Tre giovani tra i 19 e i 22 anni sono indagati dalla Procura di Sulmona, in provincia dell’Aquila, per aver tentato nei primi mesi del 2026 di usare una carta di credito smarrita da una donna del posto per acquistare contenuti sulla piattaforma OnlyFans, secondo quanto ricostruito dagli investigatori nell’ambito di un’inchiesta per indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
Carta smarrita a Sulmona, la denuncia della proprietaria
La vicenda nasce da una denuncia presentata da una signora di Sulmona, che si era accorta di aver perso il proprio bancomat e aveva subito segnalato lo smarrimento. Un passaggio decisivo, perché il blocco della carta avrebbe impedito che i tentativi di pagamento andassero a buon fine. Soldi, quindi, non ne sarebbero usciti.
Secondo le prime ricostruzioni, la carta sarebbe stata trovata per strada da un ragazzo di 20 anni, già raggiunto in un primo momento da un avviso di garanzia. Solo in seguito, sulla base degli accertamenti tecnici, gli inquirenti avrebbero allargato il quadro ad altri due giovani, anche loro residenti nell’area, iscritti nel registro degli indagati in concorso. Una vicenda minuta, in apparenza. Ma con risvolti penali precisi.
I tentativi di acquisto su OnlyFans e il blocco della carta
Per gli investigatori, il 20enne avrebbe coinvolto gli altri due ragazzi nel tentativo di usare i dati della carta per effettuare acquisti online, in particolare per accedere a servizi sulla piattaforma OnlyFans. I pagamenti, però, non sarebbero mai stati autorizzati: la proprietaria aveva già provveduto a bloccare lo strumento di pagamento dopo la denuncia.
In casi come questo, il mancato addebito non cancella il rilievo penale della condotta contestata. L’ipotesi su cui lavora la Procura di Sulmona è infatti quella di indebito utilizzo di strumenti di pagamento, reato che può configurarsi anche quando l’operazione non viene completata, se risulta il tentativo di impiegare dati o carte non proprie. “Sono state verificate le operazioni tentate e i dispositivi collegati”, emerge dagli ambienti investigativi, pur senza dettagli ulteriori sul contenuto degli accertamenti.
Tracce telematiche e utenze telefoniche al vaglio degli investigatori
A indirizzare l’inchiesta sarebbero state soprattutto le tracce telematiche lasciate durante i tentativi di pagamento. Gli investigatori hanno analizzato gli accessi, le utenze telefoniche e gli elementi tecnici associati alle operazioni, ricostruendo così — passo dopo passo — i collegamenti tra i tre ragazzi. Non una scena da film, piuttosto un lavoro paziente su dati digitali, orari e dispositivi.
Le verifiche avrebbero consentito di attribuire ai giovani un ruolo nella sequenza dei tentativi, anche se la posizione di ciascuno dovrà essere definita nel corso del procedimento. Gli indagati, come prevede la legge, potranno fornire la propria versione dei fatti e chiedere eventuali accertamenti difensivi. Al momento, il quadro resta quello delineato dalla Procura: una carta smarrita, alcuni tentativi online e un fascicolo aperto.
L’inchiesta della Procura e i prossimi passaggi
Il procedimento è ora nelle mani della Procura di Sulmona, che dovrà valutare gli elementi raccolti e decidere se procedere con ulteriori atti d’indagine. Dopo il primo avviso notificato al 20enne, l’iscrizione degli altri due ragazzi nel registro degli indagati segna un allargamento dell’ipotesi accusatoria, ma non equivale a una condanna. È un passaggio formale di garanzia, oltre che investigativo.
La vicenda riporta l’attenzione sull’uso dei pagamenti digitali e sulla necessità di bloccare subito carte e bancomat in caso di smarrimento. In questo caso, la reazione tempestiva della donna avrebbe evitato qualsiasi prelievo o addebito. Resta però il tentativo, tracciato dagli strumenti informatici, che ora dovrà essere valutato davanti agli inquirenti. Per i tre giovani, l’accusa è chiara: aver provato a utilizzare una carta non loro per servizi online su OnlyFans.
