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Si tuffano nel Sesia per salvare una bimba: muoiono padre e zio nel Novarese

Soccorritori e vigili del fuoco sulla riva di un fiume in piena con corde e zaino di salvataggio Vigili del fuoco impegnati lungo un fiume a forte corrente durante le operazioni di ricerca dopo un incidente in acqua.

Cinque persone sono morte tra il pomeriggio e la sera di sabato in Piemonte, Lombardia, Toscana e Sicilia, in una serie di incidenti in acqua avvenuti durante bagni o tentativi di soccorso: il caso più grave a Romagnano Sesia, nel Novarese, dove padre e zio di una bambina di 6 anni sono annegati nel fiume Sesia dopo essersi tuffati per salvarla.

Romagnano Sesia, padre e zio annegano per salvare una bambina

A Romagnano Sesia, in provincia di Novara, due uomini di circa quarant’anni, entrambi di nazionalità marocchina, sono morti nelle acque del fiume Sesia dopo essersi gettati in acqua per soccorrere una bambina di 6 anni, figlia di uno dei due. Secondo le prime ricostruzioni, la piccola si trovava in difficoltà tra un isolotto e la riva quando i due, padre e zio, hanno deciso di entrare nel fiume. Pochi istanti, poi la corrente li ha trascinati via.

La bambina è stata portata a riva sana e salva dal fratello, anche lui entrato in acqua per aiutarla. Un dettaglio che, sul posto, ha lasciato i soccorritori senza molte parole: la piccola viva, i due uomini scomparsi nella corrente. La madre della bambina, incinta, è stata accompagnata e ricoverata all’ospedale Maggiore, sotto choc per quanto accaduto.

Sul fiume sono intervenuti i Vigili del fuoco, i sanitari e le forze dell’ordine. Le ricerche si sono concentrate nel tratto in cui i due uomini erano stati visti per l’ultima volta, mentre sulla riva restavano familiari e conoscenti. Saranno gli accertamenti a chiarire la dinamica, anche se la prima ipotesi è che i due siano stati sorpresi dalla corrente del Sesia, in un punto insidioso e non semplice da affrontare.

Colle di Val d’Elsa, 33enne muore dopo il tuffo nel fiume

Un altro incidente mortale è avvenuto a Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, dove un uomo di 33 anni, di origine albanese, è morto dopo essersi tuffato nelle acque dell’Elsa. L’allarme è scattato intorno alle 16, quando l’uomo non è più riemerso. Chi era presente ha chiamato i soccorsi, mentre il pomeriggio, fino a quel momento normale, è cambiato in pochi minuti.

Sul posto sono arrivati l’automedica di Poggibonsi, i Vigili del fuoco con il nucleo sommozzatori e le forze dell’ordine. Le ricerche si sono svolte nel tratto del fiume indicato dai testimoni. Solo dopo alcune immersioni, i sommozzatori hanno individuato e recuperato il corpo.

Anche in questo caso la dinamica resta al vaglio degli investigatori. Non è ancora chiaro se l’uomo sia stato colto da un malore, se abbia urtato qualcosa o se non sia riuscito a risalire per la forza dell’acqua. In base ai primi rilievi, l’allarme è stato rapido, ma i tentativi di soccorso non sono bastati.

A Gela pensionato trascinato dalle onde fino alla foce

A Gela, in provincia di Caltanissetta, un pensionato di 66 anni è morto mentre faceva il bagno in mare nel tardo pomeriggio. In quel tratto del litorale il vento aveva reso le acque agitate, con onde e risacca che hanno complicato ogni tentativo di intervento. L’uomo, a un certo punto, è sparito alla vista.

Due giovani che si trovavano sullo stesso tratto di lungomare hanno provato a raggiungerlo e a riportarlo a riva, ma non ci sono riusciti. Secondo quanto riportato da fonti locali, il corpo è stato poi ritrovato nei pressi della foce del fiume Gela, dove le onde lo avevano spinto. Una scena difficile, consumata davanti a bagnanti e passanti.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le autorità competenti per gli accertamenti. La presenza di mare mosso e vento forte viene indicata come uno degli elementi centrali nella ricostruzione, anche se gli approfondimenti dovranno stabilire se il 66enne abbia avuto un malore prima di essere trascinato dalla corrente. Per ora resta la sequenza essenziale: il bagno, la scomparsa tra le onde, il ritrovamento alla foce.

Argegno, turista tedesco di 19 anni scivola nel torrente Telo

Nel Comasco, ad Argegno, un turista tedesco di 19 anni è morto dopo essere scivolato nelle acque del torrente Telo. Il corpo è stato individuato da due turisti di passaggio, che intorno alle 18 hanno dato l’allarme e attivato la macchina dei soccorsi. Quando gli operatori sono arrivati, la situazione è apparsa subito grave.

Sono intervenuti i mezzi della Croce Rossa, l’elisoccorso e il personale del Soccorso Alpino, ma i tentativi di rianimazione non hanno avuto esito. Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe scavalcato una recinzione per raggiungere il letto del torrente. Poi avrebbe perso l’equilibrio, finendo in acqua.

Gli accertamenti dovranno stabilire con precisione cosa sia accaduto negli ultimi istanti. Il torrente, in quel punto, può presentare rocce scivolose e tratti difficili da affrontare, anche per chi si avvicina solo per curiosità o per cercare refrigerio. Quattro episodi diversi, in poche ore, hanno riportato l’attenzione sui rischi di fiumi, torrenti e mare agitato, dove una scelta rapida può trasformarsi in tragedia.

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