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A margine dell’assalto alla CGIL

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I fatti sono ben noti. Sabato sera a Roma una frangia di manifestanti “no vax” ha devastato e saccheggiato la sede nazionale della Cgil in Corso d’Italia. Al momento gli arrestati sono 12. Tra loro Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente leader nazionale e responsabile romano del movimento di estrema destra Forza Nuova, Luigi Aronica – “Er Pantera” – esponente di spicco dei Nuclei Armati Rivoluzionari, già condannato a 18 anni di carcere, e Biagio Passaro, leader di “IoApro”. I capi di accusa sono danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Mentre l’assalto era ancora in corso sul sito di Forza Nuova veniva diffusa la notizia: «Roma in pieno caos, abbiamo occupato la Cgil». Subito dopo: «Ora direzione palazzo Chigi/Montecitorio».

Domenica a mezzogiorno il premier Draghi ha portato la solidarietà dell’Esecutivo al segretario della Cgil Maurizio Landini che ha così commentato: “Il presidente ha voluto segnalare la vicinanza dell’intero Governo e delle Istituzioni per evitare un passato che non vogliamo ritorni: un fatto non scontato ma particolarmente importante e significativo”.

Per esprimere indignazione contro l’azione squadrista e chiedere lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste Cgil, Cisl e Uil hanno programmato per sabato 16 ottobre a Roma, “una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia”.
Ormai sulla matrice fascista tutti concordano, anche la stessa Giorgia Meloni che ha dichiarato: “a Roma era Forza Nuova, certo, è una matrice fascista” – aggiungendo – “a Milano erano anarchici, una matrice antifascista, la violenza è sempre violenza o va condannata solo da una parte?”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Lega che si associa in una generica condanna della violenza, da qualunque parte provenga.

Molti esponenti di destra si sono affrettati a ricordare i crimini del comunismo (dai gulag alle foibe), le violenze dei NO TAV e dei Centri Sociali, il terrorismo rosso e quant’altro utile a sviare la discussione da un dato ineludibile: l’assalto alla sede della Cgil è un atto criminale, premeditato, organizzato da Forza Nuova e dagli estremisti di destra.

L’episodio è gravissimo, non va sottovalutato e merita una risposta tempestiva, ma – per fortuna –la tenuta democratica è ben salda e il Paese non corre alcun rischio. Tuttavia non avrei mai creduto possibile che la sede di un sindacato potesse diventare oggetto di attacchi violenti. Ma l’argomentazione – si fa per dire – di Castellino dal palco di Piazza del Popolo è stata chiara ed esplicita: il pericolo non viene dai manifestanti ma “dai palazzi del potere, dal mainstream, dal sindacato venduto”. Il “sindacato venduto”, dunque, è uno dei nemici del popolo “tradito”. L’argomentazione è tipicamente fascista e non lascia margini di dubbio. La reazione di tutta l’opinione pubblica deve essere fermissima e sarebbe auspicabile che anche la destra presente nelle istituzioni denunciasse con compattezza l’estremismo violento di Forza Nuova.

Allo stesso tempo non bisogna cadere in semplificazioni pericolose. Non è vero che tutti i manifestanti “no vax” siano violenti estremisti di destra, non è giusto che tutti coloro che non si sono vaccinati e manifestano il loro dissenso contro il green pass siano “condannati” senza appello. Non possiamo dimenticare che anche nell’azione di governo ci sono state incertezze e incongruenze. Ma, soprattutto, dobbiamo comprendere il disorientamento e il disagio sociale di larghi strati della popolazione. Il 15% dei lavoratori privati e il 5% dei dipendenti pubblici non sono ancora vaccinati. Vogliamo che siano “rappresentati” dall’estremismo di piazza o pensiamo sia necessario stabilire un dialogo? Se non sbaglio lo stesso Landini ha sostenuto che le ragioni di questi lavoratori vanno comprese e interpretate se vogliamo evitare lo scontro sociale. E, oggi, di tutto abbiamo bisogno meno che di lacerare ulteriormente il tessuto sociale e abbandonare tra le braccia della destra estrema strati della popolazione stremanti e privi di saldi punti di riferimento.

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