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L’Ungheria di Orban adotta legge contro Lgbti

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È stata la famosa ONG Amnesty International a portare alla ribalta quanto avvenuto il 15 giugno scorso in Ungheria: il parlamento del Paese ha infatti adottato una proposta di legge apertamente e dichiaratamente anti Lgbti, vietando la diffusione di materiali divulgativi ed educativi sul tema ritenuti provocatori o addirittura promozionali. A presentare la proposta di legge è stato il partito del Premier Viktor Orban e il provvedimento è passato con 157 voti e 1 solo contrario.

Dei diversi tentativi del governo Orban di leggi contro la comunità Lgbti, abbiamo scritto più volte, come qui oppure qui.

Del tutto superfluo spiegare che i materiali oggetto di censura saranno quelli che, in qualsiasi modo, raffigurino relazioni sessuali e soprattutto consensuali tra persone dello stesso sesso con contenuti che “possano incoraggiare il cambiamento di genere dei minorenni”. Sic!

In base a questo testo, quindi, sarebbero censurate diverse pubblicità e anche diversi film molto popolari come “Il diario di Bridget Jones”, “Harry Potter” e “Billy Elliot” che, eventualmente, sarebbero trasmessi in seconda serata (ma siamo più propensi a credere che semplicemente non andranno in onda).

Anche Human Rights si schiera dichiarando che la legge è un attentato ai diritti Lgbti e David Vig, direttore generale di Amnesty International Ungheria ha dichiarato in una nota: «Oggi è una giornata nera per i diritti della comunità Lgbti e di tutta l’Ungheria. Come la famigerata “legge sulla propaganda” adottata anni fa in Russia, la norma adottata dal parlamento di Budapest produrrà ulteriore stigma nei confronti della comunità Lgbti e delle persone e dei gruppi loro alleati ed esporrà chi vive già in un ambiente ostile a una discriminazione ancora maggiore. Aggiungere questi emendamenti a una proposta di legge sulla violenza contro i minori ha rivelato l’intento del governo ungherese di associare la pedofilia alle persone Lgbti».

Lunedì sera scorso, oltre 5mila persone si erano radunate di fronte al palazzo dell’assemblea legislativa, in riva al Danubio, per protestare contro un testo che – sostengono – limita gravemente la libertà di espressione e i diritti dei bambini.

Anche Dunja Mijatovic, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, aveva invitato a «vigilare contro tentativi di introdurre misure che limitano i diritti umani o stigmatizzano alcuni membri della società».«Le organizzazioni per i diritti umani – ha ricordato – sostengono il diritto dei bambini a un’educazione sessuale completa, che verrebbe resa impossibile dalla censura sui temi Lgbti. La legge contrasta con gli standard internazionali ed europei».

Ha scritto inoltre in una nota l’eurodeputata ungherese Anna Donath del gruppo liberale Renew Europe: «Il gruppo a Bruxelles condanna la “putinizzazione dell’Ungheria da parte di Viktor Orban” e descrive la legge come una replica della legge russa in vigore dal 2013 che vieta la propaganda Lgbti e che, proprio come in Russia, diventerà uno strumento di molestia e discriminazione».

E ora siamo davvero curiosi di vedere se l’Unione Europea interverrà e in che modo, perché pare inammissibile che un Paese appartenente all’Unione Europea approvi certe leggi medievali.

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