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Poste punta su Tim: dal 20 luglio parte l’opas

Scrivania con laptop con grafici di Borsa, dossier cartaceo e smartphone; sullo sfondo manager in riunione Documenti e monitor con grafici in un ufficio finanziario, a rappresentare l’avvio dell’Opas Poste su Tim dopo il via libera Consob.

La Consob ha approvato oggi, giovedì 16 luglio 2026, il documento d’offerta relativo all’Opas di Poste Italiane su Tim, consentendo al gruppo guidato da Matteo Del Fante di avviare l’operazione dal 20 luglio, con l’obiettivo di raccogliere le adesioni degli azionisti della società telefonica secondo i termini fissati con Borsa Italiana. Il via libera dell’autorità di mercato, atteso dagli operatori finanziari, apre così la fase decisiva di una partita che intreccia industria, telecomunicazioni e risparmio diffuso, con un calendario già definito e una struttura del corrispettivo mista, in parte in denaro e in parte in azioni.

Consob approva il documento d’offerta: l’Opas Poste-Tim può partire

Con l’approvazione del documento d’offerta da parte della Consob, l’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane su Tim entra nella fase operativa. La società, in una nota diffusa dopo il via libera dell’autorità, ha comunicato che il periodo di adesione inizierà alle 8:30 di lunedì 20 luglio 2026 e si chiuderà alle 17:30 di venerdì 11 settembre 2026, estremi inclusi, salvo eventuali proroghe.

Il calendario, concordato con Borsa Italiana, definisce dunque una finestra di quasi otto settimane durante la quale gli azionisti Tim potranno decidere se aderire all’operazione. In Piazza Affari, dove dossier di questo tipo vengono seguiti da vicino da fondi, investitori istituzionali e piccoli risparmiatori, il passaggio Consob rappresenta il punto formale da cui l’offerta smette di essere solo un progetto e diventa procedura di mercato. Una procedura regolata, con tempi stretti. E con passaggi già scanditi.

Corrispettivo misto: 1,67 euro in contanti e azioni Poste di nuova emissione

Il corrispettivo dell’offerta prevede, per ciascuna azione Tim portata in adesione, una componente in denaro pari a 1,67 euro e una componente in azioni rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. Si tratta quindi di una formula mista, che affianca liquidità immediata e partecipazione al capitale del gruppo offerente, un meccanismo spesso utilizzato nelle operazioni in cui l’acquirente intende contenere l’esborso cash e, insieme, coinvolgere gli azionisti della società target nel nuovo perimetro.

Nella nota, Poste Italiane ha spiegato che il pagamento avverrà il quinto giorno di Borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione. In assenza di proroghe, la data di pagamento è fissata al 18 settembre 2026. In quel momento, ha precisato la società, l’offerente corrisponderà il corrispettivo “a ciascun azionista di Tim che abbia validamente aderito all’offerta” durante la finestra principale. Una formula tecnica, ma centrale: solo le adesioni valide e perfezionate nei tempi previsti potranno accedere al regolamento dell’operazione.

Il calendario dell’offerta e la possibile riapertura dei termini

Il documento prevede anche la possibilità di una riapertura dei termini, qualora ricorrano i presupposti indicati dall’articolo 40-bis, comma 1, lettera a), del Regolamento Emittenti. In questo caso, entro il giorno di Borsa aperta successivo alla data di pagamento, il periodo di adesione potrebbe essere riaperto per altri cinque giorni di mercato: salvo proroghe, le sedute interessate sarebbero quelle del 21, 22, 23, 24 e 25 settembre 2026.

Anche per questa eventuale seconda finestra è già indicata una data di regolamento. Il pagamento agli azionisti Tim che dovessero aderire durante la riapertura dei termini avverrebbe il quinto giorno di Borsa aperta successivo alla chiusura della nuova finestra, dunque il 2 ottobre 2026, sempre salvo proroghe disposte dalla Consob. È un passaggio non secondario, perché offre un margine ulteriore a chi non avesse aderito nella prima fase e, allo stesso tempo, consente al mercato di valutare l’esito iniziale dell’operazione prima di assumere una decisione definitiva.

Un’operazione osservata da mercato, investitori e autorità

L’Opas Poste-Tim arriva in un contesto in cui il settore delle telecomunicazioni resta al centro dell’attenzione per il peso delle infrastrutture, la concorrenza sui servizi e il ruolo degli operatori nei piani di digitalizzazione del Paese. Per Poste Italiane, gruppo con una presenza capillare sul territorio e attività che spaziano dai servizi finanziari alla logistica, l’operazione assume un rilievo industriale e finanziario che il mercato analizzerà nei dettagli, a partire dal livello di adesioni.

Gli investitori guarderanno soprattutto al rapporto tra il valore della componente cash, pari a 1,67 euro, e quello delle azioni Poste Italiane offerte in scambio, il cui controvalore dipenderà dall’andamento del titolo in Borsa. Saranno poi le comunicazioni ufficiali, nelle prossime settimane, a chiarire l’evoluzione dell’adesione e l’eventuale attivazione della riapertura. Per ora resta il dato principale: con il via libera della Consob, l’offerta può partire, e dal 20 luglio la decisione passerà agli azionisti Tim.

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