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Protezione per le bambine, una priorità del G7 di Taormina

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In occasione del prossimo G7 che si terrà a Taormina il 26 e il 27 maggio, si affronteranno temi di grande attualità e problemi da risolvere di una certa urgenza. Primo fra tutti, quello legato allo stato dei diritti dei bambini del mondo, così come anche a quello delle donne e dei migranti. Fa sapere Helle Thorning-Schmidt, direttore generale di Save the Children International: «Il mondo ha compiuto enormi passi in avanti per proteggere i bambini e garantire i loro diritti fondamentali ma sono ancora milioni coloro a cui il futuro continua a essere negato, semplicemente perché sono bambine e ragazze. Per questo guardiamo al G7 come a un’opportunità unica per accelerare i progressi realizzati per assicurare che i più vulnerabili abbiano accesso all’educazione, alla salute, alla nutrizione e alla protezione, partendo proprio dalle bambine e dalle ragazze, che sono le più esposte al circolo vizioso della povertà e della mancanza di opportunità».

Abbiamo più volte affrontato il discorso delle problematiche legate allo stato dei diritti dei minori nel mondo, a cominciare da quelli basilari come l’alimentazione, l’istruzione, l’accesso alle cure, solo per citarne qualcuna. Stando ai dati che riporta Save the Children, c’è da inorridire: ogni 7 secondi una bambina con età inferiore ai 15 anni viene data in sposa a uomini molto più grandi, è l’orrore delle spose bambine, pratica che ci si impegna a contrastare ma con risultati piuttosto deludenti e che reca con sé un effetto domino implacabile. Circa 70.000 ragazze muoiono ogni anno a cause delle complicazioni riportate durante la gravidanza; i bambini che invece riescono a sopravvivere presentano un rischio molto elevato (del 50%) di morire pochi giorni dopo essere venuti al mondo, senza contare l’alta probabilità di andare incontro a carenze alimentari e malnutrizione, discorso valido tanto per le madri quanto per i piccoli.

Un dramma che si aggrava con l’accesso all’istruzione, negato alla donne nella maggioranza dei casi. Sono 62 milioni le ragazze a cui non viene concessa alcuna scolarizzazione. Appare lampante come, se un diritto fondamentale per il mondo Occidentale venisse esteso anche altrove, molte delle piaghe di cui i minori sono vittime, sarebbero enormemente più affrontabili.

Per quanto riguarda i migranti, Save the Children, in occasione del prossimo G7, chiederà l’attuazione degli impegni presi nella Dichiarazione di New York sui Rifugiati e i Migranti, documento con il quale si voleva garantire il rispetto dei diritti umani per tutti i rifugiati, compresi i minori,  e con un’attenzione particolare alle bambine e alle ragazze. Più specificamente, l’Organizzazione chiederà la fine delle detenzioni minorili in quanto migranti e il diritto all’accesso scolastico nei Paesi in cui approdano.

Una misura che l’Italia ha già preso con una legge (leggi l’articolo), mentre per quanto riguarda gli altri Paesi d’Europa non si è ancora legiferato in tal senso. Save the Children, inoltre, mette in guardia proprio sul pericolo in cui incorrono le ragazze, rispetto ai coetanei maschi, in quanto prede più facili da catturare per figuri senza scrupoli che poi le vendono come fossero merce, le espongono ai rischi della schiavitù, della prostituzione, della criminalità in generale.

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