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Orti solidali: a Cosenza sono la seconda casa per gli anziani

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In ogni parte d’Italia vi sono storie di integrazione, solidarietà, ma soprattutto di condivisione. Questa è una di quelle. Nel centro della città di Cosenza, precisamente in viale Marconi, non vi meravigliate se trovate un gruppo di anziani, provvisti di zappe, rastrelli e stivali di gomma, intenti a coltivare pomodori, zucchine, fragole e melanzane in un piccolo appezzamento di terra. Si tratta del progetto “Orti solidali” dell’Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà (ANTEAS) di Cosenza e finanziato da UniCredit Foundation.

Gli orti, assegnati in maniera del tutto gratuita agli over 65 che ne hanno fatto esplicitamente richiesta, sono nati con il duplice scopo: da una parte quello di combattere la marginalità e l’esclusione sociale degli anziani e dall’altra parte dare un piccolo sostegno al reddito per le famiglie coinvolte.

Come dichiara il presidente dell’ANTEAS di Cosenza, Benito Rocca: «Sono 67 gli orti coltivati nello spazio verde della Città dei Ragazzi, 15 sono stati realizzati a Castrolibero e altri 40 sono stati, recentemente, allestiti nei terreni dell’istituto agrario».

Nello spazio verde in cui si trovano gli orti, è stata realizzata anche un’area picnic e un forno in paglia e argilla. Inoltre sono state allestite due casette di legno, di cui una destinata agli attrezzi di ogni contadino e una vasca per il compostaggio.

Tra il gruppo di anziani c’è il sessantanovenne Giuseppe, impiegato postale in pensione, che ha abbandonato la sua passione per le carte per dedicarsi completamente alla cura dell’orto. C’è Franco, pensionato statale da sedici anni, alla sua prima esperienza da ortolano, che non nasconde la sua soddisfazione per aver coltivato pomodori da un chilo e cento grammi. Per lui l’orto è un modo utile di trascorrere il tempo e portare a casa i frutti del lavoro oltre che per socializzare insieme ad altri coetanei. E poi c’è Maria che considera l’orto come un figlio da prendersi cura e che ritiene gli altri ortolani come una seconda famiglia.

 

 

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