Il Consiglio dei ministri convocato oggi, martedì 14 luglio, a Palazzo Chigi, si prepara a indicare Guido Stazi come nuovo presidente della Consob, l’autorità che vigila sui mercati finanziari, per coprire il vertice rimasto in attesa di una scelta politica dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona. La decisione, secondo quanto riferito da fonti qualificate di governo, dovrebbe arrivare nel corso della riunione dell’esecutivo e segnare il ritorno alla Commissione di un profilo tecnico già conosciuto negli uffici di via Giovanni Battista Martini, a Roma.
Consob, il governo verso la nomina di Guido Stazi
La pratica sulla presidenza Consob è arrivata sul tavolo del governo dopo settimane di valutazioni, contatti riservati e verifiche sui profili possibili. Il nome di Guido Stazi, anticipato da Adnkronos e confermato poi da fonti governative all’Ansa, è quello su cui nelle ultime ore si è concentrato l’orientamento dell’esecutivo.
La nomina, se formalizzata dal Consiglio dei ministri, dovrà poi seguire il percorso previsto per le autorità indipendenti, con il passaggio istituzionale e le comunicazioni agli organi competenti. A Palazzo Chigi, per ora, prevale una linea di prudenza: nessun annuncio prima della deliberazione. “È un profilo tecnico, conosce bene la macchina”, ha confidato una fonte parlamentare di maggioranza, sintetizzando il ragionamento che avrebbe accompagnato la scelta.
Il dossier non è secondario. La Consob controlla la trasparenza dei mercati, vigila sulle società quotate, interviene sull’informazione finanziaria e tutela, nei limiti dei suoi poteri, i risparmiatori. In una fase segnata da volatilità, nuove regole europee e crescita degli strumenti digitali, la presidenza dell’autorità ha un peso che va oltre la normale amministrazione.
Chi è Guido Stazi, il profilo tecnico scelto per l’authority
Guido Stazi è considerato un esperto di autorità indipendenti, concorrenza e regolazione dei mercati. Dal marzo 2022 ricopre l’incarico di segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’Antitrust, una posizione centrale nella gestione amministrativa e istituzionale dell’organismo guidato da Roberto Rustichelli.
La sua carriera si è sviluppata in larga parte dentro le istituzioni di regolazione. Dirigente dell’Antitrust fin dagli anni Novanta, Stazi ha attraversato diversi passaggi chiave dell’evoluzione dei mercati italiani, dalla liberalizzazione di alcuni settori ai dossier sulle concentrazioni societarie, fino ai procedimenti legati alle grandi piattaforme digitali. Non una figura politica, dunque, ma un funzionario di lungo corso. Con un curriculum molto riconoscibile.
Nel suo percorso c’è anche l’esperienza all’Agcom, dove è stato capo di gabinetto. Un incarico che gli ha consentito di lavorare sui nodi delle telecomunicazioni, del pluralismo, dei servizi media e dei rapporti con gli operatori del settore. Temi diversi, ma collegati da un filo comune: la regolazione di mercati complessi, dove le decisioni tecniche hanno spesso ricadute economiche e politiche.
Il precedente in Consob e il dopo Savona
Per Stazi si tratterebbe, in realtà, di un ritorno alla Consob. Dal giugno 2013 al dicembre 2017 è stato segretario generale della Commissione, ruolo che lo ha portato a conoscere dall’interno procedure, uffici e dossier dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari. Solo allora, in una fase diversa per Borsa italiana e per il sistema bancario, aveva seguito da vicino passaggi delicati legati alla regolazione e alla trasparenza societaria.
Il nuovo presidente subentrerebbe dopo il mandato di Paolo Savona, economista ed ex ministro, nominato alla guida della Commissione nel 2019. La sua presidenza è stata segnata da dossier finanziari complessi, dall’attenzione alla tutela del risparmio e dal confronto con l’innovazione tecnologica applicata ai mercati. La scadenza del mandato ha aperto una fase di attesa, durata diversi mesi, durante la quale il governo ha valutato più ipotesi.
La scelta di un profilo come Stazi indica la volontà di affidare la vigilanza finanziaria a una figura con esperienza amministrativa e regolatoria già maturata sul campo. Non è un dettaglio, dentro una Commissione che deve dialogare con Banca d’Italia, ministero dell’Economia, autorità europee e operatori di mercato. “Serve qualcuno che conosca le regole e anche i tempi delle istituzioni”, ha spiegato un osservatore del settore finanziario.
Mercati, Big Tech e regole europee: le sfide sul tavolo
La futura guida della Consob dovrà misurarsi con un’agenda fitta. Tra i temi aperti ci sono la vigilanza sulle società quotate, l’informazione al mercato, il contrasto agli abusi finanziari e l’applicazione delle norme europee sulla finanza sostenibile, sulle cripto-attività e sui servizi digitali. Materie tecniche, certo. Ma con effetti diretti su imprese, investitori e risparmiatori.
L’esperienza di Guido Stazi sui dossier relativi a Big Tech, piattaforme digitali e concorrenza potrebbe pesare nella gestione dei nuovi confini tra mercati finanziari e tecnologia. Le autorità nazionali, infatti, sono chiamate sempre più spesso a lavorare dentro un quadro europeo, dove le decisioni si intrecciano con le indicazioni di Bruxelles e con l’attività delle altre autorità di vigilanza. È un terreno in movimento.
La riunione del Consiglio dei ministri dovrebbe chiarire nelle prossime ore il passaggio formale. Fino alla delibera, resta il condizionale. Ma negli ambienti di governo il nome di Stazi viene ormai indicato come la soluzione più avanzata per la presidenza dell’authority. Una scelta di continuità istituzionale, più che di rottura. E, per la Consob, l’avvio di una nuova fase.
