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Dichiarazione dei redditi: a chi destinare l’8, il 5 e il 2 per mille

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Si stanno inesorabilmente avvicinando le scadenze per la presentazione della Dichiarazione dei Redditi per l’anno 2015 e, forse, viene dimenticato che è possibile intervenire con una firma alla destinazione di fondi diversi calcolati sulla propria dichiarazione. Ma quali sono le possibilità a disposizione del contribuente? Ecco una breve sintesi per fare chiarezza.

L’8 per mille venne istituito nel 1985, a seguito della revisione – nel 1984 – dei Patti Lateranensi del 1929. Di fatto sostituisce la congrua che lo Stato Italiano versava alla Chiesa Cattolica in risarcimento dei beni confiscati e per il sostentamento dei sacerdoti. In seguito è stato concesso ad altre confessioni religiose di partecipare all’attribuzione dell’erogazione.

Attualmente si può quindi scegliere di destinarlo alle seguenti istituzioni:

  • lo Stato;
  • la Chiesa Cattolica;
  • l’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno;
  • le Assemblee di Dio;
  • la Chiesa Evangelica Luterana;
  • la Chiesa Evangelica Valdese;
  • la Sacra Arcidiocesi Ortodossa;
  • l’Unione delle Comunità Ebraiche;
  • l’Unione Cristiana Evangelista Battista;
  • la Chiesa apostolica;
  • l’Unione Induista italiana;
  • l’Unione Buddhista italiana.

La scelta non è obbligatoria e se non viene fatta la quota verrà ripartita tra tutti i soggetti aventi diritto.

Il 5 per mille venne istituito in forma sperimentale nell’anno 2005 e successivamente, nel 2008, venne introdotto l’obbligo di rendicontazione per chi riceve i fondi. E’ una quota del gettito Irpef che lo Stato Italiano ripartisce tra Enti iscritti all’elenco e socialmente rilevanti. Nel caso non venga fatta una scelta di destinazione, la quota torna nelle casse dello Stato.

Per praticità. essendo elenchi molto lunghi, indichiamo il link da consultare per decidere a chi devolvere questa quota: clicca qui.

Il 2 per mille, infine, è stato introdotto nel 2014 come finanziamento volontario ai partiti. Anche in questo caso, se non viene fatta una scelta, la quota torna nelle casse dello Stato. La vera novità di quest’anno, tuttavia, è che è stata aggiunta la possibilità di destinare proprio il 2 per mille anche alle associazioni culturali.

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