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Save the Children: “Le reti degli europei loro le hanno viste tutte”

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In occasione dei Campionati europei di calcio 2016, Save the Children ha lanciato l’ennesima campagna di sensibilizzazione per ricordare all’Europa la necessità di accoglienza dei migranti, provenienti da scenari di guerra di inaudita violenza. Le vittime principali, in questi casi, sono prima di tutto i bambini.

Le reti degli europei loro le hanno viste tutte”, questo il messaggio di denuncia sociale della nota Organizzazione che attraverso la foto vuole attirare l’attenzione di tutti sulle numerose barriere che l’Europa ha eretto scegliendo di proteggere i propri confini a dispetto dell’incolumità della vita dei bambini. Di qui, l’invito, rivolto ai tifosi e a tutti i cittadini, di cogliere l’occasione dell’attuale manifestazione sportiva per mostrare solidarietà ai minori in fuga dalle guerre, offrendo loro aiuto e protezione.

Molto dura la dichiarazione di Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia: «Ogni bambino o adolescente che giunge in Europa dovrebbe avere accesso a un sistema organico di accoglienza e protezione condiviso da tutti Paesi membri dell’Unione. I Paesi europei, invece, sono chiusi nel proprio egoismo, affrontando il tema delle migrazioni e dell’asilo in modo frammentario». E, continua lo stesso direttore generale dell’Organizzazione: «Sono stati alzati muri e reticolati che hanno esposto proprio i più vulnerabili, che sono i bambini e soprattutto quelli non accompagnati, a gravi rischi di violenza o sfruttamento, bloccati per mesi in campi improvvisati con condizioni umanitarie inaccettabili, o addirittura rinchiusi in veri e propri centri di detenzione. Questo avviene sotto gli occhi di tutti, tradendo l’identità e la storia stessa dell’Europa, in violazione dei diritti di ogni essere umano e in particolare dei più piccoli, e del principio inderogabile di protezione e accoglienza per chi fugge da violenze o persecuzioni».

Ciò che Save the Children vuole sottolineare è fondamentalmente l’incapacità o la non volontà da parte dell’Europa a considerare i bambini prima di tutto come tali, indipendentemente dalla loro condizione di migranti. La mancanza di questo presupposto ha consentito di alimentare i malaffari dei trafficanti intenti ad attraversare il Mediterraneo, nel quale molte troppe vite sono andate perdute.

Altro aspetto fondamentale per il quale Save the Children si batte da anni è quello legato al ricongiungimento familiare, insistendo sul fatto che le procedure dovrebbero essere più rapide e fornire una risposta immediata alla condizione dei bambini. Le tempistiche sono decisamente troppo lente, le modalità confuse, al punto da ostacolare il reinsediamento. I meccanismi di responsabilità condivisa dovrebbero, pertanto, essere applicati in maniera adeguata in modo tale che tutti gli Stati membri possano rispettare gli impegni presi.

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