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Infusione di staminali nervose a un malato di sclerosi multipla, è la prima volta nella storia

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Sta bene il primo paziente al mondo affetto da sclerosi multipla ad aver ricevuto un trapianto di staminali neurali, o nervose, allo scopo di porre rimedio ai danni a carico del sistema nervoso che sono caratteristici della malattia.

Si tratta di un intervento mai effettuato prima nella storia della medicina, il primo, peraltro, di una serie che ne prevede altri 11. Si svolgeranno tutti al San Raffaele di Milano dopo essere stati ampiamente spiegati al congresso dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e della sua Fondazione Fism (Federazione delle società medico-scientifiche italiane).

La squadra medica, guidata dal professor Gianvito Martino, direttore scientifico del San Raffaele e capo Unità di ricerca in Neuroimmunologia, aveva dimostrato l’efficacia della terapia a partire dai topi. Con la somministrazione del preparato si notava nei roditori una parziale ricostruzione della guaina mielinica ma anche un’importante riduzione dell’infiammazione correlata alla diminuzione dei sintomi tipici della sclerosi multipla.

Perché? Semplice. Le staminali sono strategiche sotto due punti di vista: da una parte liberano sostanze in grado di proteggere in modo diretto i tessuti danneggiati, dall’altra producono nuova mielina che va quindi a sostituirsi a quella danneggiata.

Dati gli ottimi risultati scientifici ottenuti sui topi, si è riusciti nel tempo ad applicare la stessa soluzione su un essere umano e la prima infusione, andata bene, risale a venerdì scorso. A proposito di questo nuovo passo avanti della scienza medica, il professor Martino spiega: «L’obiettivo, trattandosi del primo studio del genere, è testare sicurezza e tollerabilità del trattamento, non la sua efficacia. Per questo coinvolge pochi pazienti selezionati». D’altronde sono serviti 10 lunghi anni di duro lavoro e ricerca per aiutare a questo punto, grazie soprattutto al costante supporto di Fism e Aism. Proprio il presidente Fism, Mario Alberto Battaglia, dichiara: «Siamo stati pionieri nella ricerca di terapie basate sulle staminali e nel 2000, quando ancora non si investiva in questo campo, noi ci abbiamo creduto finanziando il percorso di ricerca. La scienza ci ha dato ragione».

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