti, ma resta l’allerta
Una svolta è arrivata in serata, quando le piogge e il lavoro coordinato delle squadre hanno consentito di contenere diversi fronti di fuoco. In campo, secondo quanto comunicato dalla Regione, c’erano circa 500 persone e 60 mezzi, tra volontari, addetti antincendio, personale della protezione civile e vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e poi nella bonifica delle aree ancora calde.
“Continuiamo a seguire con il massimo impegno, con uomini e mezzi, l’evolversi dei diversi fronti di incendio in Piemonte”, hanno fatto sapere il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori Marco Gabusi, delegato alla Protezione civile, e Matteo Marnati, all’Ambiente. Il quadro, hanno spiegato, resta complicato perché la situazione climatica nella Pianura Padana dura ormai da settimane: temperature oltre la media, precipitazioni scarse, terreni secchi. Solo allora, con l’arrivo della pioggia, alcune squadre hanno potuto tirare il fiato. Ma per poco: per lunedì è stato convocato anche il tavolo sull’emergenza idrica, segnale di una crisi che non riguarda soltanto gli incendi.
Sardegna, sette roghi e stop temporaneo all’aeroporto di Olbia
Anche la Sardegna ha dovuto fronteggiare una giornata difficile, con circa sette incendi segnalati in diverse aree dell’Isola. I roghi, secondo le prime ricostruzioni, sono stati di dimensioni più contenute rispetto a quelli piemontesi, ma hanno comunque richiesto l’intervento di elicotteri, Canadair e numerose squadre a terra, tra forestali, protezione civile, addetti antincendio e vigili del fuoco.
Le fiamme hanno avuto ricadute anche sulla viabilità e sui collegamenti aerei. Per alcune ore è stato chiuso l’aeroporto di Olbia, con voli dirottati su Cagliari e Alghero fino alla riapertura dello scalo, avvenuta intorno alle 19. In parallelo, per ragioni di sicurezza e per agevolare il passaggio dei mezzi di soccorso, sono stati chiusi tratti di strade statali e provinciali. Qualche automobilista è rimasto fermo ai posti di blocco, sotto il sole, in attesa di indicazioni. “Ci hanno detto di non proseguire, il fumo era troppo vicino”, ha raccontato un residente della zona di Olbia, descrivendo una colonna scura visibile già dal primo pomeriggio.
Meteo, punte di 43 gradi e rischio temporali violenti al Nord
L’attenzione ora si sposta sulle previsioni meteo, perché il caldo non accenna a mollare. Nei prossimi giorni, secondo gli esperti di iLMeteo.it, alcune località della Sardegna potranno raggiungere i 43 gradi, mentre in Pianura Padana sono attesi valori intorno ai 40 gradi. Si tratta, spiegano i meteorologi, di temperature superiori di 7-8 gradi rispetto alle medie del periodo.
A preoccupare non è solo l’aria rovente. La temperatura del mare, in alcune zone, si aggira in superficie sui 28-29 gradi, con un’anomalia di circa 4-5 gradi: una quantità di energia che può favorire fenomeni meteo intensi quando arrivano correnti più fresche. Per questo sono attesi temporali forti su Piemonte, Lombardia, Veneto, Province autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche, con possibili raffiche di vento, grandinate locali e frequente attività elettrica. Dopo il fuoco, il rischio è il passaggio brusco all’estremo opposto. E in molte zone, tra boschi bruciati e terreni induriti dalla siccità, anche un temporale può diventare un problema.
