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L’hospice pediatrico di Renzo Piano, una casa sull’albero per i bambini malati

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Sarà l’hospice pediatrico più innovativo d’Italia, in grado di accogliere 14 pazienti e le loro rispettive famiglie su un terreno di 4.500 metri quadri non lontano dall’ospedale Bellaria di Bologna. Si tratta di un progetto firmato dall’archistar Renzo Piano e pensato per i bambini affetti da malattie rare o incurabili e vedrà la luce grazie alla Fondazione hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli che provvederà anche a scegliere e formare il personale medico e sanitario.

La bellezza del progetto dell’hospice pediatrico, oltre al nobile scopo, sta nella sua originalità: il noto architetto Renzo Piano ha infatti pensato la struttura con estrema fantasia, in modo da regalare ai piccoli pazienti qualcosa di unico. E ci è riuscito. Si tratterà infatti di una struttura sospesa che permetterà ai bambini di vivere in una casa sugli alberi, tra le emozioni uniche che si possono percepire in un bosco, come il gioco di luci e colori che solo la natura sa regalare o i suoni e i silenzi tipici di un ambiente verde e incontaminato.

L’hospisce pediatrico è stato infatti pensato proprio per cercare di donare un po’ di sollievo e distrazione rispetto alla sofferenza di chi sta combattendo contro malattie rare o inguaribili che richiedono tempi di assistenza molto lunghi e complessi. Per questo l’edificio, nel suo insieme, sarà il più accogliente possibile, pensato a misura di bambino con all’interno una palestra e una piscina per l’idroterapia. Ovviamente, trattandosi di una struttura sospesa, l’edificio sarà ecosostenibile e il tetto, coperto da pannelli fotovoltaici, garantirà il 20% del fabbisogno energetico grazie al solare. Spazi per giocare intorno a un giardino-patio, vetrate opache per permettere ai piccoli di guardare fuori e trovarsi alla stessa altezza degli alberi che circonderanno il luogo.

I lavori cominceranno a partire dall’autunno di quest’anno ma affinché il centro risulti operativo occorrerà attendere 3 o 4 anni in base a quanto dichiarato. Spiega Renzo Piano: «In questo progetto la scienza medica si allea con quella umana, che è poi l’essenza dell’umanesimo. La prima deve alleviare le pene, la seconda mettere i bambini a contatto con la bellezza, fatta dello stare assieme, di musica, di colori, di gioco».

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