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Prove INVALSI e bisogni educativi speciali (BES)

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Tra i molteplici aspetti della responsabilità sociale della scuola certamente il rapporto con gli allievi con particolari bisogni educativi (BES) rappresenta uno dei campi di maggior impegno. I risultati sono interessanti. L’impegno di molti istituti scolastici è assolutamente straordinario.

Naturalmente non mancano anche casi in cui la scuola fa difficoltà a organizzare servizi e attività adeguati ai bisogni. Tuttavia i problemi più gravi sono al di fuori della scuola, nell’organizzazione dei servizi alla persona e, più che mai, nell’inclusione lavorativa, dove sembra mancare qualsiasi strategia di supporto alle fasce svantaggiate, vanificando così l’investimento che genitori e docenti fino a quel momento hanno portato avanti.

Tuttavia oggi vorremmo prendere in esame un aspetto particolare del rapporto con i BES, in particolare quello che riguarda la loro partecipazione al test INVALSI. Preliminarmente un chiarimento. L’INVALSI è l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione. Da oltre 10 anni gestisce un test per italiano e matematica che, ad inizio maggio, viene somministrato agli alunni di seconda e quinta elementare, terza media e seconda superiore.

Paolo Mazzoli, direttore generale dell’Invalsi, spiega così la sua funzione: “Innanzitutto fornire alla cittadinanza e ai decisori politici i dati generali sul funzionamento della scuola, in particolare il grado di competenze raggiunto dagli studenti in due grandi aree: la comprensione di un testo e la padronanza della matematica in situazioni concrete. Il secondo obiettivo è quello di fornire alle scuole i dati elaborati, in modo che siano possibili valutazioni sul piano didattico, confronti e migliorie”.

Va chiarito che il giudizio non riguarda in alcun modo gli studenti, considerando che i risultati sono anonimi; la valutazione piuttosto riguarda l’istituto scolastico che può paragonare i suoi esiti con quelli degli altri istituti, avendo a riferimento i dati nazionali.

Questo test viene somministrato anche ai ragazzi che presentano qualche difficoltà? L’INVALSI anno per anno fornisce proprie linee guida cercando di definire, per ciascuna tipologia di particolare bisogno educativo quale sia il comportamento da tenere. L’approccio complessivo tende a coinvolgere, per quanto possibile, tutti gli allievi nelle prove INVALSI, a riprova di un atteggiamento complessivamente inclusivo. Ma, come i lettori avranno modo di vedere, in molti casi è soltanto il dirigente scolastico della singola scuola a poter assumere una decisione pienamente consapevole, in relazione alle reali condizioni del singolo allievo.

Di seguito proponiamo la Nota sullo svolgimento delle prove INVALSI 2015-2016 per gli allievi con bisogni educativi speciali consultabile in originale alla relativa pagina web. Chi, inoltre, volesse porre a confronto le indicazioni fornite per l’anno scolastico in corso con quelle fornite per il 2014 e per il 2012/2013 può consultare le pagine di seguito indicate: clicca qui oppure qui.

Premessa

A titolo di premessa generale, si informa che la presente nota si riferisce solo ed esclusivamente alle prove INVALSI previste per il mese di maggio 2016 (classe II e V scuola primaria, classe II scuola secondaria secondo grado). In particolare, per la partecipazione degli studenti con Bisogni educativi speciali alle prove INVALSI di maggio si rimanda alla tabella riportata di seguito:

      Svolgimento prove INVALSI Inclusione dei risultati nei dati di classe e di scuola Strumenti compensativi o altre misure Documento di riferimento
BES Disabilità certificata ai sensi dell’art. 3 c. 1 e c. 3 della legge 104/1992 Disabilità intellettiva Decide la scuola NO Tempi più lunghi e strumenti tecnologici (art.16, c. 3 L.104/92) Decide la scuola PEI
Disabilità sensoriale e motoria SÌ(c) Decide la scuola PEI
Altra disabilità Decide la scuola NO(b) Decide la scuola PEI
Disturbi evolutivi specifici (con certificazione o diagnosi) DSA certificati ai sensi della legge 170/2010(d) Decide la scuola SÌ(a) Decide la scuola PDP
PDP Diagnosi di ADHD – Borderline cognitivi – Altri Disturbi evolutivi specifici SÌ(a) Decide la scuola PDP
Svantaggio socioeconomico linguistico e culturale   NO  

  • A condizione che le misure compensative o dispensative siano concretamente idonee al superamento della specifica disabilità o dello specifico disturbo.
  • Salvo diversa richiesta della scuola.
  • A condizione che i dispositivi e gli strumenti di mediazione o trasduzione sensoriale (ad esempio, sintesi vocale) siano concretamente idonei al superamento della specifica disabilità sensoriale.
  • Sono ricompresi anche gli alunni e gli studenti con diagnosi di DSA in attesa di certificazione.

Per la Prova nazionale prevista nell’ambito dell’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, invece, si rinvia a quanto previsto dalla normativa vigente.

Si sottolinea che le prove INVALSI (II e V primaria e II secondaria di secondo grado) non sono finalizzate alla valutazione individuale degli alunni, ma al monitoraggio dei livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico, nel suo insieme e nelle sue articolazioni. Ciò consente di trovare con maggiore facilità le soluzioni più idonee per garantire, da un lato, la più larga inclusione possibile di tutti gli allievi nelle prove INVALSI e, dall’altro, di consentire il rispetto del protocollo di somministrazione delle prove, garanzia della loro affidabilità e attendibilità.

Le esigenze degli allievi con particolari bisogni educativi sono, per loro natura, molteplici e difficilmente individuabili a priori in modo completo ed esaustivo. Da ciò discende che la valutazione del singolo caso può essere effettuata in modo soddisfacente solo dal Dirigente scolastico che conosce esattamente la situazione del singolo studente e, pertanto, può adottare tutte le misure idonee per coniugare, da un lato, le necessità di ogni allievo con bisogni educativi speciali e, dall’altro, il regolare svolgimento delle prove per gli altri studenti, senza che per questi ultimi venga modificato il protocollo di somministrazione standard che è garanzia fondamentale per assicurare l’affidabilità delle rilevazioni INVALSI.

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2 Comments
  1. Leonardo Barzocchi says

    Uno de gli argomenti che mi sta più a cuore come insegnante, trovo il vostro articolo molto interessante e ricco di spunti, questo tipo di chiarezza, a mio modesto parere, contribuisce non poco a rendere limpida l’intricata matassa legata a questo tipo di disturbi ed io stesso ho scritto un piccolo contributo su questo che spero possa aiutare a fare chiarezza e ad aiutare colleghi a capire. Buona serata. http://didatticapersuasiva.com/didattica/cosa-sono-i-bisogni-educativi-speciali/

    1. Antonella Luccitti says

      Grazie mille.

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