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Luisa Miller inaugura la stagione del San Carlo nel segno dei 290 anni di storia

Interno di un teatro d’opera con palchi dorati, poltrone rosse e palco illuminato durante le prove Vista della sala e del palco allestito per le prove, immagine che richiama l’apertura di stagione del Teatro di San Carlo con Luisa Miller.

Il Teatro di San Carlo di Napoli aprirà il 2 dicembre 2026 la stagione 2026/27 con Luisa Miller di Giuseppe Verdi, scelta per accompagnare il percorso verso i 290 anni dalla fondazione del Massimo napoletano, nato il 4 novembre 1737, e per riportare al centro una pagina composta proprio per il teatro partenopeo.

San Carlo, Luisa Miller apre la stagione dei 290 anni

La nuova stagione del Teatro di San Carlo si presenta come un viaggio nella memoria del teatro e, insieme, come il primo passo di una programmazione pensata per rafforzarne il profilo nazionale e internazionale. L’apertura con Luisa Miller, opera verdiana del 1849, avrà una nuova produzione firmata da Davide Livermore per la regia, con Daniel Oren sul podio.

La scelta non è casuale: Verdi compose il titolo per il San Carlo, e il ritorno dell’opera nel cartellone inaugurale assume il valore di un richiamo diretto alla storia della sala borbonica. Il teatro, in vista dell’anniversario del 4 novembre 2027, punta così su un repertorio che intreccia identità napoletana, tradizione lirica e nuove letture sceniche.

Alla presentazione del programma erano presenti Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente della Fondazione, Onofrio Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania, e Fulvio Adamo Macciardi, sovrintendente e direttore artistico. «Oggi il Teatro di San Carlo presenta tutte le condizioni per consolidarsi come protagonista nel panorama culturale nazionale e internazionale», ha detto Manfredi, indicando la stagione come una tappa di stabilizzazione dopo mesi non semplici per la Fondazione.

Opera, balletto e concerti: il programma 2026/27

Il cartellone 2026/27 del San Carlo comprende undici titoli d’opera, sei produzioni di balletto, 14 concerti sinfonici e 17 appuntamenti di musica da camera. Due gli spettacoli fuori abbonamento: a dicembre il tradizionale Schiaccianoci, appuntamento legato al periodo natalizio, e nel luglio 2027 Tosca all’Arena Flegrea, pensata per portare l’opera anche fuori dalla sala storica di via San Carlo.

Tra i titoli lirici, cinque saranno nuove produzioni. A febbraio arriverà Aida, con la regia di Serena Sinigaglia e Renato Palumbo alla direzione musicale; la produzione sarà poi destinata alla tournée in Giappone nel luglio 2027. In aprile spazio a Nina o sia La pazza per amore di Giovanni Paisiello, affidata alla regia di Mariano Bauduin e diretta da Fabio Biondi, e alla rara Otto mesi in due ore o sia Gli esiliati in Siberia di Gaetano Donizetti, con Fabio Mastrangelo sul podio.

Nel programma compare anche un progetto legato al Novecento francese: il compositore Alessandro Solbiati scriverà un nuovo completamento originale de La chute de la maison Usher, opera incompiuta di Claude Debussy. Una scelta, questa, che allarga il raggio del cartellone e affianca alla tradizione italiana un lavoro di ricerca sul repertorio europeo meno frequentato.

Macciardi: più spettacoli, orari diversi e prezzi invariati

Per Fulvio Adamo Macciardi, la stagione dei 290 anni segna «l’inizio di un grande progetto artistico e culturale», costruito — ha spiegato — «nel segno dell’identità, della storia e delle tradizioni napoletane, del dialogo con la città e di una presenza internazionale sempre più forte». Il riferimento è anche alle tournée e alle collaborazioni, considerate un asse della nuova fase del teatro.

Il sovrintendente ha insistito su alcuni punti concreti: aumento del numero degli spettacoli, orari diversificati e prezzi invariati per abbonamenti e biglietti. «Contribuiranno a favorire la partecipazione di un pubblico sempre numeroso», ha detto Macciardi, sottolineando l’intenzione di non restringere l’accesso alla programmazione in una fase di rilancio.

Resta anche l’attenzione ai più giovani. Macciardi ha confermato la volontà di rinnovare il progetto Scuola InCanto, pensato per avvicinare bambini e ragazzi alla lirica. Un lavoro di formazione del pubblico, non secondario, perché il teatro guarda all’anniversario senza limitarsi alla celebrazione: l’obiettivo dichiarato è allargare la platea, portare nuove generazioni in sala, creare abitudine all’ascolto. E farlo da Napoli.

Beethoven, Domingo e le riscoperte in cartellone

Nel programma sinfonico e cameristico avrà un posto di rilievo Ludwig van Beethoven, nel bicentenario della morte che ricorrerà nel 2027. L’omaggio si aprirà con l’esecuzione della Nona Sinfonia, diretta da Daniel Oren, uno degli appuntamenti centrali della stagione concertistica.

Il Festival pianistico, realizzato in collaborazione con l’Associazione Alessandro Scarlatti, proporrà quattro incontri con interpreti di profilo internazionale. In cartellone figurano Alexander Gadjiev, Louis Lortie, Alexander Lonquich e Michele Campanella, che festeggerà al San Carlo i suoi 80 anni. Un ritorno, il suo, che ha anche il sapore di un omaggio alla scuola pianistica italiana.

Tra le curiosità annunciate c’è il gala lirico con Plácido Domingo, a 55 anni dal suo debutto sancarliano, accanto al soprano Sonya Yoncheva. E c’è la riscoperta di Otto mesi in due ore di Donizetti, riproposta a Napoli per la prima volta in tempi moderni a due secoli dal debutto assoluto del 1827. Il filo, ancora una volta, è quello della memoria: non come archivio fermo, ma come materiale vivo da riportare in scena.

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