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Ambiente e animali in Costituzione

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Tutti ne hanno scritto ma non si può dire che la notizia sia stata davvero al centro dell’attenzione. Eppure l’8 febbraio 2022 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge per inserire la tutela dell’ambiente tra i princìpi costituzionali.

Si tratta della terza modifica della Costituzione nella legislatura in corso. La prima, come è noto, ha ridotto il numero dei parlamentari, modificando gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Per la sua entrata in vigore, tuttavia, è stato necessario il referendum popolare del 20 e 21 settembre 2020. La seconda, nello scorso ottobre, intervenendo sul primo comma dell’articolo 58, ha abbassato da 25 a 18 anni l’età per eleggere i componenti del Senato della Repubblica.

Ora, vediamo più da vicino le novità introdotte dal provvedimento di qualche giorno fa.

In primo luogo, operando sull’art. 9, il legislatore ha introdotto un nuovo principio fondamentale. Da qualche giorno la nostra Carta recita:

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

L’altra modifica riguarda l’articolo 41, nella parte dedicata ai “diritti e doveri dei cittadini”, titolo III, nella sezione dedicata ai “rapporti economici”. Alcune integrazioni, evidenziate in grassetto, conferiscono ulteriori valenze alle affermazioni costituzionali.

“L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Il provvedimento ha ottenuto 468 voti a favore, 1 contrario e 6 astenuti. Il 3 novembre 2021 il Senato lo aveva già approvato con una maggioranza di oltre 2/3. Le dichiarazione post voto, ovviamente, sono state tutte improntate alla massima soddisfazione.

Di certo le novità sono rilevanti. La tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi entra tra i principi di rango costituzionale. In questo quadro le future generazioni assumono uno specifico rilievo. Lo Stato è chiamato a legiferare per la tutela degli animali. L’iniziativa economica privata non può recare danno all’ambiente e questo vincolo precede, addirittura, quelli relativi alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. L’attività economica pubblica e privata deve essere orientata anche a fini ambientali.

Se prendiamo sul serio queste affermazioni, e non possiamo fare diversamente, dobbiamo essere consapevoli che moltissimo deve cambiare nelle nostre scelte. La transizione ecologica assume un altro peso, l’inquinamento ambientale non può più essere tollerato, la lotta ai cambiamenti climatici non è rinviabile. Ma anche le migrazioni e le richieste d’asilo legate alle carestie e alla desertificazione dovranno essere giudicate con occhi nuovi.

Quando dovremo “scendere” dai principi costituzionali alle scelte legislative ci sarà ancora un consenso così ampio? Naturalmente lo speriamo ma è lecito supporre che la Corte Costituzionale avrà molto lavoro aggiuntivo.

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