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Europei di calcio: pro e contro di una vittoria

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Gli azzurri ce l’hanno fatta!

Dopo oltre mezzo secolo, la squadra dell’allenatore Mancini è riuscita a realizzare un sogno per molti insperato, salire sul tetto del nostro continente portando a casa il titolo di campioni d’Europa. I primi 90 minuti, poi i supplementari e alla fine i rigori, che hanno tenuto con il fiato sospeso milioni di italiani prima dell’urlo liberatorio dopo la parata di Gigio Donnarumma, dichiarato il miglior giocatore degli Europei 2020.

Una giornata storica, se si considera che la vittoria è arrivata dopo 53 anni dall’ultima coppa europea vinta dall’Italia, ma soprattutto dopo tante sofferenze alle quali il nostro Paese è stato costretto nell’ultimo anno e mezzo a causa della maledetta pandemia.

Le lacrime degli italiani, finalmente, sono state di gioia. La sorpresa, l’entusiasmo, l’euforia hanno illuminato i volti e i sorrisi dei nostri calciatori, ma soprattutto dei tifosi che dal primo giorno non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza e il loro supporto alla Nazionale. Lo sport è “un’ascensore sociale”, ha commentato il presidente del Consiglio Mario Draghi ricevendo e premiando gli Azzurri. Ma soprattutto lo sport può e deve essere un veicolo di valori sani – fair play, rispetto, leale competizione – anche se a volte qualcuno se lo dimentica.

A pochi giorni dalla vittoria dell’Italia agli Europei, allora, vorrei provare a tracciare con voi un breve elenco di immagini positive e negative che probabilmente ricorderemo a lungo di questa caldissima domenica di luglio.

 Tra le istantanee che meritano un posto nella nostra memoria:

  • La composta esultanza del presidente Sergio Mattarella dopo il gol del pareggio di Bonucci. Una felicità elegante e degna di un capo di Stato che ai meno giovani avrà ricordato il presidente Pertini in occasione della vittoria dei Mondiali dell’82.
  • L’abbraccio tra Roberto Mancini e Gianluca Vialli. Due calciatori, due glorie del calcio italiano, ma soprattutto due amici di vecchia data che i lettori della mia generazione ricorderanno sulle stesse pagine degli album di figurine Panini degli anni 90 e che, dopo trent’anni, sanno entusiasmarsi ancora come dei bambini dopo il primo gol.
  • La dedica del capitano della Nazionale, Giorgio Chiellini, al calciatore della Fiorentina Davide Astori deceduto nel 2018.
  • Il patriottismo che noi italiani sappiamo rispolverare in occasione delle competizioni sportive e che, almeno per qualche ora, ci fa dimenticare i tanti problemi che purtroppo affliggono il nostro Paese rendendoci uniti e fieri di sventolare il tricolore.
  • Permettetemi di inserire in questo elenco anche il sorriso e l’educazione di un altro grande asso dello sport italiano, Matteo Berrettini, che nonostante il secondo posto al torneo di Wimbledon, ottenuto a poche ore dalla partita della Nazionale, ha fatto il tifo dal vivo per gli Azzurri, sugli spalti di Wembley, per poi salire sul pullman degli Azzurri per attraversare le strade di Roma e festeggiare con loro la vittoria dell’Italia.

Tra le immagini che ricorderemo e che, al contrario, non avremmo voluto vedere invece:

  • Il gesto decisamente poco sportivo compiuto dai calciatori inglesi di togliersi la medaglia un istante dopo averla ricevuta. Nello sport, si sa, ci sono vincitori e sconfitti, e un vero sportivo dovrebbe saper accettare la sconfitta mostrando maggiore rispetto per l’avversario.
  • Gli scontri fuori dallo stadio di Wembley e le aggressioni o gli insulti immotivati che si sono verificati nella capitale inglese ai danni degli italiani. Possibile che nel 2021 ci sia ancora chi sfoga la propria frustrazione con la violenza negli stadi?
  • Le brutte immagini dei nostri tifosi, quelli italiani, che hanno compiuto gesti di vandalismo ai danni di beni comuni o privati, che nulla hanno a che fare con i festeggiamenti di una vittoria, così come gli incidenti gravi e in alcuni casi mortali legati proprio agli eccessi di esultanza.
  • Gli assembramenti nelle piazze e sulle strade italiane. E’ vero, c’è una grande voglia di tornare alla normalità e di lasciarsi le restrizioni e i disagi della pandemia alle spalle. Ma non trovo corretto che ci siano ancora lavoratori costretti a fare sacrifici e a rinunciare completamente, o in parte, ai loro introiti in nome del distanziamento e della prudenza, per poi assistere a scene simili lungo tutto lo Stivale.
  • Gli sfotto e gli insulti, a volte anche sessisti e completamente fuori luogo, che gli italiani hanno rivolto agli avversari sulle pagine social. Festeggiare la propria squadra è un conto, insultare gli avversari o le istituzioni che li rappresentano è un altro. Mi chiedo, infatti, che colpa possa avere mai la regina d’Inghilterra – solo per fare un esempio – per essere insultata dai nostri connazionali?

Ma ora guardiamo avanti, i Mondiali 2022 ci aspettano!

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