Portale di economia civile e Terzo Settore

Presunta truffa sulla passata con pomodoro non italiano al 100%

21

Una vera e propria bufera si è abbattuta su un marchio storico della passata di pomodoro: si tratta di Petti che ha subito un maxi sequestro per la sua passata con pomodoro dichiarato al 100% italiano.

L’operazione denominata “Scarlatto” ha rivelato numeri da capogiro e ha fatto scoprire quella che – se le accuse verranno confermate – una delle più grandi frodi alimentari degli ultimi tempi. Perché nella realtà i pomodori utilizzati pare non fossero affatto tutti italiani, ma di provenienza da Paesi extra UE.

I numeri sui quali si indaga sono questi:

  • 4.477 tonnellate di pomodoro, per lo più confezioni di conserve (3.500 tonnellate), già falsamente etichettate;
  • il resto (977 tonnellate) era prodotto semilavorato e concentrato di pomodoro di provenienza estera (extra-Ue), in fusti e bidoni.

Nell’ambito dell’inchiesta sono state indagate 6 persone per frode in commercio e il valore commerciale di questi prodotti ammonterebbe ad almeno 3 milioni di euro.

Stando agli inquirenti, i prodotti sarebbero stati falsamente etichettati come “pomodoro 100% italiano” o come “pomodoro 100% toscano” ed è stato eseguito un sequestro – a seguito di un decreto di perquisizione – da parte del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare presso lo stabilimento e il deposito della Italian Food Spa – Gruppo Petti, in provincia di Livorno.

Restando assolutamente grati ai Carabinieri che operano per la Tutela Agroalimentare, non possiamo impedirci di correre con la mente all’antica abitudine (non del tutto scomparsa, fortunatamente) della preparazione in casa della salsa di pomodoro. Non solo un’abitudine molto diffusa sul nostro territorio, ma un vero e proprio rito che univa mamme, nonne, zie e le vicine più affiatate in giornate di lavoro frenetico, di canti, pettegolezzi e complicità tutti al femminile. Per non parlare, poi, dell’accurata sterilizzazione dei barattoli in cui veniva inserita la passata, vasi che poi veniva lasciati raffreddare sino al giorno dopo. Certo, non venivano sterilizzati in autoclave, ma il risultato era esattamente uguale.

Ora non c’è più tempo per queste belle tradizioni, la vita corre frenetica ed è più semplice acquistare al supermercato la passata. A patto che sia prodotta da persone serie e coscienziose che pratichino la trasparenza in etichetta.

"Lezione/spettacolo di musica" a cura del Maestro Fabio D'Orazio
Parchi inclusivi grazie a UILDM

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...