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Museo Andersen a Roma

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Dicono che i social non servono a nulla… come sempre, suppongo, dipende dall’uso che se ne fa. Attraverso i social, soprattutto Instagram, ho scoperto nel tempo artisti, mostre, luoghi da visitare davvero imperdibili. Uno degli ultimi è stato il Museo Hendrik Christian Andersen a Roma, di cui ignoravo l’esistenza e che è stata una scoperta magnifica.
Situato in via Pasquale Stanislao Mancini 20, nel quartiere Flaminio, nel centro di Roma, il museo è in realtà la casa museo dello scultore e pittore di origine svedese, che visse nella Capitale dal 1893 fino alla sua morte, nel 1940. Il museo è quindi la sua dimora, Villa Helene, costruita su un progetto disegnato dall’artista tra il 1922 e il 1925 in stile neo-rinascimentale e che fu donato allo Stato italiano dopo la sua morte. Una volta restaurato, il museo viene ufficialmente aperto al pubblico nel 1998.
Pur essendo di piccole dimensioni, è veramente uno scrigno ricco di opere fantastiche: circa 200 sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo, oltre a dipinti e opere grafiche. Uso l’aggettivo “fantastico” non a caso: oltre ad essere di una bellezza mozzafiato, le opere rientrano in un progetto utopico dello scultore, quello di una grande “Città mondiale”, destinata ad essere la sede internazionale di un perenne laboratorio di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia e della cultura. Andersen coltivava il sogno di una città ideale, fantastica e le opere custodite nel museo ne sono la testimonianza: “Vorrei fondare una grande e nuova città internazionale ove i più grandi eventi della civiltà umana si concentrino radunati da ogni luogo del mondo per riversarle, coordinate e diretti, in torrenti apportatori di progresso nel mondo intero”. L’artista credeva che l’arte e quindi anche la scultura potessero cambiare l’uomo, migliorare la società e la sua filosofia è racchiusa nell’opera, scritta nel 1913, dal titolo A world center of communication.
Appena entrati, al piano terra, le sale sono due, piene zeppe di opere: a colpirmi sono state in particolare le sculture dei cavalli, che osservati dal basso verso l’alto diventano ancora più imponenti, anche grazie al gioco di luci e ombre creato dai raggi che filtrano dalle finestre e una scultura intitolata “L’angelo della vita” o “Vita eterna”, in bronzo, dedicata al fratello dell’artista, Andreas, morto prematuramente. Ma davvero le opere sono tante e tutte meravigliose, impossibile sceglierne una, bisogna gustarle dal vivo.
Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30. E’ chiuso il lunedì. L’ingresso è gratuito, motivo in più per visitarlo al più presto.
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