Il Teatro Rossini di Lugo, nel Ravennate, riaprirà il 19 e 20 ottobre 2026 dopo tre anni di chiusura causati dall’alluvione del maggio 2023, che aveva invaso l’edificio con oltre un metro e mezzo di acqua e fango, rendendo necessario un lungo intervento di restauro finanziato da donazioni pubbliche e private per restituire alla città il più antico teatro dell’Emilia-Romagna.
Teatro Rossini di Lugo, la riapertura dopo l’alluvione
Per Lugo non è solo una data in calendario. La riapertura del Teatro Rossini, annunciata per il 19 e 20 ottobre, segna il ritorno di uno dei luoghi più riconoscibili della città, rimasto in silenzio da quella primavera del 2023 in cui l’acqua travolse case, strade, scuole e spazi culturali. Dentro il teatro, secondo le ricostruzioni dei tecnici, il livello di acqua e fango superò il metro e mezzo: platea sommersa, ambienti di servizio compromessi, arredi da recuperare pezzo per pezzo. “Non si trattava solo di asciugare e ripulire”, ha spiegato chi ha seguito il cantiere, “ma di capire cosa poteva essere salvato senza tradire la storia dell’edificio”. Una storia lunga, perché il Rossini è considerato il teatro più antico dell’Emilia-Romagna e porta ancora il segno del recupero filologico realizzato quarant’anni fa da Pier Luigi Cervellati. Solo allora, dopo rilievi, verifiche e mesi di lavoro, la sala ha cominciato a riprendere forma.
Restauro e fondi: quasi 1,2 milioni per salvare la sala
Il cantiere è stato sostenuto da quasi 1,2 milioni di euro, raccolti attraverso la campagna “Un aiuto subito” promossa da La7 e Corriere della Sera, dalle donazioni di Cari Forlì e Reale Mutua, dalla raccolta GoFundMe del Teatro Rossini e dai contributi arrivati da fondazioni, associazioni e privati cittadini. Una rete larga, nata nei giorni dell’emergenza e poi rimasta attiva, anche quando i riflettori sull’alluvione si erano già abbassati. I lavori hanno riguardato le strutture, i pavimenti, gli stucchi, le porte decorate, gli infissi, gli impianti e gli spazi comuni, con interventi mirati per restituire sicurezza e continuità estetica all’edificio. Particolare attenzione è stata dedicata alle 161 poltrone storiche della platea, completamente sommerse e poi restaurate una a una, con una cura quasi artigianale. Restano però alcuni passaggi da completare: tra questi l’installazione di porte stagne e la meccanizzazione della buca d’orchestra, interventi considerati strategici per proteggere il teatro e migliorarne la funzionalità. Per questo, la raccolta fondi resta aperta.
Concerti inaugurali con Santa Cecilia e la nuova stagione musicale
La riapertura sarà affidata agli Archi dell’Accademia di Santa Cecilia, diretti e accompagnati al violoncello da Luigi Piovano, con due concerti in programma il 19 e 20 ottobre. In scaletta musiche di Haydn, Porpora e Rossini, un omaggio naturale al compositore che dà il nome al teatro e, insieme, un modo sobrio per riaccendere la sala dopo anni difficili. La stagione concertistica entrerà poi nel vivo il 21 dicembre con i Cameristi della Scala, prima tappa di un percorso che attraverserà repertori e interpreti diversi. Il 21 gennaio toccherà al Concerto lirico rossiniano della Toscanini Academy, mentre il 27 febbraio arriverà l’Orchestra Cherubini diretta da James Conlon. Il 18 marzo sarà la volta dei Virtuosi Italiani, con un programma dedicato a Vivaldi, e il sipario musicale calerà il 16 aprile con “My Way”, omaggio a Miles Davis, Frank Sinatra e Quincy Jones. Una scelta ampia, dal repertorio classico al Novecento, pensata per riportare pubblico e artisti dentro uno spazio che, per Lugo, non è mai stato soltanto un palcoscenico.
Prosa, memoria e incontri: il cartellone del ritorno
La stagione di prosa si aprirà il 12 novembre con “Rosencrantz e Guildenstern sono morti” di Tom Stoppard, interpretato da Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli. Un titolo di peso, ironico e amaro, scelto per riavviare il dialogo con gli spettatori dopo una pausa forzata che aveva lasciato un vuoto anche nella vita culturale quotidiana della città. Nel cartellone sono previsti spettacoli con Elio De Capitani, Anna Ferzetti, Ugo Dighero e Alessio Boni, oltre alla commedia “Rumori fuori scena”, uno dei testi più amati dal pubblico teatrale. Per il Giorno della Memoria sarà proposto “Se questo è Levi” di Fanny & Alexander, lavoro che porterà sul palco una riflessione civile legata alla figura di Primo Levi. A completare il programma ci sarà la rassegna “Gli Incontri del Rossini”, dedicata al confronto tra pubblico e artisti: conversazioni, domande, racconti dal mestiere. È anche da qui, da queste occasioni più ravvicinate, che il teatro proverà a ricucire il rapporto con la città. Dopo il fango, le luci di sala. E il rumore, atteso, delle prime sedie che si riempiono.









