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Che equazione ha la felicità?

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“Che rumore fa la felicità?”. Questa la domanda che qualche anno fa si ponevano i Negrita in un loro celebre successo. E’ una domanda la cui risposta è decisamente soggettiva: il suono di una voce, l’andirivieni delle onde, il frastuono di uno stadio in festa, il silenzio di una montagna. Per ognuno di noi, infatti, la felicità è una meta da raggiungere, durasse un momento o tutta la vita, ma nelle maniere più differenti.

L’amore, il lavoro dei propri sogni, un figlio, gli amici, una vacanza. Sicuramente sono tutti fattori che contribuiscono ad essere felici, ma in che misura resta decisamente legato alla sfera individuale di ognuno di noi. C’è chi ha le idee chiare in merito, chi non sa bene che strada intraprendere per essere felice e chi, addirittura, ne ha paura perché, una volta raggiunta, si rischia di perderla.

Seppure sia uno degli stati d’animo più belli, la felicità, come ogni sentimento, resta ancora un mistero per molti. Soprattutto la sua quantificazione. Quanto sei felice da uno a dieci? Sicuramente qualcuno ci avrà rivolto questa domanda almeno una volta nella vita o magari siamo stati noi stessi a porcela. E se abbiamo risposto 10, siamo sicuri che in futuro non arriverà un momento in cui quella soglia sarà superata e ci accorgeremo che forse non eravamo in realtà ancora arrivati al tetto massimo?

E se invece la felicità si calcolasse con un’equazione matematica? E se addirittura bastasse giocare con il cellulare per contribuire allo studio di chi sta tentando in un’impresa che appare alquanto bizzarra?
È quanto stanno facendo alcuni neuroscienziati della Yale University e della University College London che spiegano: “Il nostro obiettivo è sviluppare equazioni matematiche che spieghino come gli esseri umani prendono decisioni, descrivere i fattori che determinano sentimenti come la felicità e comprendere la relazione tra la felicità e le decisioni che prendiamo”. Prima di loro ci aveva già provato un ingegnere di Google elaborando una propria equazione. Questa volta, invece, il progetto è decisamente diverso perché ognuno di noi può collaborare alla ricerca.

Grazie a The Happiness Project è sufficiente scaricare gratuitamente un’app da Google Play o App Store e mettersi a giocare. E inutile dirvi che, una curiosa come me, non poteva sottrarsi all’esperimento. In realtà devo confessarvi che, al di là dei questionari, i primi giochi a disposizione mi hanno lasciato un po’ perplessa perché davvero non riesco a comprendere quale possa essere la correlazione tra gli stessi e la felicità.

Sicuramente i ricercatori avranno le idee più chiare in merito e allora, come sempre, è giusto affidarsi agli esperti e sperare che davvero tale ricerca possa aiutare, in futuro, chiunque di noi ad ascoltare forte e chiaro il rumore della felicità.

Il direttore

Spettacolo di musica a cura di Pooh e dintorni
Duncan tra Kenya e Italia

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