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Così il piombo sta uccidendo centinaia di innocenti a Kabwe

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Kabwe, Zambia, Africa centro-meridionale: una miniera di piombo chiusa da 20 anni sta causando quella che presto potrebbe rivelarsi qualcosa di molto simile a una tragedia per la popolazione locale.

Chiusa nel 1994, la miniera di proprietà governativa ha iniziato a rilasciare pericolosissime particelle di piombo sul suolo che presto hanno raggiunto i centri abitati. Ciò che lascia alquanto perplessi è la mancanza di una più che auspicabile opera di bonifica dopo la chiusura del centro, misura che avrebbe senz’altro evitato quanto oggi si sta verificando.

Già nel 2011, un’indagine svolta dalla Banca Mondiale aveva messo in luce quanto a Kabwe – popolata da circa 300.000 abitanti e non troppo distante dalla capitale dello Zambia, Lusaka – fosse stato fatto davvero troppo poco per la tutela della popolazione. Lo stesso studio ha fatto notare come, tanto per fornirci un’idea dell’assurdità della situazione, il concentrato di piombo nel suolo fosse almeno dieci volte maggiore dei livelli di sicurezza statunitensi.

Il perché è semplice da individuarsi: quando la miniera era in funzione non vigevano norme che regolamentassero le emissioni.

Di qui, nel tempo, qualcosa che potremmo paragonare facilmente ad un triste contagio. Il rapporto è raggelante quando spiega che «il livello di piombo nel sangue dei bambini è risultato essere sopra al livello di sicurezza di 5 microgrammi per decilitro di sangue. Nella maggioranza sono stati registrati 45 microgrammi per decilitro, un livello che causa danni cerebrali, epatici e uditivi, mentre in 8 casi il valore registrato è risultato addirittura superiore ai 150 microgrammi per decilitro, punto in cui la morte è il risultato più probabile».

Altresì facilmente intuibile perché siano bambini e neonati le vittime principali di tale disastro: giocano all’aperto, sono a contatto con il suolo, ingeriscono con facilità ciò che trovano a terra, portano le mani alla bocca.

Un successivo rapporto datato 2014, dal nome Copperbelt environment project, dice a chiare lettere che il 75% dei bambini osservati a Kabwe necessitano di «un’urgente terapia chelante per rimuovere i metalli o i minerali dal corpo».

Sono gli effetti a lungo termine derivanti dall’esposizione al piombo a destare la preoccupazione maggiore, come spiega Ireen Chipili, responsabile di comunicazione e informazione dell’Environmental management agency dello Zambia.

Ma stiamo parlando di un Paese in cui vivono moltitudini di disperati che scelgono di rischiare la propria vita pur di garantirsi quel po’ di denaro necessario alla sopravvivenza, sicché sono in molti ad improvvisarsi minatori abusivi, alla ricerca di metalli che poi vengono venduti sul mercato nero. Nonostante, come abbiamo detto, non esista di fatto neanche la parvenza di una legge, di una regolamentazione, è un fatto frequente che questi minatori vengano arrestati dalla polizia locale e poi costretti a pagare multe nient’affatto irrisorie.

Un quadro tragico, quello di Kabwe, aggravato – come se ce ne fosse bisogno – dal pensiero del sindaco locale Prince Chileshe che, incomprensibilmente, ha dichiarato: «L’avvelenamento da piombo non è un vero problema per Kabwe in quanto non è diffuso, né grave come affermano alcuni rapporti. Solo quattro aree del nostro distretto sono risultate positive a livelli preoccupanti di piombo».

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