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Barista aggredito da una baby gang: finisce in ospedale

Barista con livido sul viso in un piccolo bar, sedie rovesciate e auto dei carabinieri visibile fuori dalla vetrina Un barista scosso nel suo locale con arredi spostati, mentre un’auto dei carabinieri è visibile all’esterno.

A Corsico, nell’hinterland sud-ovest di Milano, il barista Simone Santulli è stato aggredito nel suo locale da un gruppo di giovanissimi dopo aver chiamato i carabinieri per segnalare il comportamento di due adolescenti che, secondo le prime ricostruzioni, stavano colpendo i tavoli e giocando con un pallone all’interno dell’esercizio; l’episodio, avvenuto in due momenti distinti, si è concluso con il trasporto del titolare all’ospedale San Carlo, dove è stato medicato e poi dimesso.

Corsico, l’ingresso dei ragazzi nel bar e la chiamata ai carabinieri

Tutto sarebbe cominciato nel pomeriggio, in un bar di Corsico, quando due adolescenti sono entrati nel locale di Simone Santulli e hanno iniziato a muoversi tra i tavoli con atteggiamenti che il titolare ha giudicato fuori controllo. Secondo quanto riferito, i due avrebbero colpito gli arredi e giocato con un pallone dentro l’esercizio, creando tensione tra chi si trovava nel bar. A quel punto il barista, dopo aver provato a riportare la calma, ha deciso di chiamare i carabinieri. Una scelta semplice, quasi obbligata, ha raccontato a chi gli è vicino: “Non volevo problemi, volevo solo che uscissero”. I militari sono arrivati sul posto, hanno identificato i due giovanissimi e hanno riportato la situazione alla normalità. Almeno in apparenza. Perché, una volta che la pattuglia si è allontanata, la vicenda ha preso una piega diversa, più pesante, con un ritorno nel locale che gli investigatori stanno ora ricostruendo nei dettagli.

Il ritorno con altri cinque giovani e il raid punitivo nel locale

Poco dopo l’intervento dei carabinieri, i due ragazzi sarebbero tornati nel bar insieme ad altre cinque persone, dando vita a quello che viene descritto come un vero raid punitivo. Un rientro rapido, mirato, senza grandi parole all’inizio. Poi la tensione è salita. Il gruppo avrebbe affrontato Simone Santulli, accusandolo di aver chiamato le forze dell’ordine, e in pochi istanti la discussione sarebbe degenerata nell’aggressione. Il barista è stato colpito davanti al suo bancone, nel locale che gestisce ogni giorno, tra sedie spostate e clienti rimasti spaventati. Non risultano, al momento, dettagli ufficiali sul numero esatto dei colpi ricevuti né sull’eventuale uso di oggetti, ma la dinamica indicata dalle prime informazioni parla di un’azione di gruppo, avvenuta dopo l’identificazione dei due adolescenti. Una sorta di ritorsione, secondo l’ipotesi su cui si stanno concentrando gli accertamenti. In quei minuti, nel bar di Corsico, la paura ha preso il posto della normale routine di un esercizio di quartiere.

Simone Santulli medicato al San Carlo: dimesso dopo le cure

Dopo l’aggressione, Simone Santulli è stato accompagnato all’ospedale San Carlo di Milano, dove i medici lo hanno visitato e medicato prima di dimetterlo. Le sue condizioni, in base a quanto emerso, non sarebbero gravi, ma l’episodio ha lasciato addosso al barista segni fisici e una scossa difficile da assorbire. “È stato tutto molto veloce”, avrebbe confidato il titolare a chi lo ha sentito nelle ore successive, ancora provato per quanto accaduto. Nel locale, intanto, resta il senso di vulnerabilità di chi lavora a contatto con il pubblico e si trova, senza preavviso, davanti a comportamenti aggressivi. A Corsico, città dell’hinterland milanese attraversata ogni giorno da pendolari, famiglie e ragazzi, il fatto ha riacceso il tema della sicurezza nei piccoli esercizi commerciali, spesso presidi informali dei quartieri. Non grandi scene, non proclami. Solo la preoccupazione concreta di chi apre la saracinesca al mattino e non sa se una richiesta di rispetto delle regole possa trasformarsi in una vendetta.

Indagini in corso sui giovanissimi identificati dai militari

I carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione le responsabilità dei ragazzi coinvolti, partendo dall’identificazione dei primi due adolescenti entrati nel bar e dal successivo ritorno con altre cinque persone. Saranno decisive, se disponibili, le immagini delle telecamere della zona e del locale, oltre alle testimonianze dei presenti. Gli investigatori dovranno chiarire chi abbia partecipato materialmente all’aggressione e quale ruolo abbiano avuto i singoli componenti del gruppo. Per ora, il quadro resta quello di una doppia sequenza: prima il comportamento molesto nel bar, poi il rientro dopo l’allontanamento dei militari. Una dinamica che, se confermata, aggraverebbe la posizione dei responsabili, perché indicherebbe una reazione organizzata alla chiamata alle forze dell’ordine. Nel quartiere la notizia si è diffusa in fretta, tra messaggi, telefonate e commenti davanti alle vetrine dei negozi vicini. “Qui ci conosciamo quasi tutti”, ha detto un commerciante della zona, “ma quando succedono cose così ti chiedi cosa possa capitare domani”. Le indagini proseguono, mentre Simone Santulli prova a lasciarsi alle spalle l’aggressione e a tornare al lavoro nel suo bar di Corsico.

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