Portale di economia civile e Terzo Settore

Cesvi: maltrattamento infantile, primo indice regionale in Italia

20

Nel nostro Paese sono circa 6 milioni, tra bambini e adulti, i soggetti vittime di maltrattamento. Una stima tuttavia parziale dal momento che quello della violenza sui minori è un fenomeno non ancora adeguatamente studiato su scala nazionale. Si tratta in ogni caso di dati allarmanti quelli che confluiscono ne “L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia“, presentato da Cesvi in occasione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #LiberiTutti.

Il primo dato macroscopico dello studio è il divario che si evidenzia tra Nord e Sud del Paese. Le regioni con più problematiche e condizioni sfavorevoli per i bambini si riscontrano in Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise. A rischio sono però anche il Lazio e l’Abruzzo. Al contrario, si rileva un livello più alto di benessere in Emilia Romagna, in Veneto, nel Friuli-Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige.

Parliamo di uno studio condotto con una certa scrupolosità che offre una chiave di lettura delle principali determinanti sociali, demografiche, economiche, sanitarie e sociali e, al tempo stesso, analizza i fattori di rischio e di vulnerabilità al maltrattamento nell’infanzia e li sintetizza attraverso un indicatore che propone una classifica decrescente tra le regioni italiane a partire da quelle che presentano sia minori rischi di maltrattamento per l’infanzia sia un sistema di politiche e di servizi territoriali adeguato a contrastare e prevenire il problema.

In evidenza nell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia ci sono naturalmente tutti quei fattori di rischio in grado di dare luogo al maltrattamento dei bambini nelle loro famiglie come la povertà, un livello non adeguato di istruzione da parte dei genitori, l’uso di sostanze stupefacenti e alcol, la disoccupazione e altri fenomeni correlati. Preso atto di questi parametri, lo studio ha rilevato la capacità dei servizi territoriali di proporre un intervento adeguato sia in termini di prevenzione che di cura al disagio.

Così commenta Daniela Bernacchi,  CEO&General Manager Cesvi: «Nel quadro delle emergenze sociali, il maltrattamento dei bambini è il fenomeno forse peggiore, non solo per la sproporzione di forze tra il maltrattante e il maltrattato e per il tradimento della fiducia che i più piccoli ripongono negli adulti, ma anche per le conseguenze che si producono sulla salute dei maltrattati nel medio-lungo termine, sul loro equilibrio psico-fisico e, più in generale, su tutta la società. Gli ex bambini maltrattati sono gli adulti di oggi che vivono sopportando un pesante fardello di dolore che influenza il loro modo d’essere, e spesso scaricano sui figli il proprio disagio. Si viene a generare così un circuito vizioso di trasmissione intergenerazionale, che solo un intervento esterno, quale ad esempio quello dei servizi pubblici, può interrompere».

È l’ambiente domestico il luogo in cui i bambini vengono maltrattati con più frequenza: tra il 60% e il 70% dei bambini tra i 2 e i 14 anni di età ha subito episodi di violenza proprio in casa. Un dato a cui va aggiunto quello relativo alla trascuratezza: in tutto il mondo il 16,3% dei bambini è vittima di negligenza fisica e il 18,4% di trascuratezza emotiva. Le conseguenze di questo stato possono tradursi in un ritardo nel raggiungimento della crescita con disturbi dell’apprendimento o anche con un comportamento di eccessiva ricerca di affetto e conferme da parte di estranei oppure con una forte chiusura verso il mondo esterno.

 «Attraverso questo Indice regionale – spiega Daniela Bernacchi – vogliamo riportare l’attenzione su una serie di misure da adottare, tra cui la necessità di dare vita a una Legge Quadro Nazionale sul maltrattamento dell’Infanzia creando strumenti normativi e amministrativi che facilitino la costruzione di politiche intergenerazionali di prevenzione del maltrattamento dei minori. A ciò si aggiunge l’importanza di destinare risorse specifiche alla prevenzione e alla cura di questo fenomeno e di migliorare l’efficacia e l’efficienza della distribuzione delle risorse già esistenti».

È possibile offrire il proprio sostegno alla causa: la campagna #Libertutti – a cui si può contribuire dal 1 al 10 giugno con un sms da 2 euro o chiamata da rete fissa da 5 o 10 euro al 45535 – mira a sostenere la rete IoConto di Cesvi attiva con un programma di prevenzione e cura nelle città di Bergamo e provincia, Napoli (VII municipalità) e nell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina con un coordinamento tra Roma e Rieti.

Le attività prevedono spazi d’ascolto per bambini e ragazzi, interventi specialistici per la cura del trauma, supporto ai genitori in condizioni di vulnerabilità, rafforzamento del ruolo protettivo della comunità e formazione di operatori specializzati. I partner locali sono rispettivamente il Consorzio Fa, la cooperativa sociale Il Grillo Parlante e l’Associazione Bambini nel Tempo.

Il valore della donazione è di 2 euro per ogni SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. È di 5 euro per le chiamate da rete fissa PosteMobile, TWT e Convergenze, e 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.

"E Adesso": un film per combattere le discriminazioni
Amnesty International denuncia le repressioni in Nicaragua

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...