A Grinzane Cavour, nel Cuneese, le parti civili del processo a Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva per l’omicidio di due rapinatori avvenuto dopo l’assalto alla sua gioielleria, non hanno ancora ricevuto gli anticipi sui risarcimenti stabiliti dalla sentenza: lo ha spiegato oggi, 18 luglio 2026, l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, annunciando possibili pignoramenti perché, a suo dire, “Roggero non ha ancora versato nulla”.
Risarcimenti non pagati, l’avvocato Caruso: “Pronti a pignorare”
“Roggero non ha ancora versato nulla. Molto probabilmente partiremo con i pignoramenti, ha diverse proprietà”. La frase dell’avvocato Giuseppe Roberto Caruso riapre il fronte economico di una vicenda giudiziaria che, dopo la decisione definitiva, entra ora nella fase più concreta: quella dei soldi dovuti alle parti civili.
Caruso, nel processo, ha rappresentato la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino, il 58enne torinese ucciso insieme ad Andrea Spinelli, 44 anni, di Bra. I due erano stati colpiti fuori dalla gioielleria di Grinzane Cavour, dopo la rapina. “Siamo pronti ad agire”, ha spiegato il legale, lasciando intendere che i margini per un pagamento spontaneo, almeno finora, non si sono visti.
La sentenza di primo grado, poi confermata nelle statuizioni civili in appello, aveva stabilito il pagamento di 480 mila euro complessivi, oltre alle spese legali sostenute dalle quindici persone costituite. Una cifra divisa tra familiari delle vittime e altre persone coinvolte nel procedimento. Non un dettaglio secondario, a processo finito.
La sentenza su Mario Roggero e le parti civili costituite
Nel procedimento contro Mario Roggero si erano costituite quindici parti civili: la compagna e le figlie di Mazzarino, la madre e i fratelli dello stesso 58enne, la famiglia di Spinelli, il patrigno di quest’ultimo e Alessandro Modica, l’autista ferito dopo la rapina e unico superstite della banda. Una platea ampia, fatta di storie familiari diverse e di richieste di ristoro riconosciute dai giudici.
La vicenda, sul piano penale, ha avuto un percorso seguito con grande attenzione anche fuori dal Piemonte. Roggero, titolare della gioielleria, era stato condannato per avere sparato ai rapinatori mentre questi si allontanavano dal negozio. La ricostruzione accolta dai giudici ha escluso che si trattasse di una reazione scriminata dalla legittima difesa.
Per le parti civili, però, il passaggio decisivo è ora un altro: l’esecuzione delle somme già riconosciute. Secondo quanto riferito dall’avvocato Caruso, gli importi dovuti ai familiari di Mazzarino e agli altri soggetti costituiti non sarebbero stati versati. Da qui l’ipotesi, ormai vicina, di procedere sui beni del gioielliere.
Pagata la provvisionale a Modica, restano le altre somme
Un pagamento, in base a quanto emerso, risulta effettuato: i 10 mila euro di provvisionale nei confronti di Alessandro Modica sarebbero stati versati, come confermato dall’avvocata Carla Montarolo. Modica era l’autista della banda e rimase ferito dopo l’assalto alla gioielleria. È l’unico sopravvissuto di quel gruppo.
Restano però aperte le altre voci. Oltre agli anticipi stabiliti dalla sentenza, si apre ora il capitolo dei risarcimenti in sede civile, possibile dopo che la condanna è diventata definitiva. Sarà quella la sede in cui verranno quantificati, con maggiore precisione, gli importi complessivi richiesti dai familiari delle vittime e dagli altri aventi diritto.
“Non abbiamo ricevuto nulla”, è il senso della posizione ribadita da Caruso. Il legale ha parlato anche della necessità di verificare il patrimonio disponibile di Roggero, comprese eventuali proprietà immobiliari. Solo allora, con gli atti esecutivi, si capirà quanto sarà recuperabile e in quali tempi. Tempi che, per le famiglie, non sono mai neutri.
La raccolta fondi e la norma ribattezzata “salva Roggero”
Un altro nodo riguarda la raccolta fondi promossa da Mario Roggero dopo la condanna di primo grado e rilanciata più volte negli anni successivi. “Non sappiamo esattamente quanto abbia raccolto, ma sono somme considerevoli”, ha detto l’avvocato Caruso, ricordando che quella raccolta era stata pubblicizzata sia per le spese legali sia per le parti civili. “Peccato che non abbia mai pagato niente”, ha aggiunto.
Il tema si intreccia anche con il dibattito politico sulla nuova norma contenuta nel ddl Sicurezza, già entrato in vigore e ribattezzata da molti “salva Roggero”. La disposizione esclude il risarcimento per chi reagisce a determinati reati, ma secondo Caruso non avrebbe inciso su questo caso. “Riguarda l’eccesso colposo di legittima difesa e questo non è un eccesso colposo”, ha spiegato il legale.
La partita, dunque, si sposta dagli atti del processo alle procedure di recupero. Dopo anni di udienze, perizie, ricorsi e dichiarazioni pubbliche, resta il punto più materiale: il pagamento dei 480 mila euro e delle spese legali. Le famiglie attendono. E i legali, adesso, preparano le mosse successive.
