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Incendio nell’Agrigentino, evacuate oltre 100 persone: paura in città

Camion dei vigili del fuoco e pompieri con tubo mentre un incendio di sterpaglie minaccia un paese su una collina Vigili del fuoco al lavoro vicino alle abitazioni mentre un incendio spinto dal vento avanza tra sterpaglie e fumo.

Un incendio di vaste proporzioni, alimentato nel pomeriggio di oggi, 22 luglio 2026, dal vento di scirocco, ha raggiunto il centro abitato di Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, costringendo le autorità a disporre lo sgombero precauzionale di oltre 100 persone per mettere in sicurezza residenti e aree sensibili minacciate dalle fiamme.

Fiamme spinte dallo scirocco fino alle case di Santo Stefano Quisquina

Il fronte del rogo si è avvicinato alle prime abitazioni di Santo Stefano Quisquina nelle ore più calde della giornata, quando il vento ha cambiato direzione e ha spinto le fiamme verso il paese. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe partito da un’area esterna al centro abitato, per poi avanzare rapidamente tra terreni asciutti, sterpaglie e zone rurali già provate dalle alte temperature.

In paese, riferiscono fonti locali, la situazione è diventata tesa nel giro di pochi minuti. “Il fumo è arrivato all’improvviso, sembrava entrasse dalle finestre”, ha raccontato un residente della zona alta del comune, mentre alcuni nuclei familiari venivano accompagnati lontano dalle abitazioni più esposte. Le operazioni di evacuazione sono state disposte in via precauzionale, senza attendere che le fiamme raggiungessero direttamente le case.

Il Comune e le forze dell’ordine stanno coordinando l’assistenza agli sfollati, molti dei quali hanno lasciato le abitazioni portando con sé documenti, medicinali e pochi effetti personali. Al momento non risultano feriti, ma il bilancio resta provvisorio e legato all’evoluzione dell’incendio nelle prossime ore.

Deposito di ossigeno, clinica e distributore: le aree più esposte

A preoccupare i soccorritori sono soprattutto alcuni punti considerati sensibili: un deposito di ossigeno, la clinica Ignazio Attardi, una stazione di rifornimento e una fabbrica di giochi d’artificio. Sono obiettivi delicati, distanti tra loro ma tutti compresi nell’area sotto osservazione, dove il rischio principale è legato alla propagazione improvvisa delle fiamme e alle alte temperature generate dal fronte di fuoco.

Più squadre dei vigili del fuoco stanno presidiando proprio queste strutture, creando linee di contenimento e verificando, strada per strada, gli accessi ancora percorribili. In particolare, il deposito di ossigeno viene monitorato con attenzione per evitare che il calore possa raggiungere bombole o materiali sensibili. Una manovra complessa, hanno spiegato fonti impegnate nei soccorsi, perché il vento rende instabile la direzione del rogo.

La clinica Ignazio Attardi, struttura nota nel territorio, è stata inserita tra le priorità operative. Non sono stati comunicati dettagli ufficiali su eventuali trasferimenti interni di pazienti, ma l’area è stata presidiata da personale di emergenza e forze dell’ordine. In momenti come questi, anche pochi metri contano. E lo sanno bene i soccorritori sul posto.

In arrivo Canadair e rinforzi da Sciacca e Canicattì

Per fronteggiare l’incendio a Santo Stefano Quisquina sono stati richiesti mezzi aerei, con l’arrivo previsto di Canadair della flotta antincendio impegnata in Sicilia. Le operazioni dall’alto, tuttavia, dipendono dalle condizioni del vento e dalla visibilità, resa difficile dalla colonna di fumo che si è alzata sopra il paese ed è stata avvistata anche a diversi chilometri di distanza.

Sul terreno sono già attive squadre dei vigili del fuoco, affiancate da personale forestale e volontari della protezione civile. Altri pompieri sono stati inviati dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, mentre sono stati predisposti rinforzi di carabinieri e polizia per regolare la viabilità, impedire l’accesso alle zone interdette e assistere gli abitanti durante gli spostamenti.

La priorità, in questa fase, è impedire che il fuoco superi le linee di contenimento tracciate attorno alle aree più a rischio. Alcune strade secondarie sarebbero state chiuse per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso, ma non è stato ancora diffuso un quadro completo delle limitazioni alla circolazione. “La situazione è in evoluzione”, ha riferito una fonte operativa, invitando i cittadini a non avvicinarsi alle zone interessate.

Sicilia sotto pressione per vento e caldo, verifiche sulle cause

L’episodio si inserisce in una giornata difficile per la Sicilia, dove il mix tra caldo, vegetazione secca e scirocco aumenta il rischio di incendi in diverse province. Nel caso di Santo Stefano Quisquina, le cause del rogo non sono ancora state accertate: saranno i rilievi dei tecnici e delle forze dell’ordine, una volta messa in sicurezza l’area, a stabilire se si sia trattato di un’origine accidentale, colposa o dolosa.

Le immagini circolate sui social, pubblicate anche dalla pagina Segnalazioni Incendi Sicilia, mostrano una colonna di fumo densa e fiamme visibili a ridosso delle aree abitate. Sono contenuti utili a ricostruire l’avanzata del fronte, ma le autorità raccomandano di fare riferimento solo alle comunicazioni ufficiali per indicazioni su evacuazioni, rientri e strade percorribili.

Nelle prossime ore il lavoro dei soccorritori si concentrerà su due fronti: proteggere il centro abitato e mettere in sicurezza le strutture considerate più vulnerabili. Solo dopo lo spegnimento delle fiamme sarà possibile stimare i danni a terreni, edifici e attività produttive. Per ora, a Santo Stefano Quisquina, conta soprattutto tenere il fuoco lontano dalle case.

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