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Nuova Zelanda: belle novità nel nuovo Parlamento

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Non capita spesso di poter annoverare qualche avvenimento politico tra le buone notizie. Eppure questa volta è proprio così. Parliamo delle “lezioni” che arrivano dalla Nuova Zelanda.

A seguito delle recenti elezioni, il nuovo Parlamento neozelandese è composto per quasi il 50% da donne e per il 10% da esponenti della comunità Lgbtq. Nel gruppo del Partito Laburista, che ha ottenuto il 49% dei consensi e 64 seggi su 120, le donne raggiungono il 55% e i deputati maori sono 16. Le donne nel gruppo parlamentare del Partito dei Verdi rappresentano il 70%.

Jacinda Arden, quarantenne, presiede il nuovo governo composto da 20 ministri. Vice Premier è Grant Robertson, già Ministro delle Finanze, apertamente gay. Al Ministero degli Esteri è stata designata una maori, Nanaia Mahuta, 50 anni, la prima donna eletta in Parlamento a esibire un moko kauae, cioè un tatuaggio tradizionale sul mento, una sorta di disegno sacro, che contiene informazioni sull’ascendenza, la storia e lo status di una persona. Da non dimenticare che anche il precedente ministro degli Esteri, Winston Peters, è maori.

Nanaia Mahuta, discendente della defunta regina Maori, Te Arikinui Te Atairangikaahu, e parente dell’attuale re Maori, Kingi Tuheitia, ha una consolidata esperienza politica, avendo in precedenza ricoperto i dicasteri dello sviluppo dei Maori, del governo locale, delle dogane e dello sviluppo giovanile.

I rappresentanti di tutti gli schieramenti politici neozelandesi si sono congratulati con Mahuta. L’ex leader del Partito Nazionale (centrodestra) Simon Bridges, ha dichiarato: «È un momento importante a livello internazionale e tu sarai grande». Golriz Ghahraman del Partito dei Verdi, trentanovenne nata in Iran e rifugiata in Nuova Zelanda, ha definito la nomina un passo importante verso la “decolonizzazione” del Paese negli affari Esteri.

«Questo governo si basa sui meriti, ma sono anche orgogliosa che appaia incredibilmente diverso», ha detto la Premier Arden, aggiungendo: «Riflette la Nuova Zelanda che lo ha eletto».

Significativa anche la dichiarazione del neo Vice Premier: «Ricevo ancora molte mail e messaggi da giovani gay, lesbiche, bisessuali e transgender che si rapportano a noi, perché rappresentiamo un modello, la possibilità di poter raggiungere cariche del genere. Quindi continuerò a fare il mio lavoro nel modo in cui l’ho fatto, e ne sono molto orgoglioso».

Un’ultima notazione politica. La Arden, nonostante avesse i numeri per governare da sola, ha offerto ai Verdi due ministeri per lavorare insieme sui temi del clima, dell’ambiente e del benessere dell’infanzia. In proposito, durante la cerimonia d’insediamento, ha dichiarato: «Con i Verdi siamo d’accordo sul fatto che in realtà non dobbiamo essere d’accordo». Rarissimo esempio di saggezza e maturità politica.

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